Mondiali 2026

Verso i Mondiali 2026: analisi e formazione tipo del Brasile

  • Andrea Borea
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Mondiali 2026 formazione Brasile

Quando si pensa alla nazionale brasiliana, il pensiero va immediatamente a campioni del presente e del passato, che hanno fatto del calcio una mistura di sogni, passione, tifo sfrenato e gesti tecnici volti allo spettacolo per l'allegria di chi lo compie e di chi lo guarda; andiamo a scoprire tutto della Selecao che disputerà gli ormai imminenti campionati del mondo.

Come si è qualificato il Brasile

La nazionale verdeoro è stata data in consegna alle sapienti mani del nostro Carlo Ancelotti, allenatore di grandissima esperienza all'esordio in una panchina di una squadra che non sia di club. 

Nel percorso di qualificazione ai prossimi mondiali, che come sapete è decisamente diverso per format e struttura rispetto alle eliminatorie del vecchio Continente per ovvie ragioni legate al numero delle squadre partecipanti, il Brasile non è stato dominante come in altre occasioni, ma il passaggio alla fase finale che si giocherà in Messico, Canada e Stati Uniti, è stato comunque acquisito con largo anticipo.

La nazionale verdeoro ha chiuso al quinto posto, con otto lunghezze in più rispetto alla Bolivia che si è fatta sorprendere nei playoff dall'Iraq. 

Un quinto posto, quello del Brasile raggiunto a quota 28 punti, gli stessi di Colombia, Uruguay e Paraguay, per un quartetto che occupa la terza piazza e una distinzione fatta per la semplice differenza reti. 

Tattica, modulo e formazione tipo del Brasile

Dopo tanti anni in cui la squadra brasiliana è sembrata disputare una buona parte delle  sue partite con una sorta di pilota automatico per via dello smisurato talento che i suoi interpreti possono vantare, l'approdo di Ancelotti sulla panchina verdeoro, è parso a molti una sorta di cambiamento di rotta che fa capo alla necessità di mettere ordine tattico e umano ad un gruppo, che di ordine ne dimostrava sempre poco. 

La lista dei 26 convocati e le reazioni dei tifosi dopo che Ancelotti ha pronunciato il nome di Neymar, le abbiamo ancora tutti sotto gli occhi e, a prescindere dal modulo che l'allenatore italiano metterà in campo, la ricerca è sempre e comunque quella dello spettacolo, ma stavolta unito al pragmatismo prettamente ancelottiano. 

La difesa a 4 è sempre stato il marchio di fabbrica dell'ex Real Madrid, fin dai tempi dell'albero di Natale della stagione 2002/2003 al Milan, quando c'era la necessità di far coesistere Pirlo, Rui Costa e Seedorf. Con il Brasile Ancelotti terrà come idea di base i due mediani davanti alla difesa, ma a seconda degli uomini a disposizione e degli avversari, si potrà passare dal 4-2-3-1 al 4-3-3, fino al ritorno alle origini dell'ormai desueto 4-4-2, ancora utilizzato in rarissime occasioni.

In ordine agli interpreti ci sono delle considerazioni da fare, prima tra tutte l'utilizzo di Neymar che, notizia dell'ultim'ora, sembra accusare dei fastidi al polpaccio e potrebbe alternarsi a Lucas Paquetà nel ruolo di trequartista. 

I punti di forza sono gli sterni Vinicius Junior e Raphinha, mentre il centravanti titolare dovrebbe essere uno tra Cunha e Endrick. 

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Carlo Ancelotti

Il selezionatore tecnico della nazionale brasiliana risponde al nome di Carlo Ancelotti, la cui importanza del ruolo è certificata anche da quanto ne abbiamo già parlato nei precedenti paragrafi di questo articolo.

L'allenatore di Reggiolo è stato un sontuoso centrocampista dalla carriera invidiabile, durante la quale ha fatto incetta di Coppe Europee, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe UEFA e due Coppe Intercontinentali, oltre ai tre scudetti, uno con la Roma e due con il Milan. 

Da allenatore ha vinto uno scudetto in Italia con il Milan nel 2003, per poi vincere titoli un po' ovunque, in Spagna con il Real, in Germania con il Bayern Monaco, in Francia con il PSG e in Inghilterra con il Chelsea.

La carriera da allenatore cominciò come vice di Arrigo Sacchi nel ciclo dal 1992 al 1995.

Vinícius spezzerà gli equilibri?

E' davvero difficile capire quale possa essere la stella in una squadra che porta 26 elementi ai mondiali, tutti campioni dall'altissimo tasso tecnico e in grado di proporre allo stesso spettacolo e concretezza, a prescindere dal ruolo. 

Neymar non dà quelle garanzie che possono offrire altri giocatori nel pieno della loro maturità fisica e atletica, per cui la scelta ricade tra uno dei tre trequartisti offensivi, quello di sinistra e che risponde al nome di Vinicius Junior.

Classe 2000, il nativo di Sao Goncalo, può mettersi a disposizione della squadra occupando la fascia sinistra, anche se, con i problemi che ha avuto nel finale di stagione Mbappe, l'esterno d'attacco del Real Madrid ha avuto la possibilità di giocare accentrando maggiormente il suo raggio di azione, dinamica che può tornare utile al Brasile, nel caso in cui le punte convocate da Ancelotti, dovessero fallire. 

Valutato in questo momento 150 milioni di Euro secondo Transfermarkt, il brasiliano ha giocato in questa stagione 36 partite, segnando 16 reti e distribuendo 5 assist. 

La vittoria come unico obiettivo

Non si tratta di momento storico difficile e nemmeno di allenatore, moduli tattici e qualificazioni deludenti, quando si parla del Brasile non esiste altro scenario se non quello di raggiungere la finalissima del campionato del mondo.

Qualsiasi altro risultato non sarebbe accolto positivamente dalla torcida, che ci attendiamo di vedere in massa negli stadi in cui giocheranno i beniamini dei tifosi verdeoro. 

Il calendario del Brasile

Il Brasile è stato inserito nel Gruppo C con Haiti, Marocco e Scozia, per questo calendario: 

Data ufficiale

Partita

Ora italiana

Stadio / città

Sabato 13 giugno 2026

Brasile-Marocco

00:00 di domenica 14 giugno

MetLife Stadium, New Jersey / New York

Venerdì 19 giugno 2026

Brasile-Haiti

02:30 di sabato 20 giugno

Lincoln Financial Field, Philadelphia

Mercoledì 24 giugno 2026

Scozia-Brasile

00:00 di giovedì 25 giugno

Hard Rock Stadium, Miami

Lo storico del brasile ai mondiali

D'altronde è la storia che lo insegna: dall'anno del proprio esordio ai mondiali del 1930 in Uruguay, Los Pentacampeones hanno preso parte alla fase finale in ben 22 occasioni, sollevando la Coppa del Mondo in cinque occasioni.

Il primo successo risale al 1958, in Svezia, bissato quattro anni più tardi dalla vittoria in Cile, per poi chiudere il primo ciclo di vittorie a Città del Messico, nel 1970.

Le ultime due vittorie hanno avuto luogo negli Stati Uniti nel 1994 e in Corea del Sud, nel 2002, per cui la nazionale verdeoro non solleva la Coppa del Mondo da cinque edizioni.