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Guida completa alle scommesse sul tennis: statistiche, superfici e dinamiche di mercato

Guida betting Tennis

Da quando l'Italia è diventata tra le superpotenze mondiali, grazie a fenomeni come Jannik Sinner e a una generazione di talenti mai vista prima, il tennis è diventato una sorta di sport nazionale, nel bel paese.

Anche per questa ragione, tantissimi nuovi appassionati si sono avvicinati e si stanno avvicinando a questo sport meraviglioso, sia da praticare che da seguire, ma non solo: il tennis è anche uno degli sport più divertenti in assoluto su cui scommettere.

Come sempre, il divertimento aumenta se si conosce bene la materia. E siamo sicuri che, dopo la lettura di questa guida, potrete dire di saperne molto di più, riguardo a come funziona il mondo del tennis, ma anche alle dinamiche delle scommesse su di esso.

Come funzionano le scommesse nel tennis

Se siete appassionati di betting sportivo, allora conoscerete già la prima distinzione da fare, quando si introduce l'argomento delle scommesse sul tennis: pre-match e live. Anzi, volendo operare una distinzione completa, si dovrebbe parlare di antepost, pre-match e live.

Le scommesse antepost sul tennis

La più intuitiva e la più semplice: bisogna pronosticare chi vincerà un determinato evento. Le scommesse antepost vengono pubblicate dai bookmaker a ridosso dell'inizio dell'evento stesso, ma in alcuni casi anche diversi mesi prima.

Ad esempio, già a gennaio potrete scommettere non solo su chi vincerà la prima prova del Grande Slam, ovvero l'Australian Open, ma anche sul vincente Roland Garros (maggio-giugno), Wimbledon (giugno-luglio) e US Open (agosto-settembre).

Un aspetto importante delle scommesse antepost è che vengono solitamente effettuate prima che un evento inizi, ma è possibile piazzarle anche a evento in corso, ovviamente con quote aggiornate all'ultimo turno disputato.

Le scommesse pre-match sul tennis

A un occhio disattento o poco informato, può apparire una differenza da poco, eppure tra le due dimensioni c'è un abisso. Per "pre-match" si intende un'intera gamma di puntate, che hanno tutte la caratteristica di doversi svolgere prima che l'evento in questione abbia inizio. Una volta che la partita su cui vogliamo puntare è iniziata, l'evento sarà ancora disponibile, ma nella sezione delle scommesse live.

Le scommesse live sul tennis

Qui si apre tutto un mondo completamente diverso dal precedente. Se infatti nelle scommesse pre-match possiamo puntare su mercati come vincente match, vincente con handicap di set o giochi, under/over giochi per l'evento o per un singolo set, under/over set, under/over tie-break o ace o doppi falli, e così via, quando si scommette live si aprono mercati peculiari che, per loro natura, si possono trovare solo a match iniziato.

Ad esempio, si può giocare su chi vincerà il primo punto del settimo gioco, o se il primo punto del settimo gioco sarà un ace, un vincente, un doppio fallo o un errore gratuito. La grande differenza è data dal fatto che si punta sugli eventi mentre sono in corso, dunque si beneficia di informazioni che sarebbe impossibile avere nel caso di scommesse pre-match. Qualche esempio? Uno dei tennisti in campo appare nervoso e sbaglia più del dovuto, oppure appare in giornata molto positiva al servizio, e così via.

Detto questo, vediamo di entrare in altre distinzioni fondamentali, per comprendere lo sport del tennis, prima che le scommesse su di esso.

ATP, WTA, ITF, Grand Slam: le diverse sigle del tennis

Leggendo dei vari tornei di tennis, sarete sicuramente capitati su qualche dicitura come ATP Masters 1000, WTA 400, Challenger, tornei del Grande Slam, e così via. Dunque, facciamo un po' di chiarezza tra le diverse nomenclature.

ATP sta per Association of Tennis Players. Si tratta dell'associazione maschile dei tennisti professionisti. Nata nel 1972, dal 1990 l'ATP organizza e governa i tornei del circuito professionistico maschile, che si svolge su vari livelli. 

In ordine di prestigio decrescente, ci sono ATP Masters 1000, ATP 500, ATP 250, Challenger.

Il numero che vedete accanto alla sigla indica i punti ATP, validi per il relativo ranking (la classifica maschile del tennis professionistico), che si ottengono vincendo il torneo di quella specifica categoria.

Il Challenger è l'ultima categoria del tennis maschile professionistico e, a sua volta, si divide in sottocategorie sempre con la cifra dei punti in palio per la vittoria come marca distintiva: ci sono pertanto i Challenger 175, 125, 100, 75 e 50.

Sotto questi tornei, si entra nel confine tra circuito professionistico e semiprofessionistico, che però non viene gestito dall'ATP, bensì dall'ITF, di cui parleremo più avanti.

Prima chiariamo cosa si intende per WTA. La Women's Tennis Association rappresenta per le donne ciò che l'ATP è per gli uomini. Si tratta dell'associazione che riunisce le tenniste professioniste e organizza il relativo circuito professionistico femminile.

Analogamente a quanto accade con l'ATP, anche il WTA ha varie categorie di prestigio per i suoi tornei, dal WTA Premier 1000 al 125, ultima categoria di tornei gestita dalla WTA. Più in basso, si passa sotto la giurisdizione dell'ITF.

ITF sta per International Tennis Federation, fondata a Parigi nel 1913 e che da allora è il massimo organismo internazionale del tennis, che governa e riunisce tutte le federazioni nazionali.

L'ITF organizza le due principali competizioni per nazioni del tennis, ovvero la Coppa Davis per gli uomini e la Billie Jean King Cup per le donne. Oltre a ciò, l'ITF organizza i quattro massimi eventi individuali del tennis professionistico, sia maschile che femminile: le prove del Grande Slam:

  • Australian Open
  • Roland Garros
  • Wimbledon
  • US Open

Tornei del Grande Slam: perché sono così importanti

I quattro tornei cosiddetti del Grande Slam rappresentano i quattro punti cardinali del tennis professionistico, sia maschile che femminile. Vincere questi tornei significa entrare nella storia del tennis.

Pur non essendo direttamente organizzati da ATP o WTA, questi tornei assegnano punti validi per entrambi i ranking. Nella fattispecie, vincerne uno assegna 2.000 punti (ATP per gli uomini, WTA per le donne), ovvero il doppio rispetto alla più alta categoria possibile di entrambe le associazioni.

Al meglio dei tre o dei cinque set: cosa significa e cosa cambia per le scommesse

C'è poi un'altra differenza fondamentale da imparare, per conoscere bene il tennis e anche le scommesse sul tennis: la distanza.

Le partite di tennis possono essere al meglio dei tre o dei cinque set. Nel primo caso, vince chi arriva prima a due set vinti, nel secondo caso vince chi arriva a tre.

Fino a qualche decennio fa, tutte le competizioni più importanti si giocavano sulla distanza dei cinque set: i tornei del Grande Slam, tutta la Coppa Davis e anche altri tornei. Prendiamo gli Internazionali d'Italia di Roma: fino al 1970 si giocavano totalmente al meglio dei cinque set, dal 1971 solo semifinale e finale, dal 1982 solo la finale, dal 2007 tutto il torneo è al meglio dei tre set. Le ragioni di questa metamorfosi sono legate al calendario sempre più fitto ma c'è anche una motivazione televisiva, visto che la diretta di un match al meglio dei cinque set può essere davvero infinita.

Ad ogni modo, un aspetto fondamentale, sul quale tutti gli esperti concordano, è che il tennis "tre su cinque" è completamente un altro sport, rispetto a quello "due su tre". Le differenze sono di natura atletica ma anche mentale, ed è importante comprenderle anche in ottica scommesse.

In un match al meglio dei tre set, vincere il primo set equivale ad aver fatto il 50% del necessario per portare a casa la partita. Viceversa, in un match al meglio dei cinque set vincere il primo set vale solo il 33% del totale. Tutto questo va soppesato anche dall'altra parte, ovvero per la possibilità di rimonte da parte di chi si trova in svantaggio: se infatti portarsi sul 2 set a 0 equivale a vincere in un match "sue su tre", in uno "tre su cinque" ciò conferisce un bel vantaggio, ma senza alcuna garanzia di vittoria.

L'importanza delle superfici

Il tennis è nato sui campi in erba, infatti si chiamava originariamente "lawn tennis" (= "tennis sul prato"). In seguito sono nati i campi in terra battuta, una miscela di laterizi tritati composta in larga parte da mattoni e argilla, quindi quelli in cemento o sintetico.

La differenza fondamentale tra le varie superfici è data dalla regolarità e dall'altezza del rimbalzo della palla. Tradizionalmente, sulla terra battuta il rimbalzo è alto e piuttosto regolare, sull'erba è basso e irregolare, mentre il cemento è una sorta di via di mezzo.

L'altezza e la regolarità del rimbalzo sono legati al maggiore o minore attrito provocato dalla superficie, che incide sulla velocità restituita alla palla. La terra battuta esercita un attrito superiore, che rallenta la velocità originaria impressa alla palla dal giocatore, l'erba un attrito inferiore, che tende a farla maggiormente scivolare, dunque a farla viaggiare più velocemente.

In linea generale, la superficie più lenta favorisce i giocatori cosiddetti "regolaristi", che puntano più sulla difesa e sulla resistenza, mentre quelle più veloci favoriscono gli attaccanti. Infatti, per tradizione si usa considerare la terra battuta come terreno di caccia prediletto per i regolaristi, mentre l'erba è una sorta di patria del tennis d'attacco.

L'evoluzione dei materiali ha in tal senso aiutato tutte le tipologie di giocatori a performare meglio nelle rispettive specialità. Le racchette moderne permettono da un lato di sprigionare una potenza e velocità maggiori da parte di chi ha un gran servizio; dall'altra parte, i piatti corde più grandi aumentano la zona ottimale d'impatto, ampliando le capacità difensive dei giocatori più regolari.

Generalmente, sulla terra battuta il servizio incide meno che sull'erba o su superfici sintetiche, per le ragioni sopra enunciate sul maggiore attrito esercitato dalla superficie, che rallenta maggiormente la palla, favorendo un rimbalzo più alto e dunque le possibilità di chi è in risposta. Viceversa, un buon servizio è un vantaggio notevole sulle superfici veloci, perché permette di vincere una percentuale piuttosto alta di punti, tra quelli vinti direttamente (ad es. con gli ace o i servizi vincenti) e quelli ottenuti indirettamente (es. errori dell'avversario sulla risposta, punti facili derivanti da una risposta non efficace).

I torneo più veloci e più lenti

Per capire di cosa stiamo parlando, vediamo quali sono i 10 tornei con superficie più veloce, in base al "surface speed rating", un parametro calcolato dal sito Tennis Abstract la cui spiegazione è piuttosto semplice. Prendendo come "1" la media del circuito, un valore di 1.25 indica che i giocatori serviranno in media il 25% in più di ace. Viceversa, in un torneo con speed rating di 0.75 i giocatori serviranno in media il 25% di ace in meno. 

#

TORNEO

SUPERFICIE

% DI ACE

SURFACE SPEED RATING

1

Dallas

Hard

17.1%

1.46

2

Montpellier

Hard

18.1%

1.43

3

Athens

Hard

14.6%

1.42

4

Hangzhou

Hard

13.2%

1.40

5

Stuttgart

Grass

15.8%

1.36

6

Metz

Hard

13.1%

1.35

7

Basel

Hard

14.8%

1.35

8

Delray Beach

Hard

13.7%

1.34

9

Queen's Club

Grass

14.9%

1.34

10

Brussels

Hard

13.8%

1.33

Questi sono invece i 10 tornei più "lenti" del circuito:

#

TORNEO

SUPERFICIE

% DI ACE

SURFACE SPEED RATING

1

Santiago

Clay

3.1%

0.43

2

Roland Garros

Clay

4.8%

0.48

3

Munich

Clay

5.4%

0.54

4

Rome Masters

Clay

5.6%

0.56

5

Monte Carlo Masters

Clay

5.7%

0.57

6

Hamburg

Clay

5.8%

0.58

7

Buenos Aires

Clay

6.3%

0.62

8

Barcelona

Clay

6.4%

0.63

9

Laver Cup

Hard

6.9%

0.67

10

Bucharest

Clay

7.3%

0.69

Come vedete, la percentuale di ace di ogni torneo non segue esattamente il rating della relativa superficie, perché ci sono altri elementi che concorrono (condizioni meteo, umidità dell'aria, tipo di palline utilizzate, miscela utilizzata per la superficie), ma la tendenza generale è rispettata.

Questi sono invece i dati relativi ai quattro tornei del Grande Slam.

TORNEO

SUPERFICIE

% ACE

SURFACE SPEED RATING

Roland Garros

Clay

7.3%

0.68

US Open

Hard

10.6%

0.97

Wimbledon

Grass

11.6%

1.09

Australian Open

Hard

11.7%

1.11

Qualcuno di voi sarà sorpreso nel vedere che non è stato Wimbledon, il torneo con la superficie più veloce, ma è una sorpresa relativa. Storicamente, dopo la prima settimana, i campi di Wimbledon hanno zone in cui l'erba sparisce quasi, rendendoli paradossalmente più affini a una superficie in terra battuta, seppur ancora piuttosto veloce.

Inoltre, molto dipende anche qui dalla ricerca sui materiali e come si è evoluta negli anni, nei vari tornei. L'Australian Open, ad esempio, è passato dal lentissimo Rebound Ace all'attuale GreenSet, molto più scorrevole.

Gli specialisti

Negli ultimi anni, ATP, WTA e ITF stanno lavorando per attenuare le differenze tra le varie superfici. Ciò, insieme alle evoluzioni dei materiali, ha ridimensionato di molto le differenze di rendimento dei giocatori tra una superficie e l'altra. Tra gli anni '80 e '90, infatti, si erano andati affermando i cosiddetti "specialisti", ovvero giocatori che costruivano le proprie carriere sostanzialmente su una superficie. In particolare si parla della terra battuta, visto il numero di tornei che vi si disputavano (e si disputano) durante l'anno.

Un esempio di questa categoria è Federico Delbonis, mancino argentino ritiratosi da qualche anno, dopo una carriera che l'aveva visto arrivare fino al n.33 ATP. Delbonis ha disputato 249 dei 364 incontri da professionista sulla terra battuta. Il suo record su erba? 0 vittorie e 13 sconfitte.

Nonostante quella degli "specialisti" sia una categoria in via di estinzione, le preferenze o attitudini di giocatori e giocatrici rimangono, e anzi sono un parametro molto importante da valutare in sede di analisi prima di effettuare una scommessa.

Esempi di situazioni a cui fare attenzione

  • Confrontare la percentuale di vittorie in carriera di un giocatore su una determinata superficie, con lo stesso rendimento negli ultimi 1-2 anni. Se c'è un miglioramento, indica spesso un'evoluzione del giocatore che potrebbe essersi adattato col tempo.
  • Guardare quante partite ha disputato il giocatore su quella determinata superficie prima della partita su cui stiamo per scommettere. Esempio: un giocatore reduce da un mese di tornei sul cemento che gioca la prima partita della stagione su terra battuta.

Servizio, risposta, palle break: identikit del tennista

In generale, è importante conoscere bene un tennista e le sue caratteristiche prima di scommetterci su.

Quante volte tiene in media il suo servizio? Quanto è bravo in risposta e dunque abile a fare break sul servizio avversario? I dati si possono consultare, gratuitamente, su vari siti come quello dell'ATP, il già citato Tennis Abstract, Tennis Explorer e altri ancora.

Un esempio di quanto sia importante conoscere i giocatori è Tallon Griekspoor. L'olandese ha un servizio davvero efficacissimo e difficile da leggere per gli avversari, ma a ciò non accompagna una bravura paragonabile quando è l'avversario a battere. Ne consegue che i suoi deficitari dati in risposta bilanciano quelli ottimi al servizio. Il risultato di ciò è un numero medio di game per set tendenzialmente alto, che rende profittevole - a determinate condizioni - giocare Griekspoor su una gamma di mercati come:

  • Tiebreak nell'incontro sì (oppure over 0,5 tiebreak)
  • Over 10,5 giochi nel set 
  • Over giochi totali

Un modo per individuare questo tipo di giocatori è quello di vedere i dati di "hold %" e "break %", ovvero rispettivamente la percentuale con cui un giocatore tiene il proprio servizio e lo strappa all'avversario.

Prendiamo prima un esempio di eccellenza come Jannik Sinner. Nell'ultimo anno, Sinner ha tenuto il 92,1 dei servizi, strappando il servizio all'avversario nel 31,9% dei casi. La somma dei due dati è un pazzesco 124 (nella stessa finestra temporale, Carlos Alcaraz è a 119,3).

Tallon Griekspoor ha tenuto l'84,7% dei servizi nell'ultimo anno, strappandolo agli avversari solo nel 14,3% dei casi. La somma fa in totale 99.

UN CONSIGLIO INTERESSANTE

In linea generale, più la somma di questi due dati si avvicina a 100, più sarà relativamente probabile che si tratti di giocatori sui quali diventa interessante giocare gli over sui giochi totali.

Scontri diretti nel tennis: quanto contano e come leggerli bene

Un fattore fondamentale, se si vuole imparare a guardare il tennis con occhio critico e scommettere con criterio, è quello degli scontri diretti.

I precedenti tra due tennisti sono importanti perché sono storia, storia e dati reali. Tuttavia, prenderli per oro colato può essere un errore madornale. Certo, se si parla di dati schiaccianti come il 13-0 di Jannik Sinner su Alex de Minaur, o come il 20-0 di Novak Djokovic su Gael Monfils, allora c'è poco da dire, perché si parla di manifesta e costante superiorità. Tuttavia, proprio Sinner rappresenta un esempio perfetto per capire come l'evoluzione di un atleta si evidenzi anche tramite gli scontri diretti. Ci sono avversari, come Daniil Medvedev, contro cui inizialmente non vedeva palla, poi non ci ha praticamente più perso. Contro il russo, l'altoatesino era partito con 6 sconfitte nei primi 6 scontri diretti, ma da allora è partita una striscia opposta di 8-1 e adesso Sinner è in vantaggio per 9-7.

Vediamo allora le cose importanti a cui fare attenzione, negli scontri diretti.

  • Quando si sono svolti (se l'ultimo incontro è troppo lontano nel tempo, il dato dei precedenti potrebbe non essere veritiero o pertinente)
  • Su quali superfici (il tennista X magari soffre l'avversario Y sulla terra, ma sulle superfici veloci ha un record positivo)
  • Quale è l'andamento (vedi Sinner vs Medvedev)

Quante partite hanno giocato di recente i due tennisti (se un tennista è più forte ma ha giocato molto di più nei giorni e settimane precedenti, potrebbe arrivare stanco o scarico)

Lo scontro diretto visto in profondità: il caso Alcaraz-Rinderknech

Al crescere dell'abilità nel leggere gli scontri diretti, si possono notare particolari molto importanti. Un esempio recente ce lo hanno fornito Carlos Alcaraz e Arthur Rinderknech. Lo spagnolo e il francese hanno carriere molto diverse, con il primo che è destinato a scrivere tante pagine importanti nella storia di questo sport, mentre il secondo è un onesto mestierante.

Di recente, i due si sono affrontati al terzo turno di Indian Wells. Oltre alle differenze di rendimento e classifica (Alcaraz imbattuto nel 2026 e n.1 ATP, Rinderknech con un record di 3 vinte e 6 perse nell'anno e un 28° posto nel ranking), i due arrivavano al match con una situazione perentoria nei precedenti: 5-0 per Alcaraz. Tuttavia, nonostante ci avesse sempre perso, dai numeri emergeva che Rinderknech possiede qualcosa che mette in difficoltà Alcaraz: il servizio.

Non c'è da sorprendersi perché a volte capita nel tennis: ci sono giocatori che soffrono particolarmente un determinato colpo da parte di un avversario e questo è Alcaraz con il servizio di Rinderknech. Sarà il movimento poco leggibile, ma i dati di risposta di Alcaraz sul servizio di Rinderknech erano nettamente peggiori di quelli sfornati contro tutti gli altri giocatori (media di quasi il 35% di punti vinti in risposta contro tutti, che contro Rinderknech non arrivava al 19%).

Il risultato? Nonostante fosse enormemente sfavorito, Rinderknech ha vinto il primo set al tiebreak, andando anche avanti di un break nel secondo, prima di cedere di schianto.

Come e perché cambiano le quote

Quando ci si cimenta nelle scommesse sportive, un aspetto importante è quello di imparare a monitorare le quote che ci interessano, per valutarne l'andamento.

Questo vale per tutti gli sport, ma un po' di più per le discipline individuali, com'è è il tennis.

La quota di apertura è importante perché rappresenta la valutazione originaria effettuata dai bookmaker. Essa viene poi sottoposta al mercato, che può essere una causa delle eventuali variazioni.

Una quota può infatti fluttuare, dal momento dell'apertura a quello della chiusura. Le ragioni possono essere fondamentalmente due:

  • I volumi di giocate: (es. un testa a testa Sinner-Alcaraz magari parte 1.85-1.85, ma nel momento in cui arriva un volume importante di giocate su Alcaraz, la sua quota scenderà e, viceversa, quella di Sinner salirà.
  • Infortuni o imprevisti: i bookmaker hanno sempre degli ottimi informatori, che fanno sapere con anticipo eventuali infortuni o problemi fisici accusati da un tennista. In ragione di ciò, può capitare che la quota del tennista in questione salga anche senza un corrispondente volume di giocate sull'avversario. Analogamente, un bookmaker può decidere di alzare la quota su un giocatore se questi ha giocato molto di recente e, dunque, viene ritenuto più a rischio di infortuni o scadimenti di forma.

Scommesse sul tennis: gli errori più comuni e un consiglio finale

Siamo arrivati alla fine della nostra cavalcata. Andiamo, allora, a vedere una sintesi degli errori più comuni, commessi da scommettitori meno esperti o che giocano senza un'adeguata conoscenza del tennis.

Ranking, superficie, forma: è tutto legato

  • Non sopravvalutate il ranking: Le classifiche sono importanti, ma non sono tutto. Del resto, ad alto livello la differenza è determinata quasi sempre da dettagli. Se il ranking fosse il criterio unico per stilare le quote, tutto sarebbe molto più semplice. Le cose sono invece molto più complesse.
  • La superficie è importante, ma non è tutto: se si gioca sulla terra battuta tra un tennista "terraiolo" e un avversario forte ma più adatto alle superfici veloci, non lasciatevi condizionare solo dal terreno. La ragione fondamentale è quanto detto prima, ovvero che le quote sono determinate da una somma di valutazioni, non soltanto da una. Inoltre, pur avendo notizie generiche sull'attitudine di un giocatore a una determinata superficie, non sappiamo nulla di quanto sia lento o veloce quel campo in quel determinato giorno, o quali siano le condizioni meteo e di umidità (che influiscono su rimbalzi e velocità di palla).
  • La forma non è sempre sostanza: infine, sapersi informare sulla forma recente di un giocatore è sempre un valore aggiunto, ma non va preso come Vangelo. Cercate sempre di studiare a fondo un giocatore, vedere quante volte ha avuto momenti di forma simili, quanti avversari di classifica superiore ha battuto, e così via.

In generale, cercate di non innamorarvi troppo di una quota "bella". Ricordate sempre che i bookmaker sono professionisti e le quote sono frutto di un'attenta valutazione. Dunque, cercate di andare a fondo alle possibili ragioni per cui quella determinata quota è così alta (possibili infortuni? Affaticamento da troppe partite recenti?)

IL CONSIGLIO FINALE: OCCHIO AI PRIMI TURNI NEGLI SLAM!

I tornei del Grande Slam sono tra gli eventi in assoluto sui cui è più bello scommettere, non solo nel tennis ma nello sport in generale.

I tabelloni a 128 giocatori fanno sì che i primi turni siano pieni di belle occasioni.

  • Multiple con i favoriti: nei primi turni degli Slam, un'idea divertente è quella di fare delle multiple con tantissimi giocatori o giocatrici nettamente favoriti. Magari arriveremo a 10 partite, con quota media di 1.15-1.20, generando un totalizzatore da 5 o 6 volte la puntata.
  • Singole con le possibili sorprese: un modo ancora più divertente per giocare sui primi turni dei tornei del Grande Slam è quello di andare a caccia delle possibili sorprese. Che non mancano mai, ma bisogna essere bravi a saperle individuare prima. Vediamo alcuni esempi teorici; un tennista scaduto in classifica (magari per infortunio) che gioca contro un avversario dal ranking molto migliore, ma globalmente più scarso; un giocatore qualificato reduce da un ottimo torneo di qualificazione che affronta un avversario più forte ma dalla forma incerta; un giocatore reduce dalla vittoria di un torneo che affronta un avversario più scarso ma potrebbe risentire della stanchezza.

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