Le migliori squadre asiatiche della storia dei mondiali
Il calcio asiatico ha spesso vissuto ai margini dei grandi riflettori, etichettato per decenni come tatticamente ingenuo o privo della malizia necessaria per competere ai massimi livelli. Eppure, la storia della Coppa del Mondo è stata ciclicamente sconvolta da imprese che hanno frantumato ogni gerarchia prestabilita. In vista del prossimo torneo allargato a 48 squadre, le quote mondiali 2026 offrono già spunti interessanti per chi va a caccia del prossimo miracolo sportivo.
Analizziamo nei dettagli le 4 più grandi cavalcate asiatiche della storia.
Corea del Nord, Inghilterra 1966: il miracolo di Middlesbrough
La spedizione della Corea del Nord nel 1966 rimane una delle pagine più leggendarie e misteriose del calcio. Arrivati in Inghilterra come totale incognita in un Gruppo 4 che comprendeva URSS, Cile e la favoritissima Italia di Edmondo Fabbri, i nordcoreani iniziarono con un netto 3-0 subito dai sovietici. Dopo un pareggio per 1-1 strappato all'88' contro il Cile, il destino sembrava segnato in vista del match del 19 luglio 1966 ad Ayresome Park, a Middlesbrough.
Contro ogni logica, al 42' del 1° tempo, l'ala Pak Doo-Ik approfittò di una respinta errata della difesa italiana e trafisse Albertosi con un preciso diagonale destro. L'Italia, ridotta in 10 uomini per l'infortunio del capitano Bulgarelli (quando non erano ancora concesse le sostituzioni), entrò nel panico e non riuscì a rimontare. Quell'1-0 eliminò i due volte campioni del mondo dell'Italia, che al ritorno in patria vennero accolti a Genova da un fitto lancio di pomodori.
Nei quarti di finale la favola toccò il picco: nei primi 22 minuti di gioco contro il Portogallo, la Corea del Nord si portò clamorosamente in vantaggio per 3-0. La rimonta lusitana venne firmata da un monumentale Eusébio, autore di 4 gol nel 5-3 finale, ma il mito dei piccoli coreani era ormai scritto.
Arabia Saudita, USA 94: la folle corsa nel deserto americano
Al debutto assoluto in una fase finale di un Mondiale, l'Arabia Saudita guidata dal tecnico argentino Jorge Solari si presentò a USA 1994 senza grandi fari puntati addosso. Inseriti nel Gruppo F, i sauditi persero con onore la prima sfida per 2-1 contro l'Olanda, ma si rimisero subito in corsa superando il Marocco per 2-1 grazie alle reti di Al-Jaber e Al-Anazi.
Il capolavoro assoluto andò in scena il 29 giugno 1994 al RFK Stadium di Washington, sotto un caldo torrido, contro il Belgio di Michel Preud'homme. Al 5' minuto di gioco, l'attaccante Saeed Al-Owairat ricevette palla a 70 metri dalla porta avversaria, all'altezza della propria trequarti. Iniziò una progressione palla al piede durata 10 secondi netti, durante la quale seminò 4 difensori belgi in velocità prima di battere il portiere in scivolata.
Quel gol, inserito al 6° posto nella classifica della FIFA per il "Gol del Secolo", fissò l'1-0 finale. L'Arabia Saudita si qualificò agli ottavi di finale, arrendendosi solo per 3-1 alla Svezia (che avrebbe poi chiuso il torneo al 3° posto).
Per monitorare l'evoluzione e le statistiche di queste nazionali storiche, gli appassionati consultano regolarmente le ultime News Mondiali 2026.
Corea del Sud, Giappone e Corea 2002: la marea rossa fino alla semifinale
Il Mondiale del 2002 rappresenta il punto più alto mai toccato da una nazionale della confederazione asiatica. Sotto la guida del santone olandese Guus Hiddink, la Corea del Sud si sottopose a un durissimo ritiro atletico di 6 mesi prima del torneo. Spinti dai "Red Devils", una marea di tifosi vestiti di rosso, i coreani vinsero il Gruppo D superando la Polonia per 2-0, pareggiando 1-1 con gli USA e battendo il Portogallo di Figo per 1-0 con 1 prodezza di Park Ji-sung.
La fase a eliminazione diretta si trasformò in una epopea sportiva intrisa di feroci polemiche arbitrali:
- Ottavi di finale (contro l'Italia): Il match, arbitrato dall'ecuadoriano Byron Moreno, vide l'espulsione di Totti e un gol valido annullato a Tommasi. Al 117' del tempo supplementare, il golden gol di testa di Ahn Jung-hwan firmò il 2-1 che eliminò gli Azzurri.
- Quarti di finale (contro la Spagna): La sfida fu diretta dall'arbitro Al-Ghandour, che annullò 2 gol regolari agli spagnoli. La Corea del Sud resistette sullo 0-0 per 120 minuti e si impose per 5-3 ai calci di rigore.
Il sogno coreano si interruppe soltanto in semifinale contro la Germania (1-0, gol di Ballack al 75'). Quella cavalcata casalinga viene analizzata ancora oggi nei pronostici Mondiali 2026 per valutare il peso specifico del fattore campo nei tornei internazionali.
Giappone, Qatar 2022: il trionfo del Dynamic Football
Nel primo Mondiale giocato in inverno in Qatar, il Giappone di Hajime Moriyasu si trovò inserito nel "gruppo della morte" (Gruppo E) insieme a due colossi del calcio europeo: Germania e Spagna. Il passaggio del turno sembrava impossibile, ma i Samurai Blue sfoggiarono un'organizzazione tattica e un cinismo senza precedenti.
Nella partita d'esordio contro la Germania, dopo essere andati sotto per un calcio di rigore di Gündogan, le mosse tattiche di Moriyasu ribaltarono l'incontro nel 2° tempo: in soli 8 minuti arrivarono i gol di Doan e Asano per lo storico 2-1 finale. Dopo un imprevisto passaggio a vuoto contro la Costa Rica (sconfitta per 1-0), il copione si ripeté identico contro la Spagna.
Sotto di un gol siglato da Morata, il Giappone ribaltò il punteggio in soli 3 minuti a inizio ripresa. Il gol decisivo del 2-1 di Tanaka rimarrà nella storia per l'assist in scivolata di Mitoma, con il pallone rimasto all'interno della linea di fondo per appena 1.8 millimetri. Il Giappone vinse il girone da 1° classificato con appena il 18% di possesso palla contro gli spagnoli, per poi arrendersi solo ai calci di rigore negli ottavi contro la Croazia dopo l'1-1 dei tempi regolamentari.
Per studiare le quote aggiornate e valutare le scommesse sulle prossime sfide delle nazionali asiatiche, è possibile consultare la pagina delle Scommesse mondiali 2026.