Da Francia 1998 al Mondiale 2026: un lunghissimo digiuno per la nazionale scozzese che mette fine al tabù e dopo 28 anni torna a giocare un mondiale. Non un pezzo di vita, ma quasi una vita.
La selezione di Steve Clarke ha fatto le prove nel campionato europeo e questa volta non ha fallito l'accesso alla fase finale: vittoria nel gruppo C delle qualificazioni e sicuro imbarco per l'America.
McTominay e compagni ritrovano il Brasile nel girone: come già era accaduto ad Italia '90 e Francia '98. Insomma un film già visto, in cui la Tartan Army spera in un finale diverso.
Vediamo nel dettaglio.
Scozia: il cammino nelle qualificazioni
Negli ultimi 28 anni le qualificazioni mondiali sono state il tallone d'Achille della Scozia. Ma sulla strada che porta alla Coppa del Mondo 2026, la truppa di Steve Clarke ha dettato il passo e staccando il pass per il Mondiale, da prima della classe nel Gruppo C.
Scozzesi che hanno totalizzato 13 punti, davanti alla Danimarca che ha chiuso al secondo posto con 11 punti, mentre sono rimaste escluse Grecia e Bielorussia. Quattro successi, un pari e una sconfitta nel proprio cammino, con 13 reti all'attivo e sette al passivo.
Tartan Army che ha perso a marzo entrambe le amichevoli: contro Giappone e Costa D'Avorio portando a tre i ko nelle ultime cinque gare in tutte le competizioni. E pensare che nelle precedenti cinque sfide la Scozia è rimasta imbattuta in quattro di esse, con tre acuti e un pari.
43esimo posto nel Ranking FIFA e un notevole passo in avanti rispetto al passato.
La formazione tipo della Scozia
Un Mix interessante la rosa di 26 giocatori scelti dal CT Steve Clarke: da una parte un gruppo di giocatori esperti e all'ultimo grande appuntamento internazionale e dall'altra un manipolo di giovani speranze che lasciano intravedere un futuro importante alla Scozia.
Per quanto concerne la formazione tipo, nel 4-1-4-1, tra i pali sarà duello tra Cray Gordon e Liam Kelly: il primo con le sue 44 primavere vuol far segnare un nuovo primato di età per la coppa del Mondo. Non solo ma ha quasi portato allo storico titolo gli Heart battuti al fotofinish dal Celtic nella volata per il titolo scozzese. L'altro è ovviamente il titolare dei Rangers e a 30 anni da le giuste garanzie tra i pali.
Nella difesa a quattro, Hickey agirà a destra con il capitano Robertson titolare del binario mancino nell'estate dell'addio al Liverpool. Al centro della difesa, Hanley e McKenna blindano la zona centrale del pacchetto arretrato. In panchina sono pronti ad entrare Tierney ed Hendry su tutti.
Ferguson sarà il vertice basso della mediana, mentre davanti a lui agiranno Gannon-Doak a destra, McGinn a sinistra, con Christie e McTominay al centro. Dalla panchina sono pronti ad alzarsi per dare il loro contributo McLean e Gilmour.
L'unico terminale offensivo vede davanti a tutti nelle gerarchie Che Adams: la punta del Torino è favorito per la maglia da titolare. Attenzione però al bomber degli Heart, Lawrence Shankland che scalpita in panchina.
Il CT Steve Clarke
Steve Clarke dal 2019 ha assunto il comando del timone della Scozia e ha fatto un lavoro a dir poco incredibile. Due qualificazioni consecutive al campionato Europeo nel 2021 e nel 2024: nel mezzo una promozione in Nations League. Infine, la storica qualificazione al prossimo Mondiale, dopo 28 anni di attesa.
Il tecnico ha raccolto 75 panchine con la Tartan Army, con 33 vittorie, 16 pari e 26 sconfitte: il tutto condito da 108 reti fatte e 97 subite.
La stella della squadra
Tutta la Scozia si aggrappa Scott McTominay: è lui il valore aggiunto della squadra e ovviamente la stella. Il centrocampista offensivo del Napoli si è caricato la sua nazionale sulle spalle durante le qualificazioni mondiale e spera di ripetersi in terra americana.
Il classe 1996 ha esordito nel 2018 in nazionale e da quel momento ha messo assieme 69 presenze, con 14 reti all'attivo.
Il girone e il calendario della Scozia
La nazionale scozzese ha ottime possibilità di approdare alla fase scontri diretti, considerando che è stata inserita nel Girone C: le prime due piazze sulla carta sono destinate a Brasile e Marocco, ma per il ripescaggio in terza posizione aumentano le probabilità per la Tartan Army, alla luce della presenza di Haiti: la cenerentola del raggruppamento.
Proprio contro la selezione del centroamerica, gli uomini di Steve Clarke debutteranno il 13 giugno alle 21.00 di Foxborough, le 2.00 del mattino del 14 giugno in Scozia.
La seconda giornata vedrà Adams e soci sfidare il Marocco, alle 18.00 del 19 giugno, le 23 di Glasgow.
Infine, negli ultimi 90 minuti della fase a gruppi, ecco il grande appuntamento contro il Brasile nella cornice del Hard Rock Stadium di Miami: kick-off alle 18.00 del 24 giugno, le 23.00 in Scozia.
Le aspettative
Ovviamente la Scozia non è certo nel nutrito gruppo di nazionali che ambiscono al titolo iridato. L'obiettivo minimo, dopo 28 anni di attesa, è senza dubbio quello verso_i_mondiali_2026_scopriamo_ladi superare il girone. Qualunque cosa arriverà oltre a questa qualificazione sarà un successo per gli uomini di Clarke.
Le statistiche al mondiale
Scozia che ha vinto appena quattro gare nella fase finale della Coppa del Mondo e addirittura l'ultimo successo risale ad Italia 90: 36 anni di attesa, con zero squilli a Francia 1998. Il bilancio annovera poi annovera sette pari, l'ultimo dei quali 28 anni fa, con 12 sconfitte nelle otto edizioni precedenti.
La Tartan Army ha segnato 25 reti nella Coppa del Mondo, con 41 marcature al passivo. La selezione di Steve Clarke occupa la posizione numero 43 nel ranking fifa. Infine la nazionale scozzese in otto tentativi non ha mai superato il primo turno al Mondiale.