Tour de France

Tour de France 2026, quote e analisi dei favoriti

Quote e analisi dei favoriti per il Tour de France 2026

Siamo alla vigilia del Tour de France 2026, edizione numero 113 della Grande Boucle. I migliori ciclisti del mondo si danno appuntamento per questa corsa di tre settimane, pronti a dare spettacolo e a lottare per la Maglia Gialla.

Analizziamo attraverso le quote presenti su Betfair la situazione di ognuno dei favoriti e dei possibili outsider. 

Tour de France 2026, le quote dei favoriti

Corridore

Quota su Betfair

Pogacar

1.25

Vingegaard

4.33

Seixas

11.00

Del Toro

17.00

Evenepoel

21.00

Lipowitz

26.00

Ayuso

34.00

Quote raccolte il 30 giugno 2026 alle ore 19

Dove vedere il Tour de France in tv

Appuntamento dal 4 al 26 luglio in diretta su Rai 2, sulla piattaforma Raiplay e su Eurosport.  

Tadej Pogacar, il grande favorito del Tour de France 2026

Si punta direttamente alla storia, qua: obiettivo quinta vittoria alla Grande Boucle, per raggiungere un club ristretto e occupato al momento da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. 

Pogi arriva a Barcellona tanto per cambiare come grande favorito, con quote "non consigliabili", perché troppo basse. Ha vinto tutte le corse a cui ha partecipato quest'anno, tranne la Parigi-Roubaix, che ha perso in volata con Van Aert. 

Affiancato da Del Toro e Adam Yates, due che sarebbero capitani ovunque ma non nella Uae, a volte dà l'impressione di vincere senza forzare. I suoi avversari sperano solo che lungo le tre settimane di gara abbia qualche contrattempo. 

Jonas Vingegaard, pancia piena ma non del tutto

Non lo si può nemmeno considerare un eterno secondo, visto che il Tour de France lo ha vinto già due volte (2023 e 2024), arrivando secondo sia nel 2022 che nel 2025.

In questo 2026 però è entrato anche lui in un ristretto club, composto da quelli che hanno completato la "Tripla Corona", ovverosia portare a casa tutte e tre le grandi corse a tappe: gli mancava il Giro d'Italia, lo ha vinto lo scorso 31 maggio in carrozza. 

Ecco, per una volta il "Re Pescatore" danese arriva alla Grande Boucle tranquillo, senza l'angoscia di giocarsi tutto in una sola corsa. Forse così diventa più pericoloso, anche se la sua squadra, la Visma, senza Van Aert infortunato perde moltissimo. 

Paul Seixas, la grande incognita

Meno male che c'è lui, verrebbe da dire. Il 19enne di Lione non doveva partecipare al Tour de France 2026, poi gli ottimi risultati ottenuti a inizio stagione, tra cui un dominio assoluto al Giro dei Paesi Baschi, hanno convinto lui, la sua squadra (la Decathlon) e soprattutto al Francia che sì, il debutto alla Grande Boucle si poteva fare. 

E pazienza se non ha mai partecipato a una corsa di tre settimane, che è davvero un altro mondo rispetto a quelle di una soltanto. 

Certo, Seixas ha una carrozzeria speciale, va forte ovunque, ma negli ultimi tempi sono stati più i problemi fisici che i successi, con l'apoteosi al contrario del ritiro al Tour Auvergne-Rhone Alpes, l'ex Giro del Delfinato. Senza dimenticare la mezza umiliazione ricevuta da Pogacar alla Liegi-Bastogne-Liegi, staccato come uno qualunque al primo attacco dello sloveno. 

Il podio è un sogno, il rischio è di colare a picco. 

Evenepoel e Lipowitz, le due carte della RedBull

Molto interessante lo schieramento del team sponsorizzato dalla nota bevanda energetica: Evenepoel e Lipowitz, due che il podio del Tour de France lo hanno già assaggiato. 

Per Remco l'occasione della vita è di partire meglio degli altri, con la cronosquadre di Barcellona, indossando la prima Maglia Gialla. Per lui, migliore al mondo di questa specialità, sarebbe una grande iniezione di fiducia dopo un periodo contraddittorio.

Al suo fianco un Lipowitz terzo l'anno scorso, occupando il posto sul podio che sarebbe spettato al suo attuale compagno di squadra belga. Il tedesco ha una carrozzeria superiore, non ha reali punti deboli, ma sarà interessante capire chi diventerà il vero capitano della RedBull una volta iniziata la battaglia vera. 

Se tiene a livello mentale comunque Evenepoel non è da scartare nemmeno come rivale-principe di Pogacar. 

Del Toro-Ayuso, gli ex compagni al Tour de France 2026

Ce lo ricordiamo bene, il Giro d'Italia del 2025: questi due corridori co-capitani della Uae, ma Ayuso in crisi nera specie dopo aver visto come Del Toro dominava in lungo e in largo, salvo poi perdere la Maglia Rosa alla penultima tappa, sul Colle delle Finestre.

Ayuso si è così accasato alla Lidl-Trek, disperatamente a caccia di un uomo da classifica generale. Sempre un po' ombroso, il valenciano, uno che si butta giù troppo facilmente, le gambe che non rispondono più a una testa che tende a spegnersi. 

In questo 2026 però sta andando molto bene, così come Del Toro, chiamato però ad aiutare Pogacar senza possibilità di gloria personale. Il messicano ha trionfato al Tour Auvergne-Rhone Alpes mettendo in fila, di poco, anche Ayuso. 

Sarà una bella lotta nella lotta per la Maglia Bianca di miglior giovane, questo sì. 

Super outsider

Difficile vedere altri in grado di lottare per il podio. Forse Richard Carapaz, sempre da tenere in considerazione nelle corse di tre settimane, sul podio sia al Giro che al Tour che alla Vuelta, con un successo anche nella Corsa Rosa, nel 2019. L'ecuadoriano è stato uno dei pochi a tenere botta a Pogacar all'ultimo Giro di Svizzera. 

Tobias Halland Johannessen potrebbe tornare di nuovo nella top-10 della generale, come l'anno scorso: la Uno-X, questa squadra fatta solo di corridori del nord Europa, anche al Giro di quest'anno si è fatta notare. 

Molta curiosità infine per Oscar Onley, sorprendentemente quarto nel 2025 correndo in maniera molto intelligente, andando sempre al suo passo. Non corre più per la piccola Picnic, ora è il leader della (presunta) corazzata Ineos, ma ha combinato pochissimo quest'anno. 

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