Saranno otto, secondo il tracciato della Grande Boucle, le frazioni di montagna, appunto. Andiamo ad analizzarle una per una.
Tappa n.3, Granollers-Les Angles
Dalla Catalunya si entra in Francia, quindi finisce qua il Grand Départ spagnolo e si tocca per la prima volta il territorio transalpino. Anzi, pirenaico.
Frazione che si presta a molte letture, arriva subito e sarà un buon test per vedere chi ha le gambe e chi no. Tra le varie salite da affrontare attenzione al Col du Calvaire, un nome che dice tutto...
Tappa n.6, Pau-Gavarnie
Ed ecco i "veri" Pirenei, anche se affrontati con una tappa un po' così, in mezzo ad altre frazioni di tutt'altro tipo. Partenza da Pau, riconosciuta porta d'ingresso verso le montagne che dividono Francia e Spagna e lenta salita fino all'inedito traguardo di Gavarnie, scollinando anche i leggendari Aspin e Tourmalet. Probabilmente però già qui vedremo prevalere il primo gruppetto di aspiranti alla generale.
Tappa n.10, Aurillac-Le Lioran
Momento forse decisivo di tutto il Tour de France 2026, questa tappa che sancisce esattamente la metà del percorso e che si disputa il giorno di festa nazionale francese, il 14 luglio.
Due anni fa qui Vingegaard prevalse su Pogacar in un continuo botta e risposta, con volata finale vinta dal danese: un lunghissimo incontro di boxe, ma in sella a una bicicletta. Massiccio Centrale primo vero giudice della corsa.
Tappa n.14, Mulhouse-Le Markstein
Come si può intuire dal nome dell'arrivo, siamo sui Vosgi, quindi vicini sia alla Germania che alla Svizzera. Finale con un continuo e durissimo saliscendi, con Ballon d'Alsace, Col du Page, Col du Hundsruck e l'inedito Col du Haag.
Tappa n.15, Champagnole-Plateau de Solaison
Il gruppo si dirige verso il sud, ma sempre sulle montagne, entrando di fatto nella zona battuta di solito dal Giro del Delfinato, che ora si chiama Tour Auvergne-Rhone Alpes.
Punto più interessante di questa frazione che chiude la seconda settimana è la salita del Mont Salève, che torna sul tracciato del Tour de France 34 anni dopo l'ultima volta. Tutto comunque si deciderà sul Plateau de Solaison, classificato come Hors Catégorie, quindi molto duro e difficile.
Tappa n.18, Voiron-Orcières Melette
Il micidiale trittico alpino dell'ultima settimana inizia con cinque gran premi della montagna e 4mila metri circa di dislivello. L'arrivo è una lunga rampa di 7,1 chilometri con pendenza media del 6,7%, per arrivare a questa rinomata stazione sciistica.
Tappa n.19, Gap-Alpe d'Huez
Due nomi che hanno fatto la storia del ciclismo, Gap con il campionato del mondo del 1972 (Marino Basso vincente su Franco Bitossi, splendida doppietta azzurra) e l'Alpe d'Huez perché i suoi 21 tornanti sono semplicemente leggenda, ciascuno con il nome di chi ha vinto qua (Pantani e Coppi, ad esempio).
Frazione breve, ma durissima: 128 chilometri praticamente senza un attimo di respiro.
Tappa n.20, Le Bourg d'Oisans-Alpe d'Huez
No, non state leggendo male: due arrivi consecutivi in cima all'Alpe d'Huez, con i suoi 1850 metri di altitudine. Stavolta è un vero tappone, con tutti i giganti delle Alpi da superare: Croix-de-Fer, Telegraphe, Galibier, 171 chilometri e stavolta 5600 metri di dislivello, roba da brividi se la classifica generale fosse ancora in gioco.