Jannik Sinner e l'erba, dagli inizi al trionfo a Wimbledon: tutte le statistiche

Dopo un percorso trionfale con tanto di record battuti e il clamoroso malore al Roland Garros, Jannik Sinner si riposa in vista dell'appuntamento più importante su una superficie particolare: l'erba.

Il numero 1 ATP è campione uscente di Wimbledon e tra i grandi favoriti anche di questa edizione, soprattutto per la già nota assenza del grande rivale Carlos Alcaraz.

Ma come è andato finora Jannik Sinner sull'erba? Facciamo una breve panoramica della sua carriera.

Jannik Sinner e l'erba: una storia da predestinato

Se è vero che il contesto tecnicamente ideale per il tennis di Jannik Sinner è parso da subito quello del cemento/sintetico, un po' tutti gli osservatori e addetti ai lavori avevano previsto per lui, fin dalla tenera età, delle grandi potenzialità sull'erba.

Il grande anticipo con cui colpiva i due fondamentali erano premessa eccellente per ottimi risultati sui prati, dove il rimbalzo è mediamente più basso ma la palla incontra meno resistenza, perdendo meno velocità rispetto ad altre superfici.

Queste previsioni erano state formulate quando ancora Sinner era un giocatore più monocorde e senza le variazioni di cui è capace oggi, oltre a un gioco di volo che è spaventosamente migliorato. Tradotto in termini pratici, Jannik non somiglierà mai a Pat Rafter, ma la rete non è più un paese straniero per lui.

Jannik Sinner: il rendimento sulle varie superfici

Nel momento in cui scriviamo, Jannik Sinner ha disputato 547 partite da professionista, con un bilancio vinte-perse di 425-122, per una percentuale di vittorie del 78%. Vediamo come è la suddivisione superficie per superficie, al 9 giugno 2026:

SUPERFICIE

PARTITE VINTE‑PERSE

% DI VITTORIE

Sintetico

286‑70

80%

Terra battuta

108‑40

73%

Erba

31‑12

72%

Totale

425‑122

78%

Il rendimento di Jannik Sinner sull'erba

Dopo il recente e pazzesco rendimento sulla terra battuta, con una striscia di vittorie interrottasi soltanto con il malore accusato nel secondo turno del Roland Garros, la terra ha superato l'erba, che diventa al momento la superficie in cui l'altoatesino ha la peggior percentuale di vittorie, 72 contro 73%, come si può apprezzare nella tabella qui sopra.

Queste le finali raggiunte e il relativo risultato:

FINALE

RISULTATO

Halle 2024

Sinner b. Hurkacz 7-6 7-6

Wimbledon 2025

Sinner b. Alcaraz 4-6 6-4 6-4 6-4

La storia di Jannik Sinner sull'erba

Vediamo allora l'evoluzione del tennis e dei risultati di Jannik Sinner sull'erba, dagli esordi ai giorni nostri.

Gli esordi nel 2019

Il primo approccio con i prati arrivò già nell'estate del 2019. Jannik si era già segnalato per una vertiginosa crescita, resa possibile dal successo in Challenger a Bergamo ed altri tornei minori, passando nell'arco di pochi mesi dalla posizione numero 549 alla 219. Con questa classifica va a fare le qualificazioni in Olanda, nel Rosmalen Open altrimenti detto s Hertogenbosch, classico ATP 250 di preparazione a Wimbledon.

Sinner, che partiva da "Alternate" (e dunque ha beneficiato di qualche ritiro per entrare nel torneo di qualificazione), supera lo slovacco Lacko e l'italiano Fabbiano, guadagnandosi il tabellone principale dove perde al primo turno da Nicolas Jarry, allora n.60 ATP.

A ruota, Sinner si trasferisce in Germania, ad Halle dove gode di una Wild Card per il torneo di qualificazione, ma perde dal portoghese Joao Sousa che lo rimonta, vincendo al terzo set.

Sempre nel 2019 c'è l'esordio a Wimbledon, seppur solo nel torneo di qualificazione. Sinner incrocia l'australiano Alex Bolt, che lo batte in rimonta in un match tiratissimo, terminato 2-6 7-5 12-10.

2021, la doppia delusione

Visto l'annullamento di tutta la stagione su erba nel 2020 per via della pandemia, l'appuntamento sulla superficie slitta al 2021, precisamente al Queen's.

Nel frattempo, l'azzurro è salito fino al n.23 ATP, ma lo attende subito una sfida impegnativa con un altro predestinato come l'inglese Jack Draper, coetaneo di Jannik ma molto più incline a infortuni e, generalmente, maturato più tardi. Draper vince 7-6 7-6, ma la delusione più grande arriva a Wimbledon, dove Sinner perde subito da Marton Fucsovics 5-7 6-3 7-5 6-3.

2022: Jannik cambia, arrivano i primi quarti a Wimbledon

L'appuntamento slitta dunque all'anno seguente, un 2022 in cui le attese sono ancora più alte. Jannik Sinner è numero 13 ATP, ma soprattutto ha cambiato totalmente team di coaching da qualche mese, ovvero dalla sconfitta patita per mano di Stefanos Tsitsipas nell'Australian Open. Lasciato il team di Riccardo Piatti, Sinner è passato sotto le cure di Simone Vagnozzi e arriva alla stagione su erba dopo qualche problema fisico, soprattutto di vesciche ai piedi.

Dopo la sconfitta di Eastbourne contro Tommy Paul, a Wimbledon finalmente Sinner vince la sua prima partita ufficiale su erba, contro Stan Wawrinka in quattro set, nel primo turno di Wimbledon 2022.

Arrivano poi i successi su Ymer e Isner, mentre l'ottavo di finale lo oppone al suo futuro grande rivale Carlos Alcaraz. Jannik vince 6-1 6-4 6-7 6-3 e vola ai quarti, dove affronta Nole Djokovic.

Sinner fa sognare nei primi due set, vinti 7-5 6-2, ma poi subisce il poderoso ritorno del campione serbo, che vince 6-2 al quinto.

2023: la lezione di Nole

Nel 2023, la stagione erbivora di Sinner riparte da S Hertogenbosch, dove batte Bublik agli ottavi ma viene fermato da Ruusuvuori nei quarti. L'azzurro fa quarti anche ad Halle, vincendo contro Gasquet e Sonego ma ritirandosi contro Bublik per un problema muscolare.

A Wimbledon, stavolta, Jannik si spinge fino in semifinale, dove però perde ancora da Djokovic e stavolta in maniera nettissima: 6-3 6-4 7-6.

Le variazioni studiate e allenate con Vagnozzi e Darren Cahill, in tutta evidenza, non sono ancora assimilate.

2024: la vendetta di Medvedev

Un anno dopo, Jannik Sinner arriva sull'erba da numero 1 al mondo e dopo essersi tolto la "scimmia sulle spalle" del primo Slam vinto, risultato ottenuto a gennaio in Australia. Così, ha fatto meno male anche la nuova sconfitta da Alcaraz, che lo aveva battuto in semifinale del Roland Garros in cinque durissimi set.

Sinner arriva leggiadro come una piuma ad Halle, vincendo in finale su Hubi Hurkacz e inizia il suo primo Wimbledon da n.1 e, sostanzialmente, da favorito.

Jannik batte Hanfmann, Berrettini (in un vibrante derby di secondo turno chiuso 7-6 al quarto), Kecmanovic e Shelton prima di ritrovarsi ai quarti contro quel Daniil Medvedev al quale aveva rimontato due set di svantaggio nella finale di Melbourne. Contro ogni pronostico, il russo si impone in cinque set, e Jannik deve rimandare ancora una volta l'appuntamento con lo Slam londinese.

Sinner appare ormai maturo per il grande successo anche su erba, ha un gioco sufficientemente vario ma rimane qualche limite di tenuta atletica.

2025: il trionfo nella finale dei sogni

Arriviamo così all'anno scorso, partito male con la sconfitta di Halle ancora per mano di Bublik, che fa storcere il naso ai critici. A Wimbledon, però, tutto sembra andare per il meglio. Jannik non concede nemmeno un set a Nardi, Vukic e Martinez ma va in grande difficoltà contro Grigor Dimitrov. Il bulgaro sfodera due set in cui mostra tutta l'antica classe, ma sul 2-2 del terzo set accusa un tremendo infortunio che lo costringe al ritiro.

Sinner fortunato, quindi, ma lì cambia qualcosa anche mentalmente per l'altoatesino. Jannik non concede nemmeno un set sia a Shelton nei quarti che a Djokovic in semifinale.

La finale è dunque quella dei sogni, contro Carlos Alcaraz, numero 1 vs numero 2. Lo spagnolo fa suo il primo set con una magia, ma l'azzurro non si scompone, vince i successivi tre set con un periodico 6-4 e si aggiudica il suo primo Championship. Quello che tutti gli predicevano fin da giovanissimo, ma che sembrava non voler arrivare mai.

Il risultato è arrivato grazie a un servizio micidiale, ormai tra i migliori al mondo in assoluto, e un bagaglio tecnico che ha oggi nella smorzata una variante preziosissima. Sinner non ha la naturalezza di Alcaraz sotto rete, ma il suo gioco è ora molto ben bilanciato.