Le Safety Car in Formula 1: in Australia, Canada e Brasile vanno via come il pane!
Quando si parla di motori e specificatamente di Formula 1, i tifosi di ognuna delle scuderie che popolano i vari box e i semplici appassionati, sono spesso alla ricerca di quello che è lo spettacolo che le vetture propongono durante i loro giri di pista.
E non c'è da nascondersi dietro a un dito quando l'animo umano porta a pensare che qualche incidente, una noia meccanica, una toccatina al muretto a velocità spaventose, possano aumentare l'adrenalina di chi guarda, ovviamente con la speranza che non succeda nulla ai piloti in relazione alla loro salute.
Per aumentare la sicurezza di piloti e di tutte le persone che gravitano attorno ad ognuno dei 24 Gran Premi che formano il calendario iridato, è stata introdotta ormai da tempo la possibilità che in determinati momenti della gara, entri in pista la cosiddetta Safety Car, la vettura di sicurezza.
Cos'è la Safety Car
La lingua inglese è spesso molto più diretta di quella italiana, magari meno poetica e sinuosa, ma sicuramente efficace, per via di quella caratteristica di rendere l'idea in maniera efficace e immediata e, anche nel caso della Safety Car, l'enunciato è pienamente rispettato.
Parliamo di una vera e propria autovettura che entra in pista quando succede qualcosa di particolare che può mettere a repentaglio l'incolumità di piloti, spettatori e operatori che gravitano attorno al Gran Premio di turno.
Le ragioni possono essere le più disparate, da eventuali cedimenti della pista e delle strutture che la circondano, oppure la presenza di detriti nel bel mezzo dell'asfalto, oppure ancora un incidente che trasforma la gara in un puzzle da ricomporre.
E in effetti il puzzle, da quel momento, riparte da zero, perché tutte le macchine, a prescindere da quello che era il distacco tra le vetture al momento dell'entrata in pista della SC, si accodano ad essa e, in pratica, riparte un nuovo Gran Premio.
I circuiti con la maggior percentuale di ingresso delle SC
Nell'articolo che avete sotto il naso, non parleremo della Virtual Safety Car, che si diversifica da quella di cui abbiamo appena scritto, per via del fatto che non ha sembianze tangibili, ma ha lo stesso scopo, quello di aumentare e/o preservare la sicurezza in pista.
La Virtual è infatti una sorta di Safety "fai da te", in cui i piloti devono sottostare ad alcuni limiti, in primis riguardanti la velocità in pista, che però non devono seguire una macchina che entra in pista.
Più in generale ci sono delle piste e dei Gran Premi che hanno messo a referto di fine gara un numero di ingressi di Safety Car superiore alla media, ma attenzione, i dati che state per leggere sono spesso influenzati da dinamiche diverse.
Alcuni di essi, infatti, hanno subito nel tempo delle variazioni sensibili di tipo strutturale, per cui, se una pista era considerata da bollino rosso in ordine alla sua sicurezza nei primissimi anni della sua esistenza, proprio in ordine a queste modifiche, sono diventate molto più "safe", o sicure, come si dice da noi in Italia.
inoltre ci sono dei Gran Premi che hanno cambiato location nonostante siano nella stessa nazione o nello stesso territorio, oppure ancora il campione è fin troppo piccolo per poter essere preso in considerazione.
Fatte queste doverose precisazioni, la palma d'oro degli ingressi della Safety Car, andrebbe consegnata ex aequo ai circuiti di Melbourne e Montreal, ma ciò che li diversifica è il fatto che all'Albert Park in Australia, i Gran Premi in cui hanno fatto il loro ingresso in pista almeno in due occasioni nella stessa gara, sono state 17 contro le 16 di quelli canadesi.
Sia a Melbourne che a Montreal, il record parla chiaro: 31 partecipazioni delle Safety Car per ognuna delle due piste.
Anche San Paolo partecipa a questa curiosa classifica, con 28 ingressi della vettura di sicurezza, seguita da Monaco a Monte Carlo a quota 25 e da Silverstone con 23.
Curioso notare, invece, come il numero dei giri in cui la Safety Car è stata in pista nei vari Gran Premi, non rispetta la classifica che vi abbiamo proposto nei precedenti paragrafi.
E' infatti l'autodromo José Carlos Place di San Paolo, che molti di voi lettori conosceranno come "Interlagos", a detenere il record di Safety Car in termini di giri del tracciato pista, 126; seguono le due capoclasse in termini di numero di ingressi, 118 giri a Montreal e 101 giri a Melbourne.