Verso i Mondiali 2026: analisi e formazione tipo della Bosnia-Herzegovina

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Giustiziera dell'Italia ai playoff, la Bosnia-Herzegovina parteciperà per la seconda volta nella sua ancora giovane storia ai Mondiali, dopo l'esperienza del 2014 in Brasile. Andiamo a conoscere meglio la nazionale balcanica, inserita nel Gruppo B con Canada, Svizzera e Qatar.

Come si è qualificata

Purtroppo ce lo ricordiamo benissimo come la Bosnia-Herzegovina ha ottenuto il pass per i prossimi Mondiali, arrivato grazie al successo ai calci di rigore nella finale del playoff contro l'Italia a Zenica, provocando contestualmente la terza esclusione consecutiva degli azzurri dalla fase finale della kermesse iridata. In precedenza i bosniaci, che avevano chiuso per secondi il girone H di qualificazione dietro all'Austria, avevano superato, sempre ai tiri dal dischetto, il Galles nella semifinale di Cardiff.

Tattica, Modulo e formazione tipo

Come si è visto anche nelle due partite disputate ai playoff contro Galles e Italia, la Bosnia-Herzegovina scende in campo abitualmente con un 4-4-2 molto compatto. Al fianco del bomber evergreen Edin Dzeko, che è pronto a guidare l'attacco con i suoi 40 anni suonati, c'è Demirovic, autore di una buona stagione allo Stoccarda. Uno degli osservati speciali è Muharemovic, robusto difensore centrale del Sassuolo, che sembra destinato a diventare uno degli uomini mercato dopo gli importanti segnali di crescita lasciati intravedere in Emilia, e ovviamente con la sua nazionale. 

Il ct

Sergej Barbarez è un'icona del calcio bosniaco, per quanto ha fatto da giocatore, soprattutto in Germania dove ha collezionato ben 330 presenze in Bundesliga con le maglie di ben 6 club, tra cui figurano anche Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen. E, ovviamente, per le sue 47 presenze, condite da 17 reti, con la maglia della nazionale bosniaca, di cui è diventato il ct da un paio di anni, ed è subito riuscito a scrivere una pagina storica guidando il suo paese alla fase finale di un Mondiale, impresa che non riusciva da 12 anni. 

La stella della squadra

Nonostante le 40 primavere sulle spalle, la stella della Bosnia-Herzegovina rimane sempre Edin Dzeko, uno degli attaccanti più forti del calcio moderno. L'ex bomber di Roma e Inter, con una breve e infelice parentesi a Firenze nella prima parte di una stagione piuttosto tribolata, è pronto a giocare la sua ultima grande competizione internazionale e vuole farlo da protagonista. Il Cigno di Sarajevo vuole lasciare il segno in quello che, probabilmente, è il suo ultimo... canto.

Il calendario 

La Bosnia-Herzegovina fa parte del Bruppo B e inizia subito affrontando una delle tre nazioni ospitanti, il Canada, che affronta venerdì 12 giugno a Toronto, alle 21 italiane. Il secondo impegno è contro la Svizzera, 6 giorni più tardi, alla stessa ora, ma a Los Angeles, negli Stati Uniti, dove affronterà, ma nella città di Seattle, anche il Qatar il 24 giugno, sempre in prima serata. 

Il calendario della Bosnia nel Girone B dei Mondiali 2026:

  • Venerdì 12 giugno: Canada-Bosnia, ore 21, al Toronto Stadium 
  • Giovedì 18 giugno: Svizzera-Bosnia, ore 21, al Los Angeles Stadium 
  • Mercoledì 24 giugno: Bosnia-Qatar, ore 21, al Seattle Stadium 

Le aspettative

L'obiettivo della Bosnia è quello di superare per la prima volta la fase a gironi, cosa che non era avvenuta 12 anni fa in Brasile. Il girone non è affatto proibitivo, con la Svizzera che almeno sulla carta dovrebbe rappresentare l'ostacolo più pericoloso, poi ci sono i padroni di casa del Canada che vanno sempre tenuti d'occhio, e infine il Qatar, che appare come la nazionale più morbida da affrontare. Considerando che anche il terzo posto del girone può valere la qualificazione, la rappresentativa bosniaca può giocarsi le proprie carte per passare il turno e accedere alla fase a eliminazione diretta.

Le statistiche al Mondiale

Quella in Canada, Messico e Stati Uniti è la seconda partecipazione alla fase finale dei Mondiali per la Bosnia-Herzegovina. In Brasile, nel 2014, la nazionale allora allenata da Safet Susic, perde le prime due partite contro Argentina e Nigeria, rispettivamente per 2-1 e 1-0, per poi vincere inutilmente la terza con l'Iran per 3-1, in quanto i balcanici erano già eliminati dal torneo.

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