Come si è qualificata l'Olanda
La nazionale dei Paesi Bassi ha tenuto fede al suo ruolo di favorita del Gruppo C, quello formato anche da Polonia, Finlandia, Malta e Lituania, in rigoroso ordine di classifica finale.
Gli Oranje hanno terminato il loro cammino con un primo posto che non ha ammesso repliche, per un ruolino di marcia da 6 vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta, concedendo un punto in entrambi i match contro la Polonia, sia a Rotterdam nella partita di andata, che a Varsavia nella gara dello scorso 14 novembre.
La differenza l'ha fatta lo scivolone in Finlandia di Skorupski e compagni, sconfitti a Helsinki col punteggio di 2-1.
Tattica, modulo e formazione tipo
Il peso storico della nazionale olandese si porta dietro l'incapacità di mettere a segno la vittoria che farebbe finalmente felici i tifosi di una squadra che, a dispetto del suo gioco tradizionalmente considerato pulito, propositivo e spettacolare, i risultati, come vedremo successivamente, non sono mai stati soddisfacenti.
L'allenatore è Ronald Koeman, che ha le idee chiare per via della sua esperienza di calciatore di altissimo livello e allenatore di squadre di rango internazionale.
L'idea di calcio parte da un 4-3-3 offensivo e senza fronzoli, che si trasforma raramente in un 4-2-3-1 fluido in presenza di interpreti che non digeriscono il modulo più utilizzato; la novità rispetto agli anni passati, appare essere la concretezza, con la possibilità di appoggiarsi su esterni come Dumfries che conosciamo bene e Timber dall'altra parte, che chiederanno strada a quelli alti che tendono ad accentrarsi, Xavi Simons e Gakpo.
Punta centrale sarà l'inossidabile Depay e per il cambio di modulo potrebbe essere decisivo l'utilizzo di Jeremie Frimpong, celestiale esterno destro, che permetterebbe con il suo utilizzo a Xavi Simons di giocare da trequartista interno più vicino a Depay, per il già citato 4-2-3-1.
Ronald Koeman
il Commissario Tecnico dei Paesi Bassi è il 63enne Ronald Koeman, fantastico centrocampista arretrato che ha fatto la fortuna di parecchie squadre durante la sua carriera da giocatore, Barcellona su tutte, dove giocò 192 partite in sei stagioni indimenticabili, con 67 reti all'attivo. In nazionale giocò 78 gare segnando 14 gol.
La carriera da allenatore cominciò nel 1997 come vice di Guus Hiddink prima e Frank Rijkaard dopo, per poi tornare a Barcellona dove fece da secondo a José Mourinho e André Villas-Boas, per poi intraprendere il percorso da capo allenatore al Barcellona B, prima di cambiare panchina in maniera vertiginosa.
Le esperienze più lunghe sono state prima con l'Ajax, poi con il Feyenoord, ma dal 2018 ha cominciato ad allenare le squadre più importanti del suo cammino da Mister, due volte con la nazionale del proprio Paese, intervallate da un paio di stagioni al Barcellona, dove venne esonerato all'inizio della seconda.
Da allenatore ha vinto tre campionati olandesi, una Coppa e due Supercoppe dei Paesi Bassi, una Supercoppa in Portogallo col Benfica e infine due Coppe di Spagna, una col Valencia e una col Barcellona.
La stella dell'Olanda
Composta sovente da solisti, la nazionale dei Paesi Bassi ha prodotto spesso giocatori di richiamo internazionale, non fosse altro perché a quelle latitudini si insegna calcio e fin dalle giovanili, la tecnica viene prima di ogni altra cosa, sicuramente molto prima della tattica.
E se parliamo di tecnica assoluta, il giocatore che potrebbe mettere in condizione l'Olanda di cambiare marcia e status, è Frenkie De Jong, che con ogni probabilità dovrà adattarsi a giocare leggermente decentrato rispetto allo schieramento del Barcellona e, per questo motivo, la sua speranza sarà quella di giocare da playmaker nel 4-2-3-1 a cui abbiamo fatto cenno in precedenza.
Sarebbe Reijnders a prendere la posizione centrale pura nel 4-3-3, ma De Jong sa come adattare le proprie caratteristiche in tutte le zone centrali del campo.
Il calendario dell'Olanda ai Campionati del Mondo
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Data |
Partita |
Ora italiana |
Stadio / città |
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Domenica 14 giugno 2026 |
Olanda-Giappone |
22:00 |
Dallas Stadium / Dallas-Arlington |
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Sabato 20 giugno 2026 |
Olanda-Svezia |
19:00 |
Houston Stadium / Houston |
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Giovedì 25 giugno 2026 |
Tunisia-Olanda |
01:00 (del 26 giugno in Italia) |
Kansas City Stadium / Kansas City |
Scenario migliore e scenario peggiore per i Paesi Bassi
La nazionale olandese ha una particolare predisposizione a performare meglio quando comincia a girare attorno ai suoi elementi migliori, a partire dallo stesso De Jong, passando per Depay, Gakpo e, dalla difesa, Dumfries e Van Dijk, entrambi abili in proiezione offensiva.
Se questi giocatori dovessero trovare l'alchimia giusta, all'Olanda potrebbe stare stretto il quarto di finale, per cui lo scenario migliore potrebbe essere chiudere tra le prime quattro, senza fare drammi se la squadra dovesse abbandonare il mondiale un turno prima.
Deludente sarebbe un'uscita prematura ai sedicesimi o agli ottavi, ma, soprattutto in relazione alla seconda ipotesi, occorrerà capire quale sarà l'avversaria.
L'Olanda ai Mondiali
Partiamo dalla considerazione che la nazionale dei Paesi Bassi non ha mai sollevato al cielo la Coppa del Mondo, ma ci è andata vicina per ben tre volte, quando raggiunse la finale nel 1974, nel 1978 e nel 2010, senza però mai vincere.
Questo è il cruccio maggiore di una nazionale bella e incompiuta, sedotta e abbandonata da una Coppa che i suoi tifosi aspettano da sempre.
Quella dei prossimi campionati del mondo, sarà la 12^ presenza degli Oranje ad una fase finale.