A un anno di distanza dalla sconfitta di Jannik Sinner in finale contro Carlos Alcaraz, un italiano ha nuovamente la chance di riportare in Italia il trofeo dell'Open di Francia, vinto l'ultima volta da Adriano Panatta.
Ma quante volte gli italiani hanno trionfato al Roland Garros? Andiamo a raccontare la storia dei nostri successi nello Slam parigino.
1959-1960: la doppietta di Nicola Pietrangeli
Sessantasette anni fa, grazie a Nicola Pietrangeli il Roland Garros celebrava la prima vittoria di un giocatore italiano nel singolare maschile. Pietrangeli ci era andato già vicino e aveva già vinto in doppio misto, ma quel 1959 fu decisamente il suo anno: trionfo in singolare e in doppio, in coppia con il fido Orlando Sirola.
L'era open era ancora di là da venire, non esisteva un vero e proprio ranking e le teste di serie erano stabilite volta per volta dai comitati organizzatori dei singoli tornei. Così, Pietrangeli partiva come testa di serie numero 3 e sconfisse nell'ordine il messicano Mario Llamas, lo spagnolo Juan Manuel Couder, il danese Torben Ulrich, l'inglese Billy Knight, l'australiano Neale Fraser e il sudafricano Ian Vermaak, ultimo avversario sconfitto in finale per 3-6 6-3 6-4 6-1.
Pietrangeli si ripetè l'anno seguente, nel quale partiva come testa di serie numero 6 e, contrariamente al 1959, dovette affrontare anche il primo turno, dove superò il francese Bresson. Al secondo, sempre in quattro set, arrivò il successo sull'australiano Mulligan, mentre al terzo turno era nuovamente il messicano Llamas a venire sconfitto e ancora una volta per tre set a zero. Dopo il secco 3-0 anche al francese Pilet, Pietrangeli superò lo spagnolo Gimeno nei quarti e il francese Haillet in semifinale. La finale lo vide opposto al cileno Luis Ayala, che aveva superato Orlando Sirola nell'altra semifinale, impedendo la prima finale tutta italiana in uno Slam. L'azzurro si impose in cinque set con il punteggio di 3-6 6-3 6-4 4-6 6-3.
1976: l'apoteosi di Adriano Panatta
Facciamo un salto in avanti di 16 anni e arriviamo al 1976. Adriano Panatta ci girava intorno da un po', nel 1973 si era fermato in semifinale e l'anno precedente, ovvero nel 1975, era stato sconfitto in semifinale dal non irresistibile americano Andrews.
Le cose erano iniziate malissimo anche nel quell'anno, poiché Adriano rischiò seriamente di uscire già al primo turno, per mano del cecoslovacco Pavel Hutka, che gli aveva persino rifilato un 6-0 nel quarto set e aveva avuto match point nel quinto, poi terminato 12-10 in favore dell'italiano.
Dopo la grande paura, Panatta superò in scioltezza il giapponese Kuki e l'altro cecoslovacco Hrebec, prima di cedere nuovamente un set allo jugoslavo Franulovic negli ottavi di finale.
Ai quarti, ecco il capolavoro: vittoria su Bjorn Borg in quattro set. Panatta era un po' la bestia nera dell'orso svedese e proprio quel successo lo portò in parità nel computo degli scontri diretti, 6-6. Borg avrebbe poi vinto gli ultimi quattro, chiudendo 10-6 la rivalità con l'italiano.
Ad ogni modo, tra Panatta e il trionfo finale rimanevano due ostacoli statunitensi: Eddie Dibbs e Harold Solomon, rispettivamente testa di serie numero 6 e 7. Il primo venne spazzato via in semifinale, il secondo in finale, in quattro set: 6-1 6-4 4-6 7-6.
2010, il capolavoro di Francesca Schiavone
Ben più scarno è invece lo storico delle vittorie italiane nel singolare femminile, poiché lì possiamo vantare solo un trionfo: quello, bellissimo quanto inaspettato, di Francesca Schiavone nel 2010.
La "Schiavo" era da tempo la più terraiola delle nostre tenniste e infatti aveva già raggiunto i quarti nel 2001, a 21 anni ancora da compiere. Le premesse, tuttavia, non erano state seguite dagli sperati exploit. Nel 2010, però, la trentenne milanese si presentava a Parigi con un buon ruolino di marcia: ottavi in Australia per mano di Venus Williams e vittoria a Barcellona, anche se poi aveva deluso al Foro Italico.
Ad ogni modo, Schiavone partiva come testa di serie numero 17 di un tabellone che vedeva le sorelle Williams ai primi due posti e altre grosse giocatrici come Wozniacki, Kuznetsova, Dementieva, Radwanska, ma quasi tutte si erano fermate prima del previsto.
Il torneo di Francesca iniziava col freno a mano tirato e il primo set perso dalla non irresistibile russa Kulikova, poi rimontata, mentre il secondo turno era una sostanziale formalità con la qualificata australiana Sophie Ferguson. Il terzo turno la vedeva opposta alla cinese Na Li, in un curioso antipasto della finale 2011, che sarebbe stata vinta proprio dall'asiatica sulla milanese. Il percorso di Schiavone, in eccellente condizione psicofisica, prosegue con le vittorie per 2-0 su Kirilenko e soprattutto Wozniacki, testa di serie numero 3 ma mai in partita, 6-2 6-3. Così, si giunge alla semifinale contro la testa di serie numero 5 Elena Dementieva, ritiratasi dopo aver perso il primo set al tiebreak, per un problema fisico.
La finale vedeva così Schiavone opposta a un'altra outsider ma non troppo, l'australiana Sam Stosur, testa di serie numero 7 e alla seconda semifinale consecutiva a Parigi, dopo quella persa nel 2009 contro Kuznetsova. Francesca si impone 6-4 7-6 regalandosi - e regalando all'Italia - il primo trionfo azzurro in un singolare femminile al Roland Garros, e il primo in assoluto di un'italiana in un torneo del Grande Slam, seguito poi da Flavia Pennetta allo US Open 2015.