Basta tornare alla Coppa del Mondo FIFA 2018 per trovare un quadro simile: fuori gli Azzurri, ma anche l'Olanda e il Cile, mentre nel 1994 furono addirittura Francia e Inghilterra a mancare contemporaneamente all'appuntamento. Se si allarga lo sguardo, il fenomeno è ancora più evidente: tra rinunce volontarie, esclusioni legate a eventi storici e fallimenti sportivi, quasi tutte le grandi hanno vissuto almeno una volta il Mondiale da spettatrici.
La Germania, ad esempio, saltò due edizioni per ragioni extra-calcistiche, mentre l'Argentina rinunciò a più tornei nella prima metà del Novecento. Ma al netto delle eccezioni storiche, il dato più interessante resta quello sportivo: nessuno è davvero immune. Nessuno, tranne il Brasile, unica Nazionale sempre presente. Un'eccezione che, più che confermare una regola, la smentisce.
Le big che hanno saltato i Mondiali: numeri e precedenti a confronto
|
Nazionale |
Edizioni mancate |
Ultima mancata qualificazione |
Risultato qualificazioni successive |
|---|---|---|---|
|
Belgio |
1950, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 2006, 2010 |
2010 |
Quarti 2014, 3° posto 2018 |
|
Uruguay |
1934, 1938, 1958, 1978, 1982, 1994, 1998, 2006 |
2006 |
4° posto 2010 |
|
Olanda |
1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1982, 1986, 2002, 2018 |
2018 |
Rientro e ricostruzione |
|
Portogallo |
1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1970, 1974, 1978, 1982, 1990, 1994, 1998 |
1998 |
Crescita anni '00 |
|
Inghilterra |
1930, 1934, 1938, 1974, 1978, 1994 |
1994 |
Presenza stabile |
|
Francia |
1962, 1970, 1974, 1990, 1994 |
1994 |
Campione del Mondo '98 |
|
Germania |
1930, 1950 |
1950 |
Campione del Mondo '54 |
|
Argentina |
1938, 1950, 1954, 1970 |
1970 |
Campione del Mondo '78 |
Al di là dei numeri, ciò che emerge è una certa ciclicità: le assenze raramente sono casuali, ma coincidono spesso con fasi di transizione o crisi generazionali, momenti in cui anche le Nazionali più forti perdono continuità e competitività.
Dalle eliminazioni shock alle crisi cicliche: i casi più emblematici
Non tutte le esclusioni hanno lo stesso peso. Alcune diventano simboliche, quasi spartiacque. Il 2018, ad esempio, è una fotografia perfetta della volatilità del calcio moderno: l'Italia eliminata dalla Svezia, l'Olanda fuori in un girone complicato, il Cile campione sudamericano incapace di qualificarsi.
Altre volte, invece, è stata la modalità a rendere tutto più clamoroso, come nel caso dell'Uruguay nel 2006, eliminato dall'Australia ai rigori dopo lo spareggio intercontinentale. O ancora, ci sono crisi più lunghe e strutturate, come quella vissuta dal Portogallo negli anni '90, con tre mancate qualificazioni consecutive nonostante la presenza di grandi talenti.
Il Belgio rappresenta invece un caso diverso: le esclusioni del 2006 e del 2010 non sono solo fallimenti, ma l'inizio di un percorso che porterà alla costruzione di una vera e propria "generazione d'oro". E poi ci sono le assenze che, viste col senno di poi, assumono un peso ancora maggiore, come quelle della Francia nel 1990 e nel 1994, subito prima della consacrazione mondiale.
Dopo il fallimento: come le grandi Nazionali sono tornate a vincere
Se c'è un elemento che accomuna quasi tutte queste storie è ciò che accade dopo. Perché la mancata qualificazione, più che una fine, è spesso un punto di rottura da cui ripartire. La Francia lo dimostra meglio di chiunque altro: due Mondiali saltati e, pochi anni dopo, il trionfo del 1998 costruito attraverso una profonda rifondazione tecnica e culturale. La Germania, esclusa nel 1950 per motivi extra-sportivi, tornò immediatamente al vertice vincendo nel 1954, mentre l'Argentina trasformò l'assenza del 1970 nell'inizio del ciclo che la portò al titolo nel 1978.
Anche in tempi più recenti, il copione non cambia: Belgio e Uruguay hanno reagito alle rispettive esclusioni con progetti tecnici solidi e risultati concreti nel giro di pochi anni. Il filo conduttore è chiaro: le grandi Nazionali non evitano le crisi, le attraversano e le trasformano. Per questo, guardando alla storia, restare fuori da un Mondiale non è un'eccezione, ma una possibilità reale. Anche per chi oggi sembra intoccabile. Anche per chi, come il Brasile, non ha ancora conosciuto questa esperienza.