Domenico Gioffrè
About
Sono nato in Calabria nel 1972 e, nel corso della vita, ho praticato diversi sport con risultati alterni, anche perché il mio fisico non è mai stato esattamente quello di una Guardia Svizzera. Però lo sport, in un modo o nell’altro, è sempre rimasto dentro il mio percorso, così come le passioni che mi accompagnano fin dai primi anni ’90: la musica, le arti visive, la tecnologia e la scrittura.
Prima ancora di fare il giornalista, ho attraversato altri mondi: sono stato DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, finché la scrittura non ha preso definitivamente il sopravvento. Nel 2006 ho scoperto il Texas Hold’em e da lì è cambiato molto. Dal 2007 il poker è diventato il mio pane quotidiano, fino ad arrivare alla fondazione della prima redazione online interamente dedicata al poker in Italia, in un periodo in cui il settore stava vivendo una crescita travolgente.
Negli anni del boom del gioco online in Italia mi sono diviso tra articoli, coordinamento editoriale e trasferte nei più importanti casinò e circuiti europei, seguendo dal vivo i grandi tornei come inviato. Nel tempo ho scritto oltre 12 mila articoli dedicati al poker e ai suoi protagonisti, realizzato centinaia di interviste ai migliori giocatori italiani e a molti tra i più forti al mondo, cercando sempre di non perdere di vista il senso di responsabilità che serve quando si scrive di gioco e scommesse. Nel 2013 ho anche ideato e coordinato la prima live chat totalmente anonima di supporto per chi aveva problemi con il gioco, grazie alla collaborazione con associazioni ed esperti nel campo delle dipendenze. Tra le esperienze editoriali ci sono state anche varie collaborazioni e un magazine cartaceo di poker e lifestyle lanciato nel 2014. Questi elementi sono riportati nella sua bio autore pubblica.
Anche lo sport, però, non ha mai smesso di far parte della mia vita. Magari meno praticato che raccontato, ma sempre presente. Negli anni ho scritto di calcio, basket e tennis, con un affetto speciale per quest’ultimo, ben prima che diventasse una passione collettiva sull’onda della Sinner-mania. I campioni che porto nel cuore dicono molto di me: Michel Platini, Dražen Petrović, Boris Becker, Alessandro Del Piero, Manu Ginóbili e Roger Federer.