Quando tornerà in campo Jannik Sinner?

Questi primi giorni di US Open 2026, con tanti incontri interessanti in programma, non ci fanno dimenticare il grande assente di questo torneo: Jannik Sinner.

Mentre il suo grande rivale Carlos Alcaraz è tornato dopo quasi 5 mesi di assenza, con una convincente performance che lo ha visto dare 3-0 al russo Safiullin, Jannik Sinner prosegue con il suo estremamente discreto lavoro di recupero dall'infortunio al ginocchio destro.

A tal proposito, è il caso di tornare sulle possibili cause di questo problema fisico.

Jannik Sinner e quella caduta sospetta a Wimbledon

È il pomeriggio del 29 giugno scorso e in Italia manca circa un quarto d'ora alle cinque. Jannik Sinner è impegnato a battezzare il Campo Centrale di Wimbledon contro Miomir Kecmanovic, che lo ha sorpreso portando a casa il primo set, subito pareggiato dall'italiano nella seconda partita.

Sul punteggio di 2-2 15-30 del terzo set servizio Kecmanovic, il serbo batte sul rovescio di Jannik e lì insiste prima con il rovescio incrociato, poi con il dritto a uscire.

In quest'ultimo caso Sinner, che in tutto lo scambio era apparso leggermente in ritardo, viene preso in contropiede e scivola col piede destro, provocandosi una caduta agghiacciante, che lo vede allargare le gambe, urlare dolorante ed effettuare un balzo istintivo di schiena che lo vede cadere a pancia in su sul prato, dove rimane immobile.

Il pubblico del Centrale ammutolisce e così facciamo tutti a casa, temendo che sia successo qualcosa di brutto.

Jannik si tiene entrambe le anche e l'idea, vista la "semi-spaccata" involontaria, è che sia un problema in quell'area. Poi, dopo qualche interminabile secondo, Sinner si rialza e fa pollice su, a tranquillizzare tutti. Ci si convince che sia stata una caduta più brutta da vedere che realmente pericolosa, ma evidentemente non era così.

I dubbi sulla caduta e la linea comunicativa "sovietica" di Sinner

Al di là del fatto che Jannik sia poi riuscito a vincere la partita e, infine, a ripetere il trionfo del 2025, vedendo cosa è successo in seguito, tutti abbiamo ripensato a questa scivolata.

La gamba destra si è piegata sul ginocchio in un movimento parzialmente innaturale per via del busto parellelamente inarcato all'indietro di Jannik, che potrebbe avere causato una qualche iperestensione.

Nessuno è in grado di confermarlo, poiché Sinner ha mantenuto la sua consueta linea di rivelare il minimo indispensabile, senza scegliere in nessun dettaglio sul tipo di infortunio e sulla sua gravità.

"Infiammazione tendinea extra-articolare al ginocchio destro", è quanto dichiarato nelle poche ed essenziali comunicazioni diramate dal suo team.

L'idea che tale infiammazione possa essere collegata a quella caduta è più che lecita. Ma oggi, più che ai dettagli sulla diagnosi, tutti sono più interessati a un'altra domanda.

Quando tornerà Jannik Sinner?

Non è dato sapere neanche quanto la rinuncia allo US Open sia legata a un problema ancora in essere o a semplice prudenza, ma certo il fuoriclasse altoatesino sta proseguendo le sedute al J Medical di Torino, alternando onde d'urto, fisioterapia, nuoto e l'immancabile riposo, fondamentale per questo tipo di problemi.

Si è ipotizzato da subito che il rientro del campione potrebbe avvenire in qualche momento dello swing asiatico autunnale. Inizialmente si parlava del Masters 1000 Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre prossimi. Tuttavia, stamani è arrivato quello che potremmo definire il primo indizio ufficiale.

Nella mattinata del 1 settembre è infatti stata diramata la entry list ufficiale dell'ATP 500 Pechino, torneo che ha in Sinner il campione uscente e che si dsputa dal 30 settembre al 6 ottobre. E Jannik Sinner, nella entry list di Pechino, c'è.

Con lui ci sono anche Sascha Zverev e Felix Auger-Aliassime e Novak Djokovic. Dunque, tra i top 5, manca al momento solamente Carlos Alcaraz, a conferma che quello pechinese è un 500 "finto", per la sua capacità di attrarre sempre molti tra i migliori al mondo.

Non si tratta di una conferma ufficiale, ma è un'indicazione sulla marcia di avvicinamento di Jannik al gran finale di stagione, con la ricerca della terza perla consecutiva nelle ATP Finals di Torino.