Formazione Fiorentina 2026/27 - Come cambia dopo il mercato

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Tra le squadre che destano maggiore curiosità in relazione alla prossima stagione in Serie A, c'è la Fiorentina, squadra che ha la necessità di vendicare un campionato che etichettare come deludente è un eufemismo.

La Viola mira, con il nuovo allenatore Fabio Grosso, a tornare ad essere protagonista nella parte sinistra della classifica.

L'ex mister del Sassuolo, che così bene ha fatto nelle sue ultime stagioni in Emilia, allena adesso una rosa decisamente rinforzata dal mercato e i presupposti per ben figurare nel prossimo campionato sembrano esserci tutti. 

Fiorentina regina del mercato: tutti gli acquisti

Dopo i riscatti di Fabbian e Brescianini, il primo innesto per Grosso è stato Viery dal Gremio, per il quale sono stati investiti 15 milioni di euro, cifra record per un difensore acquistato dalla Viola. 

Per rinforzare la retroguardia, Paratici ha chiuso anche per Radu Dragusin. Preso in prestito oneroso a 1.5 milioni dal Tottenham, può giocare centrale di difesa sia a sinistra che a destra e sembra perfetto per il modulo di Grosso.

Con la stessa formula, pagando 1.8 milioni per il prestito, la Fiorentina ha preso anche Joao Mario dalla Juventus. Dall'altra parte, invece, agirà Alex Jimenez, preso in prestito dal Bournemouth.

Da non sottovalutare, poi, l'acquisto del giovane Victor Valdepenas: arriva per 8 milioni dalle giovanili del Real Madrid e può giocare sia centrale che terzino. 

Gli acquisti può affascinanti, però, sono quelli dalla mediana in su. La Fiorentina ha infatti preso sia Christ Inao Oulai che Arthur Atta e, soprattutto, Franco Mastantuono. 

L'ivoriano, dopo un Mondiale giocato da protagonista, approda a Firenze per 26 milioni di euro dal Trabzonspor, mentre il francese è stato acquistato dall'Udinese per 25 milioni più bonus e percentuale sulla futura rivendita.

Investimenti decisamente importanti, che però non hanno impedito a Paratici di trattare e chiudere il colpo Mastantuono. L'argentino arriva in prestito secco dal Real Madrid, che paga anche il 40% dello stipendio. 

In attesa di capire quale sarà il futuro di Kean, che piace moltissimo al Como di Fabregas, la Viola ha messo anche la ciliegina sulla torta preparata da Paratici: Mateo Pellegrino, preso dal Parma per 22.5 milioni di euro. 

Le piste più realistiche del mercato della Fiorentina

La Viola ha già investito oltre 120 milioni, ma non avrebbe ancora terminato il proprio mercato. La portata dei colpi, però, dipende anche e soprattutto dalla possibile cessione di Kean.

Nonostante gli acquisti di Jimenez e Joao Mario, la Fiorentina sta valutando un altro rinforzo sulle fasce, soprattutto a sinistra. Sono diversi i calciatori sotto osservazione, da Nuno Tavares della Lazio ad Arsene Kouassi del Lorient, passando per Roy Revivo del Maccabi Tel Aviv e Francisco Moura del Porto. 

Proprio nelle ultime ore, inoltre, si sarebbe complicata la trattativa col Sassuolo per Kristian Thorstvedt, che rimane un pallino di Grosso ma che difficilmente ritroverà il suo ex allenatore in Viola. 

Da capire quindi se la Fiorentina tenterà l'affondo per un altro centrocampista o se restare così com'è, dato che comunque il reparto sembra già abbastanza lungo e completo. 

In questo momento, l'unico ruolo che sembra scoperto del possibile undici titolare, schierato con un 4-3-3, è l'ala sinistra. 

Il sogno è lo svincolato Jaydon Sancho, ma serve trovare un accordo sullo stipendio e superare la concorrenza di Qatar e Borussia Dortmund, che starebbe valutando un terzo ritorno dell'inglese. 

Un altro nome sul tavolo di Paratici è quello di Jaden Philogene dell'Ipswich Town, mentre Rafael Leao appare solo una suggestione. Restano sullo sfondo Sebastiano Esposito, Zhegrova e Soulé. 

Gli affari già chiusi in uscita e le possibili cessioni

Non solo in entrata, la Fiorentina ha chiuso anche molte operazioni in uscita. Nicolas Valentini passa all'Alaves per 3 milioni, mentre Amatucci è andato al Deportivo la Coruna per 2.5. 

La cessione di Harder al Basilea frutta 2 milioni e quella di Luis Balbo allo Sturm Graz porta nelle casse 1.5 milioni. 1 milione a testa, inoltre, arrivano dal passaggio di Bianco al Modena, di Lucchesi al Monza e di Braschi al Thun.

Tra le uscite è presente anche Comuzzo, passato al Torino in prestito oneroso da 1 milione con diritto di riscatto a 19. Con la stessa formula Richardson è tornato al Le Havre, Fazzini è andato al Cagliari, Matias Moreno e Sohm al Venezia e Beltran al River Plate. 

Piccoli passa al Bologna in prestito con obbligo di riscatto a 18 milioni, così come Gosens allo Schalke per 2.5. Il giovane portiere Martinelli, infine, si trasferisce in prestito secco all'Avellino per accumulare maggior minutaggio e farsi le ossa in Serie B.

Come detto sopra, la portata del mercato della Fiorentina da qui a fine sessione dipende anche dalle uscite. In particolare, dalla possibile cessione di Moise Kean. Il centravanti piace moltissimo a Fabregas e il Como sarebbe pronto a lanciare l'assalto, ma la Viola chiede 40 milioni per lasciarlo partire. 

Da non escludere la possibile uscita di Nicolò Fagioli (valutato 30 milioni) e Dodò, che piacciono in Premier League, ma anche di Fortini e Fabbian, sondati dal Sassuolo. Potrebbero partire anche Brescianini e il giovane difensore Eman Kospo. 

Formazione Fiorentina: la nostra analisi ruolo per ruolo

Ecco come cambia la formazione della Fiorentina dopo un mercato ricco di acquisti in ogni reparto e completato da una lunga serie di cessioni. 

I portieri

  • De Gea
  • Christensen
  • Lezzerini 

Tra i pali la Fiorentina parte da una certezza: David de Gea, ancora titolare e leader del reparto. Il prestito di Martinelli all'Avellino toglie però il principale erede designato e lascia qualche dubbio sulla qualità del secondo. 

Reparto affidabile, ma dipendente quasi interamente dallo spagnolo. Possibile un nuovo innesto per la panchina. 

La difesa

  • Dragusin
  • Pongracic
  • Viery
  • Ranieri
  • Valdepenas
  • Kospo
  • Fortini
  • Parisi
  • Jimenez
  • Dodò
  • Joao Mario 

Gli arrivi di Dragușin e Viery al centro, ma anche di Jimenez, Joao Mario e Valdepenas sugli esterni, alzano fisicità, prospettiva e qualità del reparto. Adesso c'è abbondanza nel reparto, soprattutto tra i terzini, tanto che una cessione appare probabile. 

Il centrocampo

  • Oulaï 
  • Fagioli
  • Atta
  • Mandragora
  • Ndour
  • Brescianini
  • Fabbian
  • Barak

Con Arthur Atta e Oulaï il centrocampo viola aggiunge corsa, fisicità e capacità di avanzare palla al piede, completando un reparto già ricco con Fagioli, Mandragora, Brescianini e Fabbian. 

Restano da chiarire gerarchie ed eventuali uscite, ma la qualità non manca. Il centrocampo è profondo, giovane e per potenziale tra i migliori della Serie A. 

L'attacco

  • Kean
  • Mastantuono
  • Sottil
  • Gudmundsson
  • Pellegrino
  • Nzola

L'attacco dovrebbe ruotare ancora attorno a Kean, riferimento tecnico e fisico, mentre con Piccoli passato al Bologna diventa Mateo Pellegrino la prima alternativa. Mastantuono può sprigionare tutto il suo genio calcistico, mentre Gudmundsson garantisce qualità tra le linee. 

Serve potenzialmente un'ala sinistra, ruolo ricoperto in queste amichevoli pre campionato da Atta, ma la base è ottima. Adesso sta a Grosso tirare fuori tutto il potenziale da questo attacco. 

Gli obiettivi realistici della Fiorentina

L'obiettivo realistico della Fiorentina non può essere lo scudetto, ma visto il mercato portato avanti da Paratici è legittimo aspettarsi molto da questa nuova formazione.

La priorità assoluta è quella di tornare stabilmente nella parte sinistra della classifica. Dopo una stagione deludente e un mercato ricco di investimenti, l'ex campione del mondo, dovrà costruire rapidamente un'identità riconoscibile e riportare la squadra in zona europea.

Probabilmente il traguardo principale è una qualificazione tra Europa League e Conference, quindi un piazzamento indicativamente tra il sesto e l'ottavo posto. 

La Champions rappresenterebbe un risultato straordinario, possibile soltanto con una crescita immediata dei nuovi acquisti e la permanenza dei senatori più forti a partire da Kean. 

Più dei proclami conteranno continuità, solidità difensiva e rendimento contro le squadre piccole: sono questi gli elementi necessari per trasformare la ricostruzione viola in un progetto competitivo. 

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Andrea Borea

Classe 1973, Andrea Borea cresce a Cagliari coltivando una profonda passione per il calcio e le sue storie. Dal 2000 si dedica al giornalismo sportivo, prima nel poker e poi nel calcio, unendo esperienza sul campo, analisi e capacità narrativa.