Verso i Mondiali 2026: analisi e formazione tipo dell'Argentina
La presentazione delle squadre che parteciperanno ai prossimi campionati del mondo di calcio che si giocheranno in Canada, Messico e Stati Uniti, continua con una delle pretendenti al titolo che si è qualificata in carrozza alla fase finale, l'Argentina.
Come si è qualificata ai mondiali l'Argentina
Delle due squadre super favorite in seno al girone unico di qualificazione ai mondiali in partenza a giugno, l'Argentina ha rispettato ampiamente il ruolo di protagonista, chiudendo al primo posto dopo 18 partite in cui sono state 12 le vittorie e 4 sia i pareggi che le sconfitte, per una differenza reti che dice 31 fatte e 10 subite.
I dati hanno messo in chiaro che l'Albiceleste ha messo a referto il miglior attacco e la seconda miglior difesa dopo quella sorprendente dell'Ecuador che ha subito 5 reti, qualcosa di irreale nel calcio moderno, soprattutto contro avversari come la stessa Argentina e il Brasile.
L'altra nazionale favorita alla vigilia, era ovviamente il Brasile che ha però faticato maggiormente per qualificarsi, chiudendo terza a pari merito con Colombia, Uruguay e Paraguay.
Tattica, modulo e formazione tipo
Le alchimie tattiche di Lionel Scaloni, unite ad un capitale umano tra i migliori dell'ultimo decennio, hanno portato la nazionale argentina a porsi come la squadra più continua degli ultimi anni, con un modulo chiave che parte dalla difesa a 4, con il resto del campo occupato a seconda degli uomini a disposizione e dell'avversario di turno.
Se ne vogliamo scegliere uno, il 4-3-1-2 appare quello che maggiormente è stato utilizzato ultimamente e che, anche viste le avversarie del girone J che poco possono spaventare i sudamericani, sarà con ogni probabilità disegnato dal selezionatore tecnico argentino, quantomeno per la prima parte del torneo.
Pedina fondamentale e giocatore che farà da contrappeso in relazione alla scelta delle opzioni offensive, saranno la presenza e, soprattutto, la condizione di Lionel Messi, che potrebbe essere inserito in un contesto in cui agirebbe dietro due punte e non da attaccante centrale nel tridente.
Il dilemma in attacco è proprio questo: possono convivere Lautaro Martinez e Julian Alvarez in un tridente in cui compare anche "La Pulce"?
Enzo Fernandez rimane il favorito per una maglia da centrocampista centrale, con Mac Allister e Rodrigo De Paul da ruotare intorno a lui in maniera intercambiabile nel ruolo di mezze ali.
Lionel Scaloni
Prima la Copa América 2021, poi il Mondiale 2022, quindi un'altra Copa América nel 2024, sono un bottino troppo cospicuo per non mettere il selezionatore tecnico dell'Albiceleste tra i santoni del calcio internazionale, a prescindere dai giocatori che l'Argentina produce da sempre.
Il punto focale delle squadre di Scaloni è sempre stato la difesa, se vogliamo, vecchio stampo, anche perché non ci sono movimenti da registrare in funzione del modulo: due esterni e due centrali come si faceva un tempo, senza strizzare l'occhio alla difesa a tre dove i centrocampisti diventano parte integrante del reparto arretrato e, a turno, si danno il cambio per tamponare gli esterni avversari che salgono.
Scaloni è dunque un CT pragmatico, giovanissimo classe 1978, nato a pochi chilometri da Santa Fe, ma con idee che di moderno hanno la concezione della costruzione dal basso e la manovra offensiva, mentre la difesa fa parte di un cliché visto e rivisto, soprattutto nel calcio sudamericano.
Certo è che gli interpreti, soprattutto i centrali, Romero e Lisandro Martinez, con Otamendi pronto a sostituirli, hanno il loro peso in questa scelta, per cui variare qualcosa proprio in vista di un appuntamento così importante, sarebbe deleterio.
Scaloni è alla guida dell'Argentina dal 2018, dopo due anni da vice, il primo al Siviglia e il secondo all'Argentina, sempre dietro il suo mentore Jorge Sampaoli, al quale gli succede dopo l'esonero, con il compito di traghettatore ad interim, ruolo che abbandona molto presto a seguito di alcuni risultati positivi e del gioco espresso, per firmare un contratto da capo allenatore.
Con l'Argentina ha vinto i mondiali in Qatar nel 2022 e le già citate due Copa América, nel 2021 e nel 2024.
Il calendario
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Data |
Partita |
Ora italiana |
Stadio / città |
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Mercoledì 17 giugno 2026 |
Argentina-Algeria |
03:00 |
Kansas City Stadium / Kansas City |
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Lunedì 22 giugno 2026 |
Argentina-Austria |
19:00 |
Dallas Stadium / Arlington |
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Domenica 28 giugno 2026 |
Giordania-Argentina |
03:00 |
Dallas Stadium / Arlington |
La stella dell'Argentina
Esattamente come avevamo fatto per il Portogallo scegliendo Cristiano Ronaldo, per l'Argentina i riflettori di Betfair vengono accesi su Lionel Messi, anche lui, come il lusitano, al sesto mondiale.
Rispetto alle sue stagioni migliori da protagonista, Messi non può più essere considerato il fulcro vitale da cui tutto parte. Adesso la scena se la possono prendere in tanti e Messi, anche e soprattutto fisicamente, difficilmente potrà reggere ritmi così duri per oltre un mese di tornei a 39 anni, che, peraltro, l'attuale giocatore dell'Inter Miami, compirà nel bel mezzo dei mondiali, il 24 giugno.
Della sua collocazione in campo abbiamo già parlato, per cui ci limitiamo a mettere in chiaro il suo palmares: due Copa America, i mondiali del 2002, la finale persa contro la Germania nel 2014, 13 titoli nazionali tra Barcellona, PSG e Miami, 4 Champions League con i catalani.
Le aspettative dell'Argentina
Senza girarci molto intorno, l'Argentina campione in carica, è una delle favorite più accreditate per la vittoria della Coppa del Mondo 2026 e qualsiasi altro risultato non soddisferebbe le aspettative dei tifosi dell'Albiceleste.
Le statistiche ai mondiali
La selezione argentina ha preso parte al primo mondiale nel 1930, la prima di 18 partecipazioni e ha sollevato la Coppa del Mondo in tre occasioni, nel 1978 nei mondiali di casa, nel 1986 in Messico e in Qatar quattro anni fa.
Nell'anno del suo esordio, il 1930, l'Argentina venne sconfitta in finale contro i padroni di casa dell'Uruguay, mentre, in epoche decisamente più recenti, l'Albiceleste perse le finali di Italia '90 contro la Germania e quella in Brasile nel 2014, ancora una volta contro la Germania.