Non sono moltissimi in realtà i brasiliano che non hanno lasciato un ricordo in nerazzurro: il calcio brasiliano è fatto di estremi, in un senso o nell'altro.
Esploriamo il lato positivo della storia nerazzurra a tinte verdeoro, ricordando i migliori brasiliani che hanno vestito la maglia dell'Inter.
Achille Gama (1909-1914)
La storia dell'Inter inizia proprio con un brasiliano, Achille Gama, tra i fondatori della squadra nerazzurra e autore del primo gol nella gara d'esordio, il derby giocato contro il Milan il 10 gennaio 1909.
Fu anche dirigente accompagnatore dell'Inter oltre a proseguire la carriera come arbitro e allenatore.
Ronaldo (1997-2002)
Il Fenomeno, l'acquisto più eclatante della gestione di Massimo Moratti, uno degli attaccanti più forti della storia del calcio.
Arrivato a Milano nell'estate 1997, con la maglia dell'Inter vive una prima stagione esaltante, vincendo la Coppa Uefa e arrivando alle spalle della Juventus al termine di un campionato contestatissimo.
Poi la spirale dei gravi infortuni e solo qualche sprazzo della vecchia classe, fino alla cessione del Real Madrid.
Julio Cesar (2005-2012)
L'acchiappasogni, il portiere dell'Inter del Triplete.
Arrivato in sordina in Italia, parcheggiato per mesi a fare il terzo portiere al Chievo, una volta all'Inter diventa titolare al posto di Francesco Toldo e diventa la saracinesca della squadra di José Mourinho che nel 2010 conquista lo storico tris Scudetto, Coppa Italia e Champions League.
Jair (1962-1967, 1968-1972)
La freccia nera della Grande Inter, autore del primo gol della storia nerazzurro in Coppa dei Campioni e della rete che assicura la seconda vittoria nella competizione continentale contro il Benfica di Eusebio.
Jair Da Costa era un'ala destra veloce e tecnica, letale in contropiede, che con l'Inter di Helenio Herrera ha conquistato tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Maicon (2006-2012)
Il Colosso, terzino destro dotato di fisico, tecnica, corsa e di un tiro eccezionale, è stato l'unico giocatore a riuscire a strappare la titolarità sulla fascia destra al Capitano Javier Zanetti, "costretto" a traslocare a centrocampo.
Quattro scudetti, due Coppe Italia, tre Supercoppe italiane, una Champions League e una Coppa del mondo per club hanno reso Maicon Douglas (doveva essere Micheal, come l'attore, ma l'anagrafe brasiliana non ha colto la citazione) uno dei grandi simboli dell'Inter a cavallo degli anni '10 del nuovo millennio.
Roberto Carlos (1995-1996)
Uno dei terzini sinistri più forti della storia del calcio, dotato di un tiro che era pura dinamite, Roberto Carlos iniziò molto bene la sua esperienza all'Inter nel 1995, andando a segno ben 7 volte anche grazie alle sue proverbiali, potentissime punizioni.
Ma i cambi di mister e gli equivoci tattici spinsero l'allenatore inglese Roy Hodgson a bollarlo come "indisciplinato tatticametne", aprendo la strada alla sua cessione al Real Madrid dove avrebbe poi vinto tutto in carriera.
Adriano (2001-2002, 2004-2007, 2008-2009)
L'Imperatore, attaccante che univa tecnica sopraffina e potenza esplosiva, veloce e letale, si mise in luce nelle prime stagioni italiane, tra l'esordio all'Inter e le esperienze a maturare tra Fiorentina e Parma tra il 2000 e il 2003.
Tornato all'Inter fece sognare il popolo nerazzurro con prestazioni superbe e gol sopraffini, l'insorgere della depressione in seguito alla morte del padre e la discesa nell'alcolismo causarono il declino dell'Imperatore, che dal 2006 in poi non riuscì più ad incidere in campo come prima.
Lucio (2009-2012)
Roccioso difensore reduce da un decennio in Bundesliga tra Bayer Leverkusen e Bayern Monaco, Lucimar da Silva Ferreira fu uno degli innesti richiesti da José Mourinho per puntare ai grandi obiettivi europei.
La fiducia del tecnico portoghese era ben riposta: insieme all'argentino Samuel il brasiliano è stato il volto (cattivo) di una difesa arcigna e intensa, per usare degli eufemismi, che ha portato la famosa squadra del Triplete ad entrare nella storia.
Thiago Motta (2009-2012)
Cresciuto nel Barcellona, questo centrocampista figlio di italiani (tanto che sceglierà di indossare la maglia azzurra dal 2011 in poi) arrivò in Italia cercando di rilanciarsi con il Genoa dopo mesi e mesi di inattività dovuto a due gravi infortuni.
Rilanciatosi in Liguria, dopo una sola stagione nel 2009 passò all'Inter insieme a Diego Milito, e divenne un elemento importantissimo della squadra di José Mourinho.
È passato alla storia nerazzurra anche per l'espulsione nella semifinale di Barcellona, causata da una reazione su Sergio Busquets, che costrinse l'Inter ad un'epica resistenza in inferiorità numerica in casa di una delle squadre più forti della storia del calcio, una delle pagine più gloriose della storia nerazzurra.