Bufera Manchester City, la Premier League conferma oltre 100 violazioni: dettagli e possibili scenari futuri

  • Pubblicato il
  • Aggiornato il

Nel calcio inglese negli ultimi giorni è scoppiato un vero e proprio caso: una commissione indipendente incaricata dalla Premier League, ha ufficialmente confermato la colpevolezza del Manchester City in merito alle prolungate irregolarità finanziarie commesse nell'arco di quasi un decennio.

Il verdetto mette in risalto un preciso schema finanziario contabile adottato dagli Sky Blues, e che rischia seriamente di aprire degli scenari davvero pericolosi per il calcio britannico.

Manchester City colpevole: oltre 100 violazioni confermate dalla Premier League

La commissione indipendente a cui la Premier League ha affidato la decisione sul Manchester City, ne ha giudicato la colpevolezza del club per ben 114 delle 115 accuse mosse nei suoi confronti dalla lega. 

L'indagine ha accertato le violazioni commesse dal City in un arco temporale che va dalla stagione 2009/10 alla 2017/18, periodo in cui i Citizens hanno costruito le loro principali fortune, a livello sia economico, ma soprattutto sportivo.

L'inchiesta, partita oltre 3 anni fa, ha messo in evidenza un piano ben definito, volto a travisare i dati contabili da presentare agli organi di controllo. 

Inoltre, il Manchester City non si è mai mostrato disposto ad aiutare le indagini nei loro confronti, come ad esempio fece il Chelsea qualche anno fa. 

Nello specifico, il club è stato accusato per 34 delle 35 contestazioni riguardanti la violazione degli obblighi di buona fede e cooperazione tra il 2018 e il 2023, mettendo in atto tentativi concreti per rallentare l'iter ispettivo della lega.

Contratti fittizi e sponsor gonfiati: di cosa è accusato il Manchester City

L'obiettivo dell'inchiesta era infatti dimostrare come il Manchester City avesse in atto un piano di aggiramento delle norme del Fair Play Finanziario, sia della Premier League, che della UEFA.

Nel periodo contestato, il club stipulava contratti fittizi con partner commerciali legati ad Abu Dhabi, dichiarando ricavi di sponsorizzazione enormemente superiori a quelli reali.

Dalla commissione infatti è emerso come gli sponsor del City abbiano versato solo 119,25 milioni di sterline, mentre la quota restante di ben 830,69 milioni di sterline è stata coperta direttamente dall'Abu Dhabi United Group (ADUG), la società proprietaria del club.

Attraverso questo meccanismo, il Manchester City ha potuto registrare a bilancio entrate all'apparenza lecite, riuscendo a sostenere spese di gestione e ingaggi altrimenti non consentite.

Lo schema si estendeva anche ad altre entità: è stato infatti individuato un accordo circolare fittizio con la società Fordham per l'acquisto dei diritti d'immagine dei calciatori, anch'esso interamente finanziato dal fondo di proprietà ADUG per abbattere artificialmente i costi operativi. 

Cosa rischia adesso il Manchester City? Scenari futuri e penalizzazioni

La commissione ha quindi concluso che il Manchester City intendeva chiaramente eludere i limiti di spesa e nascondere la propria reale situazione economica, impedendo la corretta applicazione delle regole pensate per garantire l'equilibrio finanziario delle competizioni. 

lo spettro delle sanzioni applicabili dalla commissione indipendente è regolato dalla Regola W64 della Premier League, e non prevede sanzioni fisse predeterminate. I provvedimenti passano da ingenti sanzioni pecuniarie e blocco del mercato fino a pesanti penalizzazioni in punti in classifica, le quali potrebbero condurre alla retrocessione sul campo in Championship. 

A titolo di confronto, in passato l'Everton ha subito 6 punti di penalizzazione e il Nottingham Forest 4 punti per singoli sforamenti dei limiti di spesa, decisamente inferiori a quelli commessi dagli Sky Blues.

Nell'ipotesi più estrema, la commissione potrebbe anche chiedere l'esclusione del City dalla Premier League, e in questa eventualità il club dovrebbe fare richiesta di partecipazione sia alla FA, la federcalcio inglese, che alla EFL (English Football League), ripartendo obbligatoriamente dalla League Two, la quarta serie inglese, o addirittura dalla National League, la quinta, se nemmeno la maggioranza dei club della EFL dovesse accettarli.

Esistono tuttavia precisi confini di giurisdizione: la commissione della Premier League non possiede l'autorità per revocare i titoli europei come la Champions League vinta dal City nel 2023. 

Parallelamente agli aspetti disciplinari, ci si aspetta il sopraggiungere anche di azioni risarcitorie private da parte delle società rivali della Premier League, intese a chiedere indennizzi economici per i mancati trofei o le mancati qualificazioni europee derivanti dalla concorrenza sleale del City. 

La difesa del Manchester City: il club fa ricorso

Il Manchester City ha reagito ufficialmente, esprimendo forte disappunto e dichiarandosi estremamente deluso e sorpreso dall'esito espresso dalla commissione. 

La società respinge con fermezza ogni addebito, sostenendo di essere del tutto estranea ai fatti e di possedere un ampio corpus di prove inconfutabili a dimostrazione della propria correttezza finanziaria e gestionale. 

L'iter giuridico è infatti tutt'altro che concluso: il club ha già presentato ricorso in appello contro la sentenza. 

L'appello verrà valutato da un nuovo organo composto da tre membri e rappresenterà l'ultimo grado di giudizio interno, poiché il regolamento della Premier League non prevede il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna. 

Solo successivamente un'ulteriore udienza privata stabilirà l'entità delle eventuali sanzioni. 

Altre Partite

Steven Alvieri

Steven Alvieri, nato a Firenze nel 2001, è un appassionato di calcio e autore dal 2024. Collabora con PokerStarsNews, Assopoker e Betfair Blog Italia, occupandosi di Serie A, tattica, mercato e contenuti video.