Guida al betting

Strategie avanzate nelle scommesse sportive: probabilità, valore, rischio e consigli utili

  • Andrea Borea
  • Published on
  • Updated on
strategie avanzate scommesse sportive

Nelle scorse settimane abbiamo provato a darvi una mano in relazione a quelle che sono le scommesse base e i mercati più giocati nel betting moderno, facendo luce sulle differenze più semplici da capire per quanto riguarda risultati finali, esito delle partite e numero dei gol. 

Con l'articolo che avete sotto gli occhi, invece, proviamo a stringere ancora di più il cerchio sull'obiettivo e vedere se riusciamo a fare chiarezza su alcuni termini, format e tipologia di scommesse che spesso si sentono, ma non si ha quasi mai la voglia di approfondire. 

Il pezzo non si pone come obiettivo quello di fornire strategie miracolose, ma vuole essere uno strumento di comprensione matematica di alcune delle maggiori funzioni da utilizzare, come ad esempio i concetti di probabilità, il valore atteso e la gestione del rischio. 

La probabilità implicita 

La definizione meno ingarbugliata e più comprensibile di "probabilità implicita" in una scommessa, è quella che dimostra la probabilità che il bookmaker attribuisce ad un certo evento, attraverso l'assegnazione di una quota. 

Il problema primario da risolvere per uno scommettitore, è capire come trasformare in termini percentuali questo tipo di assegnazione. 

In termini molto più terra terra, giusto per darvi subito un parametro molto facile da tenere a mente: 

  • La quota 2,00 prevede che il bookmaker assegni una possibilità che quell'evento si realizzi pari al 50%
  • La quota 4,00 circa il 25%
  • La quota inferiore al raddoppio, poniamo il caso una quota 1,50, circa il 66,7%

La formula base

Non è difficilissimo calcolare la probabilità implicita, visto che essa viene fuori dalla formuletta: Probabilità implicita= 1/ quota X 100. 

Basta dunque leggere la quota, anteporre ad essa l'unità, dividerla per tale quota e moltiplicare per 100. 

  • Quota 2,00 1 / 2 = 0,50 = 50%
  • Quota 1,80 1 / 1,80 = 0,556 = 55,56%
  • Quota 3,50 1 / 3,50 = 0,285 = 28,57%
  • Quota 5,00 1 / 5,00 = 0,20 = 20% 

A cosa serve la probabilità implicita

Una probabilità implicita, serve a ragionare in termini percentuali e non in termini "da scommessa e da quota". Ragionare in termini percentuali, significa semplicemente mettere in ordine nella nostra mente di giocatori, parametri molto più facili da digerire, come una percentuale che usiamo nella vita di tutti i giorni, che una quota, che, al contrario, deve essere letta con gli occhi dell'operatore. 

Questo tipo di stratagemma ti serve soprattutto per capire quanto un bookmaker ritenga probabile un evento, non solo quanto noi porteremo a casa se centriamo l'evento. 

E' utile per capire se quella quota ha, per noi, un valore che ci convinca a giocarla, dopo averne analizzato il valore secondo le nostre conoscenze.

La domanda che si deve fare un giocatore una volta conosciuta la probabilità che il bookmaker gli sta proponendo è la seguente: non solo "secondo me vince", ma anche e soprattutto, "la reale probabilità è più alta o più bassa di quella che mi state proponendo?". 

Il ragionamento semplice per capire il valore di una quota

Poniamo il caso che ci venga proposto un evento come quello di una partita come Bayern Monaco-Manchester City, il cui segno 1 è proposto a 2,50. 

La quota 2,50 ha, come abbiamo imparato prima, un valore di probabilità implicita pari al 40% e noi la domanda che ci dobbiamo fare è la seguente:

  • Se io penso che il Bayern Monaco possa vincere contro il Manchester City nel 48/50%, o superiore, delle volte che incontra gli inglese in un ipotetico scontro infinito, allora quella quota ha, secondo me, del valore. E sarebbe corretto giocarla perché, sempre a mio parere, quella quota è più alta del dovuto. 
  • Se, al contrario, io penso che il Bayern batterà il City in misura con una percentuale inferiore rispetto a quel 40% ( mettiamo il caso il 35% in giù ), abbiamo appena capito che, secondo il nostro parere, quella quota non ha lo stesso valore. 

Attenzione! Non è che il Bayern non vincerà quella partita, ma, secondo il nostro parere, in un ipotetico scenario di match giocato infinite volte, la percentuale del 40% non ci soddisferà e considereremo quella scommessa non corretta in termini di valore assegnato. 

Il Margine del Bookmaker

Sempre in relazione al calcolo della probabilità implicita, occorre fare attenzione a quello che è il vero valore che ci sta proponendo "il banco", o, se preferite, il bookmaker. 

Nelle percentuali che abbiamo appena imparato a contare, la probabilità contenuta in quelle quote, non è esattamente quella vera, ma vi è all'interno, già calcolato per ragioni pratiche, l'aggio, o overround, che i bookmakers inseriscono per guadagnare sul frutto del loro lavoro. 

E' il vantaggio matematico che l'operatore si prende per guadagnare qualcosa a prescindere da quale sia il risultato finale della scommessa. 

Sempre facendo il nostro classico esempio, poniamo il caso di trovare uno scenario di questo tipo:

  • 1 = 2,00 = 50,00% di Probabilità implicita
  • X = 3,30 = 30,30% di Probabilità Implicita
  • 2 = 4,00 = 25,00% di Probabilità Implicita

Se avete avuto l'occhio arguto, vi sarete subito resi conto che la somma delle percentuali delle tre P.I., non fanno somma 100, ma 105,30%. 

Ecco questo margine superiore, è quello che, insieme alle puntate, mette in evidenza anche l'aggio, o il profitto, o l'overround dell'operatore con il quale state giocando. 

Il Valore Atteso nelle scommesse

Finora abbiamo messo in evidenza il significato delle probabilità implicita e abbiamo accennato a cosa si guadagna trasformando una quota proposta dai Bookmakers, in una percentuale molto più comprensibile dai comuni mortali. 

Ma se la probabilità implicita ti aiuta a leggere una quota, come può aiutarci un altro parametro essenziali come il Valore Atteso?

Il Valore Atteso, o come si dice oggi utilizzando un gergo internazionale, Expected Value, o, ancora meglio per nostra comodità EV, è il rendimento teorico medio di una giocata che si basa proprio sui due elementi che abbiamo visto in precedenza:

  • La quota offerta dall'operatore
  • La stima della probabilità reale

Abbiamo parlato prima di un avvenimento che immaginiamo si giochi infinite volte alle stesse condizioni del pre-match, che conosceremo attraverso le nostre conoscenze, le probabili formazioni, gli assenti, le possibili condizioni meteo, l'arbitro, la posizione di classifica ecc ecc. 

La prima domanda che abbiamo provato a porci è stata: "se facessi questa scommessa ogni volta che si gioca il match, nel lungo periodo, le percentuali sarebbero a me favorevoli oppure ci perderei del denaro?" 

Qui nasce una scommessa fatta "a sensazione" e una pensata con criterio. 

Come si calcola la formula - Scommessa a Valore

Per sapere l'EV di una quota, occorre sapere immediatamente qual è la formula che ci porta al suo calcolo, che altro non è che una semplice operazione di calcolo matematico: 

  • EV = ( Probabilità reale X Quota ) - 1

NB: la probabilità reale va inserita in forma decimale e non in percentuale intera.

Appelliamoci al solito esempio: 

immagina di essere alle prese con una quota 2,50 proposta da un Bookmaker ( 40% di Probabilità Implicita ), e tu ritieni che l'evento abbia il 45% di probabilità reale di verificarsi. 

Il calcolo che interessa noi è il seguente: 

  • EV = ( 0,45 X 2,50 ) - 1
  • EV = 1,125 - 1 = + 0,125

L'Expected Value di questa scommessa sarà pari a +0,125, cioè il 12,5%, e questo significa che questa è una scommessa a valore. 

  • Risultato maggiore di Zero = Scommessa a Valore - Quota positiva
  • Risultato uguale a Zero = Scommessa neutra - Quota equa
  • Risultato minore di Zero = Scommessa non a Valore

Scommessa non a valore

Adesso proviamo a capire come si arriva ad una scommessa non a valore, utilizzando sempre il nostro evento con quota proposta dall'operatore a 2,50. 

Quello che cambia in questo esempio, è il nostro atteggiamento verso quel parametro e, dunque, adesso pensiamo che la probabilità reale di questo evento sia molto inferiore, poniamo del 35%:

  • EV = ( 0,35 X 2,50 ) - 1
  • EV = 0,875 -1 =  -0.125 

L'Expected Value di questa scommessa sarà pari a -0,125, cioè il -12,5%, e questo significa che questa è una scommessa non a valore e siamo destinati a perdere nel lungo periodo.

La strategie di bankroll nel betting

Per introdurre il discorso meramente economico in relazione al betting moderno, occorre capire subito a cosa ci riferiamo. 

Il Bankroll è semplicemente quella parte di denaro che desideriamo destinare esclusivamente alle scommesse, per cui non "i soldi che hai in generale", ma quanto denaro decidi di utilizzare per il tuo betting, che non dovrà intaccare nemmeno minimamente le spese per la tua vita quotidiana. 

Se decidi di utilizzare una somma X ( non parliamo di cifre, semplicemente perché esse hanno una pesantezza e un'incidenza diversa da soggetto a soggetto ), essa dovrà essere esclusivamente quella per le tue scommesse, ed esso sarà il tuo bankroll. 

Da quel momento in poi tutte le somme dovranno essere gestite in relazione alla portata del bankroll: questa sarà un'operazione di grande aiuto per dare ordine, protezione e continuità alla tua attività di gioco. 

L'importanza del bankroll

Il concetto di bankroll è stato approfondito da quando è stata data importanza alla varianza. 

La varianza è un "passaggio" al quale tutti, anche i più bravi e/o fortunati devono sottostare: non c'è possibilità alcuna che ciascun giocatore non passi dei momenti poco luminosi della sua carriera di scommettitore. La varianza ti porta inesorabilmente a trascorrere dei periodi di perdita e non c'è modo per sconfiggerla in modo definitivo. 

Anche un buon giocatore, dunque: 

  • attraversa periodi negativi
  • può subire sconfitte in serie 
  • può fare delle giocate corrette che risultano comunque perdenti

Senza un'adeguata gestione del bankroll, periodi di questo tipo possono essere gestiti nel peggiore dei modi e le sconfitte possono trasformarsi in pericolosi vortici da cui è difficile tornare indietro. 

Il bankroll serve ad evitare due errori fondamentali primari, puntare troppo su una singola giocata e alzare troppo le puntate in relazione al  nostro bankroll, solo per recuperare le perdite. 

Come si usa il bankroll

Non sono in pochi a consigliare una strategia di bankroll molto blanda e non aggressiva, in modo tale da investire in ogni puntata una percentuale congrua. 

Utilizziamo, come esempio che possa dare una mano, un totale bankroll pari a 500 Euro. 

Il consiglio è quello di scomporre le vostre sostanze dedicate alle scommesse, in unità di puntata che, in questo caso, può essere tranquillamente definita con il valore "1". 

Una giocata normale può essere quella dell'1%, per cui 5 Euro come puntata standard. una giocata che reputi migliore può salire sporadicamente a 2 unità, e infine raramente si sale oltre per non esporsi esageratamente.

Il Kelly Criterion

Come sicuramente immaginerete, non sono mancati, soprattutto negli ultimi anni, gli studi che si sono messi la finalità di aiutare i giocatori in relazione all'utilizzo più corretto del bankroll. 

Uno dei più seguiti è stato, e lo è tuttora, il Kelly Criterion, che si pone il fine di rispondere alla domanda che tutti gli scommettitori devono porsi: quanto dovrei puntare se penso di avere un vantaggio su una quota? 

Va da sé che questo parametro non ti svela quando una scommessa si debba giocare, ma quanto si dovrebbe investire su una scommessa che pensiamo abbia un EV positivo. 

Il Kelly Criterion ti svela, dunque, come dimensionare la puntata, non ti dà un parere tecnico sull'evento che hai scelto.

La logica di base è molto banale: 

  • se il vantaggio è piccolo, la puntata dovrà essere piccola
  • se il vantaggio è grande, la puntata potrebbe aumentare
  • se il vantaggio non c'è, la scommessa non si accende

La formula nuda e cruda è la seguente, ma non contateci tanto, dopo faremo un esempio: 

  • f = [( quota X probabilità ) -1] / ( quota - 1 )

Dei parametri che non avete, sappiate che:

  • f è la frazione del bankroll da puntare
  • quota è la quota decimale
  • probabilità è la tua stima reale dell'evento, espressa in forma decimale. 

Sarà meglio con un esempio molto più esplicativo. 

Prendiamo il nostro esempio di una quota proposta a 2.50 e stimiamo che la nostra probabilità reale si allarghi fino al 45%, per cui lo 0,45 di valore decimale. 

La formula diventa: f = [ ( 2,50 X 0,45 ) - 1 ] /  ( 2,50-1 )

Quindi f = 0,125 / 1,50 = 0,0833, per una percentuale del bankroll pari al 8,33%. 

Se il tuo bankroll fosse di 500 Euro, la puntata sarebbe vicina ai 41,50 Euro.

Gli errori da evitare

Pur avendo tutti questi dati da utilizzare per non scommettere a caso, gli errori dietro l'angolo sono comunque sempre una variabile da tenere sotto controllo, per cui è sempre meglio non abbassare mai la guardia.

Overconfidence

Il concetto di overconfidence riguarda fondamentalmente il nostro approccio a quello che è il mondo delle scommesse, sotto il punto di vista del rapporto che abbiamo con il nostro ego. 

Esso non è altro che la tendenza a sovrastimare le proprie abilità, le proprie prestazioni e la precisione delle nostre previsioni e non fa capo solo al nostro mondo: l'overconfidence si studia anche in campi importanti e vitali, come la macro e micro finanza.

In relazione alle scommesse, soffrire di overconfidence, significa credere di avere più edge di quella che si ha davvero, sopravvalutare la qualità delle nostre analisi, aumentare lo stake senza una ragione particolare. 

Sono tutti "leak" che ci porteranno a commettere errori fatali per il nostro bankroll, come sovrastimare il valore atteso oggettivo di una scommessa, giocare mercati di cui conosciamo poco o abbiamo poche informazioni, ignorare la varianza, cercare conferme, invece che dati reali. 

Recency Bias

Entrando ancor di più nei meandri degli errori che si possono commettere anche in presenza di un numero così elevato di informazioni, non si può non fare riferimento alla Recency Bias.

Essa altro non è che quell'errore che porta il giocatore a non preoccuparsi dei dati complessivi in suo possesso in relazione ai risultati di una squadra e/o di un giocatore, ma dare fin troppa importanza a quelle che sono le statistiche più recenti. 

L'errore in questione fa spesso capo a dinamiche di poca attenzione e pigrizia mentale, che, se evitate, ci aiuterebbero ad inquadrare meglio i contesti intorno ai quali siamo chiamati ad operare come giocatori. 

Ma nel dettaglio, quali sono gli errori da evitare?

  • Sopravvalutare una squadra che ha vinto le ultime due partite
  • Sottovalutare una squadra che ha appena perso
  • Pensare che il trend debba continuare all'infinito
  • Cambiare il modo di scommettere, solo perché è andata bene una o due volte 

Gambler's fallacy

Importante è tenere a mente anche dell'errore che solitamente uno scommettitore fa solo perché il suo cervello è portato a pensare che un evento sia influenzato sempre e comunque da eventi precedenti, senza mai fermarsi a pensare che possa non esserci alcuna correlazione. 

L'esempio più classico è quando ci convinciamo che, dopo una serie di sconfitte, debba per forza arrivare una vittoria e viceversa. 

Succede anche in altre tipologie di mercati, come ad esempio quello dei gol ( non esce un Over da 5 settimane, dovrà uscire per forza nella prossima partita ).

Quando scommettiamo su un evento, le statistiche che dobbiamo controllare per prime sono: 

  • la qualità della squadra
  • la qualità degli avversari
  • le condizioni meteo o del campo
  • assenti e infortunati
  • il mercato delle scommesse

In questa lista non troverete mai che il risultato dipenda dallo streak appena passato da una delle due squadre. Può essere una curiosità che ci aiuta a pensare in maniera molto ampia, ma che esso sia l'unico parametro scelto sarebbe, per noi e per il nostro bankroll, deleterio. 

Approccio e limiti reali

Nell'articolo che avete appena letto, non abbiamo parlato di strategie vincenti, non ci siamo buttati a capofitto per mettervi in condizione di battere il banco e vincere più scommesse di quante ne stiate vincendo adesso. 

Il fine era quello di darvi gli strumenti necessari per provare a consigliarvi su come scommettere con la testa e non buttare via i vostri soldi. 

Gli ultimi accorgimenti con i quali vogliamo salutarvi, sono quelli che vanno bene per tutte le stagioni.

Non esistono strategie per eliminare il rischio

Il punto principale per capire in quale modo sia più corretto scommettere, è quello che mette in evidenza l'impossibilità di utilizzare una strategia per vincere nel betting. 

Mettiamocelo in testa: nessuna strategia ci permetterà di vincere con costanza

Come abbiamo scritto, la varianza ha l'ultima parola su tutto e il nostro compito sarà solo quello di fare attenzione a tutte le dinamiche alle quali abbiamo fatto cenno fin qui. 

Seguire i consigli che vi abbiamo proposto in questo lungo articolo, non hanno la finalità di portarvi a vincere ogni scommessa che accenderete da qui in avanti, ma di certo, potrete farlo con la sicurezza che questi strumenti siano i migliori per "giocare a lungo", senza buttare via il vostro importantissimo bankroll. 

L'importanza della disciplina

Ogni consiglio che si legge in giro, sul web, leggendo degli articoli, parlandone con alcuni amici, sembra che ci possa aiutare a utilizzare quelle che sono le migliori trovate per metterci in condizione di giocare con tranquillità. 

Se questo non vi è ancora accaduto, nonostante le vostre letture e i vostri interessamenti siano stati belli tosti, allora la responsabilità è, con ogni probabilità, la vostra.

Sembra strano, ma ciò che manca maggiormente allo scommettitore che "va rotto", che brucia cioè il proprio bankroll in un men che non si dica, è la costanza e, al suo interno, la costanza nella disciplina. 

Come abbiamo visto prima, il bankroll management è matematica pura e la disciplina ti porta a rispettare sia la matematica, che la costanza che ti serve nel lungo periodo per rimanere sulla cresta dell'onda. 

La disciplina è ciò che ti permette di accendere una scommessa sbagliata, in un momento non consono e, qualche volta, nel momento peggiore. 

Concludendo, quello che diventa fondamentale, è che se uniamo la disciplina alla lista che stiamo per proporvi, allora il vostro comportamento al cospetto degli operatori di betting migliorerà in termini assoluti:

  • Analisi della scommessa
  • Lo sguardo alle statistiche
  • L'esperienza acquisita betting dopo betting
  • La conoscenza dello sport e degli avvenimenti su cui vogliamo scommettere
  • Il modello matematico

Un bettor disciplinato con un metodo mediocre, forse non vince, ma perde poco o va pari

Un bettor indisciplinato con un metodo ottimo, alla fine, prima o poi, perderà tutto.

Pronostici

Mondiale 2026 - Le prossime partite

Francia - Spagna
Vai ai pronostici