Tour de France

I colori delle maglie del Tour de France e cosa significano

I differenti colori delle maglie del Tour de France e il loro significato

Tre maglie iconiche, più una, quelle del Tour de France. La Gialla, la Verde, quella a Pois e la Bianca: ognuna ha un significato diverso, ognuna simboleggia qualcosa, ognuna è ambita da corridori diversi.

Andiamo a vedere assieme la loro storia. 

Tour de France, la Maglia Gialla

Simbolo del leader, il sogno di indossarla almeno una volta nella vita anche solo per 24 ore prima di lasciare spazio ai big. Obiettivo principale, portarla sul podio degli Champs Elysées a Parigi, al termine della Grande Boucle.

Gialla quindi e non Rosa come il Giro d'Italia o Rossa per la Vuelta: un colore che rappresenta al meglio il Tour de France, anche per la connessione cromatica con tante parti della Francia, i campi e i girasoli.

Eppure all'inizio, quantomeno fino all'edizione del 1919, non c'era un simbolo del primato. Come per il Giro d'Italia tuttavia fu decisivo l'organizzatore della corsa, non la (rosa) Gazzetta dello Sport ma il quotidiano "L'Auto" che aveva le sue pagine di quel colore, "jaune" in francese. Le Maillot Jaune, che sogno!

La regolarità si premia con il Verde

Questo maillot, questa maglia, è dal 1953 per il corridore che nel corso delle 21 tappe del Tour de France ha totalizzato più punti, tra arrivi di tappa e traguardi intermedi. Normalmente va agli sprinter, come il nostro Jonathan Milan (ultimo italiano a conquistarla), ma in passato si sono viste accoppiate "cannibalesche" con il vincitore della Grande Boucle in verde e non solo in giallo, come Hinault o Merckx. 

Da dove viene questo colore che inevitabilmente rimanda alla natura o comunque all'erba? Da uno degli sponsor che negli anni Cinquanta accompagnava la carovana del Tour de France: ma attenzione, perchè si tratta di un grande equivoco.

Tra i marchi che, appunto, sostenevano la corsa c'era "A la belle jardinière". Un nome che sembrerebbe indicare qualcosa di connesso al giardinaggio, e invece no. Era un'impresa di negozi che producevano vestiti su misura, e che è esistita dagli inizi dell'Ottocento fino al 1972. "Alla bella giardiniera", la traduzione, un marchio di colore verde nel gioco delle corrispondenze tra nomi e simboli. 

Il colore è rimasto anche dopo la chiusura dell'azienda. 

La più iconica, la Maglia a Pois degli scalatori

Dei tre "Maillot" del Tour de France è quello più riconoscibile, che rimanda immediatamente al Miglior Scalatore. Puntini rossi su sfondo bianco, così iconica che anche la Vuelta ha deciso di copiare in parte lo stile, con i pallini che invece diventano blu. 

Spettacolare, persino divertente, con un tocco di originalità che aumenta l'importanza nell'immaginario collettivo del Tour de France, la maglia a pois è conosciuta anche come Polka Dot. Ogni anno un robusto gruppo di corridori punta chiaramente a questa speciale classifica, disinteressandosi della generale. 

Riconoscibile, ma arrivata tardi, solamente dal 1975 in avanti. Anche qua c'è di mezzo uno sponsor, la fabbrica di cioccolati Poulain, almeno per quanto riguarda i colori. Il tono a pois invece è una scelta dell'allora direttore del Tour de France, Félix Lévitan, in omaggio a uno dei suoi idoli, il pistard Henri Lemoine, che correva indossando una maglia a pois. 

Il "Maillot" della fatica, dell'epica e delle salite dure per 7 volte è finito sulle spalle di Richard Virenque, idolo francese, recordman di questa speciale classifica. 

Per i giovani è ovunque la Bianca

Questo colore non cambia mai, in nessuna delle grandi corse a tappe: Maglia Bianca ovunque per i migliori giovani, con l'età massima che negli anni si è via via alzata, ora è 25, mentre prima era a 23. 

Bianco come pulizia di una carriera ancora da iniziare, chissà, anche se in passato il vincitore del Tour de France è stato anche il miglior giovane, ad esempio Tadej Pogacar in epoca recente. 

Prima di lui, tra gli altri, Egan Bernal, Alberto Contador, Jan Ullrich e Laurent Fignon. Esiste anche questa dal 1975.

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