Verso i Mondiali 2026: analisi e formazione tipo della Svezia

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La Svezia, promossa ai playoff, si appresta a partecipare per la tredicesima volta della sua storia alla fase finale di un Mondiale. Il miglior piazzamento resta la finale raggiunta nell'edizione di casa, nel lontano 1958. 

Come si è qualificata

La Svezia deve ringraziare dapprima il ranking, dovuto ai piazzamenti in Nations League, che gli hanno permesso di accedere ai playoff nonostante il quarto posto finale nel girone di qualificazione, alle spalle di Svizzera, Kosovo e Slovenia. Poi però gli scandinavi sono stati bravi a vincere le due partite della Final Four, la prima contro l'Ucraina, per 3-1, e quindi la finale, tutt'altro che scontata, contro la Polonia, per 3-2, con la rete decisiva siglata dal bomber dell'Arsenal Viktor Gyokeres.

Tattica, Modulo e formazione tipo

Tutto gravita sulle spalle appunto di Gyokeres, che negli ultimi anni si è confermato uno degli attaccanti più prolifici del panorama internazionale. Il centravanti dei Gunners agisce da unica punta, supportato abitualmente da Elanga, anche lui in Premier League ma con la maglia del Newcastle, e dalla mezzapunta del Celtic Nygren. Senza dimenticare che come alternativa in avanti c'è sempre Isak, strapagato dal Liverpool un'estate fa. Lo schema prediletto dal ct inglese Graham Potter è un 3-4-2-1, a guidare il reparto arretrato è l'atalantino Hien. 

Il ct

C'è tanta Inghilterra in questa Svezia, a testimonianza c'è anche la nazionalità del ct, Graham Potter, che appunto è nato Oltremanica. Proprio in Svezia ha iniziato la sua carriera di allenatore, nel 2011, sulla panchina dell'Ostersund, dove è rimasto per 7 stagioni, portandolo in Allsvenskan. In mezzo alcune esperienze in Premier League, le ultime deludenti con West Ham e Chelsea, prima di prendere in mano la nazionale svedese e centrare il traguardo della qualificazione ai Mondiali. 

La stella della squadra

Viktor Gyokeres è stato uno dei colpi di mercato più sensazionali del 2025, con l'Arsenal che, tra parte fissa e bonus, ha versato più di 70 milioni nelle casse dello Sporting Lisbona. La stagione che sta vivendo con i Gunners è sicuramente all'altezza delle aspettative, superando già i 20 gol ad annata non ancora conclusa. Negli spareggi inoltre è stato decisivo sia in semifinale, realizzando una tripletta all'Ucraina, che in finale, segnando la rete che ha mandato a casa la Polonia e riportato la Svezia ai Mondiali 8 anni dopo. 

Il calendario 

La Svezia è inserita nel Gruppo F, con Olanda, Giappone e Tunisia. Proprio con i nordamericani c'è l'esordio nella kermesse iridata, il 15 giugno alle 4 del mattino italiane, a Guadalupe, in Messico. Il 20 giugno c'è la super sfida con l'Olanda a Houston alle 19 italiane, negli Stati Uniti, mentre la terza e ultima partita è prevista contro il Giappone il 25 giugno ad Arlington, all'una di notte italiana.

Il calendario della Svezia nel Girone F dei Mondiali 2026:

  • Lunedì 15 giugno: Svezia-Tunisia, ore 4, all'Estadio BBVA, a Guadalupe (Messico)
  • Sabato 20 giugno: Olanda-Svezia, ore 19, all'Houston Stadium (USA)
  • Giovedì 25 giugno: Giappone-Svezia, ore 1, all'AT&T Stadium, ad Arlington (USA)

Le aspettative

La Svezia ha sicuramente le carte in regola per superare quantomeno la fase a gironi, dove, nelle gerarchie, gli scandinavi partono dietro solamente all'Olanda. Poi il talento non manca ai gialloblù, che vantano anche un attacco di tutto rispetto, e sognare anche qualcosa in più non è certamente proibito.

Le statistiche al Mondiale

La Svezia ha disputato complessivamente 51 partite nelle 12 edizioni dei Mondiali a cui ha partecipato finora, ottenendo lo stesso numero di vittorie e di sconfitte, 19, mentre i pareggi sono stati 13. Un bilancio perfettamente in equilibrio, quindi, mentre i gol realizzati sono stati di più, 80, rispetto a quelli subiti, 73. Due volte la compagine scandinava è salita sul podio, con il terzo posto conquistato nel 1950, in Brasile, e il secondo del torneo di casa, nel 1958, perdendo in finale con gli stessi verdeoro per 5-2. Curiosità: nel 1938 si sono registrati sia la vittoria più larga ai Mondiali, con l'8-0 rifilato a Cuba ai quarti, che la sconfitta più netta, ovvero il 5-1 con l'Uruguay in semifinale.