La guida completa per scommettere sulla Formula 1. Strategia, consigli, dati statistici da consultare

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Tra le preferenze degli scommettitori in ordine ai mercati in base ai quali si può puntare attraverso una varietà praticamente sconfinata di opzioni, c'è quello, sempre più in crescita della Formula 1.

E' un territorio che viene esplorato e battuto in maniera sempre più massiccia, sia dagli operatori che dai giocatori. L'articolo che avete sotto gli occhi si pone il fine di aiutare il lettore a capire meglio le dinamiche che influenzano questa tipologia di betting. 

Dalle fluttuazioni delle quote, alle variabili più o meno controllabili, dall'impatto delle qualifiche, alla pericolosità dei circuiti, fino a quella che è la rivoluzione regolamentare che, lo abbiamo visto fin dal primo Gran Premio del 2026, ha cambiato completamente le carte in tavola. 

I principali mercati della Formula 1

Tra le motivazioni di un successo come quello delle scommesse sulla Formula 1 e sulle gare motoristiche in generale, vi è proprio la varietà dei mercati proposti. 

La tipologia di uno sport che offre un ventaglio di opzioni praticamente illimitato, mette in condizione il giocatore di cercare ciò con cui meglio si muove tra le proprie competenze e l'effettivo valore che viene proposto dalle quote. 

Ma quali sono i principali mercati su cui si scommette per un weekend in Formula 1?

Un occhio alla value betting

Prima di cominciare ad analizzare tutti i mercati, sarebbe meglio capire cosa è una scommessa di valore e come si trova tale valore in un pronostico che si sta per piazzare. 

Nel mercato "Vincente Gara", ad esempio, ma vale per tutti i mercati, se si pensa che George Russell avrà una quota di 1,50, la probabilità implicita proposta dagli operatori è pari al 66,6%. 

Se lo scommettitore pensa che Russell vinca con almeno il 67% di probabilità, quella scommessa avrà del valore. 

Se, al contrario, pensate che Russell abbia una probabilità di vittoria inferiore al 66,6%, quella quota è sovrastimata e sarebbe meglio evitarla.  

La probabilità implicita si calcola dividendo l'unità per la quota decimale che trovate proposta dai bookies, per poi moltiplicare il risultato per 100. Ad esempio, se Leclerc viene quotato vincitore a 2,00, la formula sarà la seguente: 1:2 (0,50) x 100 (50 %). 

In questo caso se pensate che Leclerc abbia una probabilità maggiore del 50% di vincere, troverete del valore in quella quota e potrete accendere la scommessa.  

Vincente Gara

Esattamente come può essere pronosticato un banale 1X2 per una partita di calcio, il risultato finale di un Gran Premio di Formula 1 è l'obiettivo principale sul quale gli scommettitori di tutto il mondo pongono nel loro mirino. 

Non ci sono scorciatoie o discorsi lunghi da fare: se volete scommettere su questo mercato, dovete pronosticare il vincitore finale del Gran Premio, solitamente in forma secca. 

Le indicazioni alle quali uno scommettitore deve prestare attenzione, in base alle quali cambiano le quote proposte, sono: 

  • Lo stato di forma di macchine e piloti
  • Le prestazioni durante le prove libere e le qualifiche
  • Le condizioni meteo
  • Eventuali penalità nei giorni e momenti immediatamente precedenti alla partenza.

E' un mercato di impatto perché non richiede conoscenze complesse, si può scegliere un pilota e "fare il tifo per lui", o inserire quella scommessa in una schedina o una multipla. 

A differenza di quella per il favorito, gli outsider possono essere giocati a quote altissime, da 20,00 fino a 100,000.

Podio

Il mercato "Podio/Top 3 Finish", consiste invece nel pronosticare un pilota che arriverà tra i primi tre, senza dover per forza individuare l'esatta posizione di chiusura. 

Rispetto al mercato precedente, questo è molto più elastico, perché ti dà la possibilità di sperare in tre risultati, 1°, 2° e 3°, e la scommessa avrà comunque esito positivo.

Il rischio è ovviamente più basso e, proporzionalmente, saranno più basse anche le quote di riferimento e c'è da tenere presente che il podio viene deciso sulla distanza, mentre il vincente si decide spesso fin dalle qualifiche, o dai primi giri in gara. 

Non conviene giocare questo mercato se le quote non sono superiori a 1,30, se il pilota su cui si punta parte molto dietro in griglia in circuiti dove è difficile superare, come Montecarlo, Imola, e infine quando la macchina di quel pilota ha palesato problemi di usura gomme nelle precedenti gare. 

Testa a testa piloti

Nel mercato "Testa a Testa", o "H2H", la tipologia di pronostico è anche più semplice. 

Il book di riferimento ti propone una rosa di coppie di piloti ( altre volte terzetti ) e tu dovrai pronosticare quale di essi arriverà prima dell'altro.

Non c'è bisogno che uno dei due tagli il traguardo, se dovessero uscire entrambi dalla gara per le più disparate ragioni, la scommessa sarà valida se avete puntato sul driver che è stato eliminato più tardi. 

Questo è un vero mercato per chi analizza la gara nei minimi particolari mettendo sotto la lente di ingrandimento dati come il passo gara, le differenze interne nei team, lo stile di guida in relazione alle caratteristiche del circuito. 

Giro veloce

In questa tipologia di scommessa vanno presi in forte considerazione i giri percorsi nelle prove del weekend, per capire chi, in gara, potrà puntare al giro più veloce. 

In questo caso non conta la posizione finale, non conta il podio, conta solo il singolo giro più rapido registrato durante il GP.

E' una scommessa che piace al pubblico perché è imprevedibile, ma non casuale, visto che, tra le altre cose, sarebbe interessante studiare il ritmo gara nel finale del Gran Premio, periodo nel quale, in una misura superiore al 90%, si completano i giri più veloci. 

Ciò dipende dal fatto che il carburante è di meno (e con i cambiamenti del 2026 dobbiamo ancora scoprire quanto), le gomme sono spesso fresche, c'è meno traffico in pista perché il serpentone è spesso sgranato e, infine, la pista è gommata e c'è più grip

Quanto contano le qualifiche sulle scommesse in Formula 1

In relazione al piazzamento delle monoposto al traguardo della gara della domenica, uno dei primi parametri che si osservano maggiormente, è ovviamente quello del risultato delle qualifiche. 

Non è un parametro oggettivo, nel senso che non si centra una pole position e si ottiene così anche la matematica certezza di vincere la gara, ma le indicazioni sono tutt'altro che da prendere sotto gamba. 

Va da sé che partire in pole position rappresenta un vantaggio in tutti i circuiti, ma si capirà perfettamente che tale vantaggio aumenta in quei circuiti in cui sarà difficile sorpassare, come quelli cittadini a carreggiata stretta, dove sarà più facile portare la macchina prima al traguardo di gara. 

Nelle ultime stagioni un mago della doppietta Pole/Vittoria è stato Max Verstappen, che ha sfruttato in lungo e in largo il dominio della propria Red Bull, conquistando qualcosa come 35 doppiette negli ultimi 5 anni.

Basti pensare che il più vicino a lui in questa speciale classifica è Lando Norris a quota 8. 

Se vogliamo parlare in termini percentuali, sempre nelle ultime 5 stagioni, sono state 61 le accoppiate Pole Position/Successo in gara, per una percentuale di circa il 52% delle gare disputate. 

Questo significa che chi firma la pole, avrà una probabilità, del tutto teorica e basata su un calcolo prettamente matematico che non tiene conto di tutte le variabili come circuiti, momenti della stagione, meteo, vince in oltre la metà delle occasioni, anche la gara. 

Circuiti cittadini? Non più come prima

La differenza che un tempo veniva fatta per distinguere i circuiti cittadini da quelli permanenti, andava quasi sempre a braccetto con l'idea che essi fossero formati da strade strette dove era difficile fare dei sorpassi. 

Al giorno d'oggi questa formula lascia il tempo che trova, ma è giusto diversificare le varie tipologie di circuiti cittadini stretti e larghi.

CIRCUITO

CARATTERISTICHE

SORPASSI

Monaco

Il più stretto del mondiale

Quasi impossibili

Singapore Marina Bay

Tortuoso, curve lente

Molto difficili

Baku

Parte centrale strettissima

Difficili, rettilineo finale largo

Jeddah

veloce, ma con curve cieche

Rischiosi

Melbourne

Stretto in alcuni punti

Difficili

Miami

Muri vicini 

Difficili

Tra i circuiti cittadini veloci in cui è possibile sorpassare e quindi calibrare le nostre scommesse, ci sono quelli in cui i sorpassi si possono effettuare. 

Tra questi ci sono anche alcuni tracciati che avete già letto nella tabella precedente. Questo perché ci sono alcune parti in cui è possibile avere più libertà nel sorpasso. Abbiamo distinto il settore per chiarezza. 

CIRCUITO

CARATTERISTICHE

SORPASSI

Baku - Rettilineo -

Il rettilineo è lunghissimo

Facili

Las Vegas

Larghissimo - Rettilinei lunghi

Facili

Jeddah - Settore 3 -

Molto veloce

Possibili

Miami - Settore 3 -

Rettilineo lungo - Staccata secca -

Possibili

Montreal

Ampi spazi

Buoni

Sochi

Curve larghe

Possibili

Le gestione delle gomme

Altra variabile di cui tenere presente è senza dubbio quella che fa capo al degrado delle gomme, che, con l'arrivo del nuovo regolamento, potrebbe cambiare e non di poco rispetto alle stagioni precedenti. 

Dalla prima gara di Melbourne 2026, infatti, i più attenti saranno riusciti a scorgere quella, seppur minima, differenza, che ha obbligato il fornitore unico di pneumatici, la Pirelli, ad diminuire le misure delle gomme stesse. 

Il diametro del cerchione rimane di 18 pollici, ma quello che cambia è il battistrada, che sia per le ruote anteriori, 25mm di di riduzione, che per quelle posteriori, 30mm, perde di consistenza. 

In relazione alle scommesse sulla Formula 1, questa variabile va presa in considerazione, per via del fatto che non serve più una gomma dalle dimensioni troppo elevate, per una macchina che, sempre per via del nuovo regolamento, sarà più leggera, di media, di circa 30 chilogrammi. 

In termini di degrado, questo dovrebbe essere un problema relativamente meno incisivo delle scorse stagioni, proprio per via del peso complessivo della macchina. 

Per gli scommettitori questo significa dare minore importanza ad un parametro di cui tenere comunque conto. 

Il numero dei pit stop

In relazione al numero dei pit-stop, siamo invece nell'ordine della completa soggettività in capo alle scelte strategiche di ogni team. 

Più di una volta abbiamo visto scuderie adottare strategie opposte ai vicini di box, in una girandola che non viene influenzata solo dalle dinamiche meccaniche o di mera necessità che le monoposto manifestano durante il Gran Premio, ma vere e proprie guerre psicologiche tra gli ingegneri di pista, pronti a sconvolgere i piani dei propri avversari.

E poi ci sono le variabili che non si possono controllare, come quelle del meteo, che ha spesso deciso le gare per via di uno scroscio di pioggia che ha favorito uno o più piloti che hanno saputo aspettare nel momento giusto quando fare rientrare il proprio pilota per cambiare le gomme. o intervenire sulle parti meccaniche. 

Nel quadriennio 2022-2025, tutti i team di Formula 1 si sono stabilizzati intorno ad un numero di 1-2 soste nella maggior parte dei gran premi, per una media di 1,6/1,8 Pit Stop per gara. 

C'è un dato molto interessante in relazione ai Pit-Stop per team, sempre nel periodo di riferimento 2022/2025: La Red Bull, dominatrice di queste stagioni, esclusa quella del 2025, ha gestito le gomme in maniera eccellente, fermandosi di media di meno rispetto al resto del gruppone. 

Questa la tabella di riferimento:

Team

Media Pit Stop per gara ( 2 piloti )

RED BULL

3,00 - 3,40

WILLIAMS

3,00 - 3,40

MERCEDES

3,20 - 3,60

MCLAREN

3,20 - 3,60

ALPHA TAURI - POI RB -

3,20 - 3,60

FERRARI

3,40 - 3,80

MEDIA PER TEAM

CIRCA 3,40 PIT STOP A GARA

La safety car

Come accennato in precedenza, una variabile che non si può controllare, o meglio lo si può fare, ma solo parzialmente, è quella del tempo che fa spesso i capricci proprio quando il Gran Premio sta vivendo le sue fasi più critiche. 

Ciò, insieme ad altre dinamiche che influenzano una gara, come incidenti, avarie di macchine che si fermano in posto pericolosi, ecc. ecc., possono originare l'entrata della Safety Car in pista

A parte che ci sono mercati in cui si può scommettere anche sulla probabilità che la macchina di sicurezza possa entrare in pista durante il Gran Premio, questo tipo di statistica può dare una mano allo scommettitore, a prescindere dal mercato che egli vuole giocare. 

I Gran Premi in cui, percentualmente, la Safety Car fa il suo ingresso con più frequenza durante la gara, sono quelle di Melbourne e Montreal, dove sono state 31 le volte in cui il bolide rossa della FIA si è messo in capo ai piloti per farli rallentare. 

Le due piste detengono anche il record di doppia entrata della SC, 17 ad Albert Park e 16 in Canada. 

Poco dietro seguono San Paolo in Brasile, ad Interlagos con 28 ingressi, Monte Carlo con 25 e Silverstone con 23.

Le tipologie di circuito

Le differenze tra circuito e circuito non si misurano solo in termini di probabilità di sorpasso, ma le variabili per abbinare le caratteristiche di una vettura con le peculiarità del tracciato sono parecchie. 

Analizziamo le più importanti, come carico aerodinamico, rettilinei, circuiti stop & go. 

Il carico aerodinamico

Non è facile capire tutto ciò che fa del carico aerodinamico una componente importante in base alle performance che una macchina di Formula 1 deve mettere in pista, ma se vogliamo dare una definizione che possa far capire anche a chi non respira F1 dalla mattina alla sera, lo possiamo identificare come la forza che "schiaccia" la vettura verso il suolo grazie all'aria che scorre sopra che sotto l'auto.

I circuiti ad alto carico sono quelli in cui ci sono tante curve veloci, tanti cambi di direzione e per i quali, in generale, la capacità del pilota è messa più a dura prova per la presenza di tratti tecnici. 

Quelli a basso carico, invece, sono quelli in cui è la potenza del motore a fare la differenza in termini di cavalli sprigionati sui lunghi rettilinei e quando c'è da fare affidamento sulle velocità elevate. 

I circuiti in cui le squadre portano ali grandi, assetti "carichi" e massima stabilità in curva, sono quelli già descritti in precedenza quando abbiamo scritto dei sorpassi: Montecarlo, Singapore, Ungheria, Zandvoort e Suzuka. 

In generale Ferrari e McLaren andavano bene nei circuiti ad alto carico, ma con il nuovo regolamento, la scomparsa del DRS, le macchine più leggere, andremo a scoprire come cambieranno le cose. 

I rettilinei

Proprio in virtù di quanto appena scritto, è giusto anche capire quali sono i circuiti in cui il carico incide di meno per via dei rettilinei più lunghi. 

Baku è quello dove il rettilineo è il più lungo del mondiale, 2,2 chilometri: parte dal castello per arrivare alla curva 1, per una velocità massima di oltre 350 km/h, in cui non serve un carico altissimo e i sorpassi sono frequenti.

Seguono Las Vegas, circuito dalle strade larghissime e il rettilineo principale di poco inferiore ai 2 chilometri, Jeddah, uno dei circuiti più veloci con un rettilineo da 1,2 chilometri e infine Monza, il "Tempio della velocità", con 1,1 chilometri di rettilineo principale. 

I cinque rettilinei più lunghi del calendario di Formula 1

CIRCUITO

Lunghezza rettilineo

BAKU

2,2 km

LAS VEGAS

1,9 km

JEDDAH

1,2 km

MEXICO CITY

1,2 km

SHANGHAI

1,2 km

I circuiti Stop & Go

Per capire cosa sia un circuito Stop & Go, occorre mettere in evidenza quelle che sono le caratteristiche che lo fanno rientrare nella categoria. 

Intanto deve essere un tracciato dove i freni sono molto sollecitati, non tanto in termini numerici, quanto di difficoltà della frenata: secca, con poco spazio a disposizione; ripartenze a bassa velocità dopo la frenata stessa; curve a 90° o tornanti; brevi rettilinei; poca scorrevolezza. 

Alle macchine serve performare sostanzialmente in trazione, stabilità in frenata per non percorrere più strada di quella che serve anche in termini di degrado delle gomme, soprattutto posteriori; carico aerodinamico medio-alto. 

La velocità del tracciato è ovviamente diversa da quella di cui abbiamo scritto nel paragrafo precedente.

Ecco una lista dei circuiti Stop & Go:

CIRCUITO

CARATTERISTICHE

SINGAPORE

Curve lente - Frenate continue

MONTREAL 

Staccate violente - Chicane lente

BAHRAIN

Trazione decisiva - Degrado gomme

AUSTRIA

Tre staccate forti - Ripartenze lente

ABU DHABI

Frenate al limite - Ripartenze continue

Le variabili imprevedibili

Finora abbiamo parlato quasi esclusivamente delle variabili che si possono studiare per una scommessa sulla Formula 1, anche in relazione alla Safety Car, per la quale vi abbiamo proposto dati oggettivi sui quali partire da una buona base di verifica.

Ciò che invece sfugge al controllo dello scommettitore, e comunque di ogni addetto ai lavori al paddock, mette in gioco tutte le dinamiche che non si possono controllare, la famosa zona grigia in cui può capitare di tutto.

Il meteo

E' un argomento che abbiamo toccato in maniera poco analitica in precedenza, ma in realtà fa spesso la differenza tra una scommessa vincente e una scommessa persa.

Quando si parla di meteo, sarebbe opportuno non fermarsi alla semplice equazione "Piove=Tanti incidenti= Tanti ritiri", non fosse altro per il fatto che i bookies adeguano le loro quote a seconda del tempo previsto durante qualifiche e gara. 

Il meteo influenza in maniera sensibile tutta una serie di parametri altri che servono per un buon pronostico:

  • La temperatura dell'asfalto
  • Il vento che, soprattutto in alcuni Gran Premi non lontani dal deserto, portano sabbia e detriti di ogni tipo in pista, oltre che, banalmente, disturbano la guida
  • L'umidità che raffredda più in fretta motore, freni e gomme
  • La nuvolosità legata alla variazione improvvisa di grip sull'asfalto

Se vogliamo prendere come riferimento gli ultimi due decenni di Formula 1, una percentuale di circa il 23% ha conosciuto la pioggia in almeno una fase ( qualifica o gara ). 

Le gare che si sono corse sul bagnato sono state intorno alla misura del 5-7%. 

Per quanto riguarda invece i circuiti più soggetti alla pioggia, citiamo Spa in Belgio, Suzuka in Giappone, Montreal in canada, Silverstone in Inghilterra e Interlagos in Brasile. 

I ritiri meccanici

Qui entriamo nel campo dell'affidabilità delle monoposto e, per chi cerca con costanza le scommesse sull'Over piloti ritirati, la vita si è fatta difficile. 

Negli ultimi 5 anni si è badato molto di più a portare la pellaccia a casa, intesa come macchina al traguardo, che la prestazione per mettere la macchina davanti a quella degli altri. 

La ragione è sempre la stessa: a parte eventuali punti conquistati che cambiano la classifica iridata e che, soprattutto per le scuderie meno attrezzate, significano pacchi di soldi recuperati, la visibilità dello, o degli, sponsor che vogliono vedere la macchina arrivare al traguardo, è diventata dirimente. 

Per questo motivo si assiste sempre meno a ritiri di carattere meccanico: le avarie si sono ridotte, e anche i ritiri per gli incidenti non sono più come prima. I piloti sanno bene che l'importante è chiudere la gara e sono meno le manovre azzardate. 

Le penalità in Formula 1

Per penalità in gara si intendono tutte quelle sanzioni inflitte a piloti e scuderie per inosservanza delle regole di qualsiasi tipo esse siano. 

Le più comuni penalità per la gara possono essere racchiuse in questa lista:

  • 5 secondi
  • 10 secondi
  • Drive through: il passaggio obbligatorio in pit lane
  • Stop & Go: prevede una fermata di X secondi ai box (solitamente 10 secondi)
  • Penalità post-gara (viene aggiunto del tempo a quello complessivo del Gran Premio)

Ci sono molti motivi per i quali vengono inflitte delle penalità, dalle collisioni in pista, spesso in partenza, i track limits (i limiti della pista) non rispettati, i sorpassi fuori dai parametri decisi ben prima delle gare, l'eccesso di velocità in pit lane. 

Ci sono altre penalità che abbracciano però il discorso tecnico: dai componenti della power unit che non hanno rispettato i parametri, al cambio sostituito, alla pressione delle gomme non regolari, al peso dell'autovettura. 

Le penalità più comuni inflitte nelle ultime 5 stagioni: 

TIPO DI PENALITA'

PERCENTUALE

Track Limits

30% circa

Collisioni

25% circa

Unsafe release ( manovra pericolosa box )

10% circa

Eccesso velocità in pit lane

8% circa

Ostacolo in qualifica

7% circa

Infrazioni in regime di Safety Car

5% circa

Partenza irregolare

3% circa

Altre

12% circa

Per quanto riguarda i piloti che maggiormente sono stati coinvolti in penalità, sono stati Tsunoda, Magnussen, Stroll, Sargeant e Ocon, a differenza di Norris, Leclerc e Russell, che sono stati i più "puliti" durante i weekend.