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Budget mercato trasferimenti Como: quanto può spendere nel mercato estivo

  • Redazione
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Il budget di mercato del Como

Il Como si presenta all'estate 2026 come il club più attivo d'Europa sul mercato, forte di una proprietà tra le più ricche al mondo e di una libertà finanziaria che nessun altro club di Serie A può permettersi in questo momento.

Una condizione unica, che nasce da un modello proprietario radicalmente diverso da quello dei grandi club italiani e che rende i lariani un caso a sé anche nell'analisi economica del calciomercato.

Quanto può spendere il Como nel mercato estivo

Il Como non opera con un budget definito nel senso tradizionale del termine. I fratelli Robert e Michael Hartono, proprietari del club attraverso la holding Sent Entertainment Ltd, hanno un patrimonio stimato tra i 44 e i 50 miliardi di dollari e dal 2019 hanno già investito circa 390 milioni di euro nel progetto lariano. In questa sessione di mercato il club ha già messo a segno acquisti per oltre 80 milioni di euro -- Nico Paz da solo è costato 60 milioni -- e Fabregas ha dichiarato di voler presentarsi al ritiro con una rosa già quasi al completo. Il tetto di spesa, di fatto, non lo impone il mercato né le banche, ma esclusivamente la soglia di perdita accettabile prima che la UEFA intervenga.

Da cosa dipende il budget di mercato del club

Il Como è in una posizione del tutto particolare rispetto al Fair Play Finanziario UEFA. Il club ha accumulato perdite stimate intorno ai 170 milioni negli ultimi anni, con un trend in crescita: circa 50 milioni nel primo esercizio, poi 132, e una previsione vicina ai 100 milioni per la stagione appena chiusa. Cifre che in qualsiasi altro contesto sarebbero insostenibili, ma che per i lariani vengono coperte integralmente dagli aumenti di capitale dei soci, senza ricorrere a finanziamenti bancari.

Il dato chiave è temporale: il Como entrerà formalmente sotto la lente della UEFA soltanto nel marzo 2027, quando verranno analizzati i bilanci degli ultimi tre anni. Fino ad allora il club può operare in relativa libertà, consapevole che dal 2027 dovrà probabilmente firmare un Settlement Agreement con un piano di rientro che può arrivare fino a quattro anni. I proventi della Champions League, che per la sola qualificazione alla fase campionato valgono circa 45 milioni di euro, saranno la prima leva concreta per migliorare il rapporto costi-ricavi e ammorbidire i termini del futuro accordo con l'UEFA.

Le cessioni che possono aumentare il budget

Il Como non ha urgenza di cedere per ragioni di Fair Play Finanziario. Le cessioni, quando arriveranno, risponderanno a una logica diversa: quella del player trading, che è il modello di business dichiarato dalla proprietà fin dall'inizio del progetto. Gli Hartono hanno acquistato il Como con l'obiettivo esplicito di valorizzare i giocatori e rivenderli con plusvalenze significative. La rosa attuale è costruita in questa prospettiva: molti profili giovani acquistati a prezzi contenuti che oggi valgono il doppio o il triplo del prezzo d'acquisto.

In quest'ottica, alcune cessioni potrebbero arrivare già in questa finestra -- con una ventina di uscite attese secondo alcune stime -- ma non perché il club sia costretto a fare cassa, bensì per ottimizzare la rosa in vista della Champions e per anticipare parte delle plusvalenze che serviranno a costruire un bilancio più solido prima dell'ingresso nel regime UEFA.

La situazione dei prestiti: possono aumentare il budget?

I prestiti, nel modello Como, hanno una funzione prevalentemente tecnica più che finanziaria. L'acquisto di Kaiki dal Cruzeiro, ad esempio, è strutturato come prestito con obbligo di riscatto da 14 milioni: una formula che permette di spalmarne il costo sul bilancio futuro piuttosto che su quello corrente. Una scelta strategica, che riflette la consapevolezza che il bilancio 2026-27 sarà il primo sotto la lente UEFA, e che conviene quindi tenere i costi più pesanti nel bilancio 2025-26, dove il club ha ancora margine, piuttosto che in quello successivo.

Stessa logica vale per gli eventuali riscatti di giocatori attualmente in prestito altrove: se il valore di mercato è cresciuto rispetto al costo storico, cedere prima del settlement può generare plusvalenze utili a ridurre le perdite aggregate che la UEFA andrà ad analizzare nel 2027.

Quanto pesa il monte ingaggi sulla strategia di mercato

Il monte ingaggi del Como è cresciuto rapidamente insieme alle ambizioni sportive del club. Con Fabregas in panchina e un progetto esplicitamente orientato alla Champions, gli stipendi dei giocatori di livello europeo pesano in modo sempre più significativo su un fatturato che rimane tra i più bassi della Serie A. Il Como è terzultimo per ricavi nella massima serie italiana, il che rende il rapporto costi-ricavi strutturalmente squilibrato rispetto ai parametri UEFA.

La Champions League è la variabile che può cambiare tutto anche qui: i diritti televisivi, i premi sportivi e la visibilità internazionale possono aumentare sensibilmente il fatturato, migliorando il denominatore del rapporto che la UEFA utilizzerà per valutare la sostenibilità del club. Fabregas lo sa e sta costruendo una rosa competitiva anche per questa ragione: più si va avanti in Champions, più i ricavi crescono e più il futuro Settlement Agreement potrà essere negoziato da una posizione di forza.

Saldo acquisti-cessioni: che mercato può fare il Como

Il saldo del Como in questa finestra è già nettamente negativo, e il club non sembra intenzionato a frenare. Oltre ai 60 milioni per Nico Paz, si aggiungono Kaiki (14 milioni con obbligo di riscatto), Liberali (circa 6 milioni), Andres Cuenca dal Barcellona e altri profili in arrivo. Il totale degli investimenti supera già abbondantemente gli 80 milioni, senza che siano ancora arrivate grandi cessioni a compensare.

Questo saldo negativo è però una scelta consapevole, non una criticità: il modello lariano prevede di investire ora, valorizzare la rosa con la Champions e poi rientrare con le plusvalenze delle cessioni future. Una strategia che ha già funzionato -- il club è passato dalla Serie D alla Champions in pochi anni -- e che la proprietà è disposta a sostenere con ulteriori aumenti di capitale se necessario.

Grande colpo possibile? Gli scenari economici

Il Como ha già fatto il suo grande colpo: Nico Paz a 60 milioni è un'operazione che pochi club europei avrebbero potuto permettersi in questo momento. Ma il mercato lariano non è chiuso. Fabregas ha ancora ruoli da coprire e Solet dell'Udinese è entrato nel radar del club come possibile rinforzo difensivo per circa 25 milioni, in un'asta con l'Inter che sta valutando i rischi fisici del profilo.

Gli scenari per il Como sono sostanzialmente due. Nel primo, il club chiude la sessione con una rosa da Champions quasi completa, registra perdite vicine ai 200 milioni negli ultimi tre esercizi e si presenta alla UEFA nel 2027 con un progetto credibile e i ricavi europei come garanzia. Nel secondo, quello auspicato dagli Hartono, alcune cessioni strategiche riducono le perdite aggregate, il club esce dalla stagione europea con un percorso dignitoso e inizia a costruire le basi per un bilancio più equilibrato. In entrambi i casi, il Como resta l'anomalia più affascinante del calcio italiano: un club che ha riscritto le regole del mercato semplicemente ignorandone i vincoli tradizionali.

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