La top 11 dei bidoni del Napoli: delusioni esotiche per tutti i gusti
Amanti del calcio e appassionati del Napoli, ecco la "Top 11 dei Bidoni del Napoli"!
Sì, avete capito bene, stiamo per immergerci nelle profondità più oscure della storia calcistica del glorioso club partenopeo, esplorando i peggiori acquisti e i giocatori che hanno fatto rimpiangere ai tifosi ogni centesimo speso per loro.
Questa non è la classica formazione da sogno. Niente Maradona, Zola o Hamsik qui. No, stiamo parlando di una squadra composta da veri e propri "bidoni", giocatori che hanno lasciato un'impronta indelebile nella memoria dei tifosi napoletani per le prestazioni imbarazzanti e le delusioni infinite.
Preparatevi a ridere, a strapparvi i capelli e, perché no, anche a versare una lacrima di disperazione mentre riviviamo insieme i momenti più bui della storia del calcio partenopeo. Senza ulteriori indugi, entriamo nella nostra "Hall of Shame" e scopriamo chi ha meritato un posto nella nostra formazione degli orrori e degli errori.

Navarro
Nel 2008, il Napoli accoglieva un giovane talento nel suo roster, segnando un momento di svolta per il club partenopeo: José Manuel Navarro diventava il primo portiere straniero nella storia del Napoli a calcare i campi della Serie A. Un momento di pionierismo che avrebbe potuto preludere a un'epoca di successi e prestazioni memorabili. Tuttavia, la realtà si rivelò ben diversa.
Navarro, nonostante la giovane età e le aspettative che lo circondavano, non riuscì a lasciare un'impronta indelebile sul campo. Al contrario, fu spesso protagonista di papere clamorose, particolarmente contro avversari come il Bologna e la Sampdoria, lasciando i tifosi con il cuore in gola e la testa tra le mani. Le sue prestazioni incostanti e le sue gaffe memorabili fecero sperare tutti fervidamente di dimenticarle al più presto.
Saber
Saber, dopo aver iniziato la sua carriera con il Wydad Casablanca, ha fatto il grande salto nel gennaio del 1997 quando è stato ingaggiato dallo Sporting Lisbona. Nonostante abbia perso il posto da titolare nel gennaio del 2000 a causa dell'arrivo di César Prates, ha comunque contribuito alla vittoria del Primeira Liga nel 1999-2000 con lo Sporting Lisbona. Successivamente, Saber è stato ceduto in prestito al Napoli insieme a Facundo Quiroga e Luís Vidigal al termine della stagione.
Nonostante la retrocessione in Serie B, il Napoli ha deciso di acquistare Saber a titolo definitivo al termine della stagione 2000-2001. Il difensore ha trascorso tre stagioni nel campionato cadetto, due e mezzo con il Napoli e mezzo anno con il Torino, prima di decidere di rescindere il suo contratto con i piemontesi e ritirarsi definitivamente, a soli 30 anni.
Cribari
Per Cribari, la sua esperienza al Napoli è stata contraddistinta da una singola stagione, caratterizzata da nove presenze che non sono passate inosservate. Purtroppo, il difensore brasiliano è ricordato soprattutto per un autogol infelice durante una partita di Europa League, un momento che ha segnato la sua breve permanenza nel club partenopeo
Le sue prestazioni difensive hanno spesso deluso, con alcuni errori che hanno compromesso il risultato della squadra in alcune occasioni. In effetti, sembrava che, forse, i suoi anni migliori fossero ormai alle spalle, o che semplicemente la sfortuna lo avesse perseguitato durante la sua stagione al Napoli.
Nonostante ciò, è giusto riconoscere che la sua esperienza alla Lazio era stata leggermente più positiva, suggerendo che forse il contesto o le circostanze non erano favorevoli al suo rendimento al Napoli.
Fideleff
Per Fideleff, la sua esperienza al Napoli può essere definita senza dubbio un vero e proprio "bidone". La decisione di farlo firmare per un contratto di cinque anni si è rivelata una follia, considerando le scarse opportunità che ha avuto di dimostrare il suo valore sul campo.
Con soli tre presenze nel primo anno, sembrava evidente che Fideleff non riuscisse a trovare spazio nel contesto del Napoli. Nonostante ciò, la dirigenza del club ha continuato a tentare di riscattarlo nelle stagioni successive, con risultati disastrosi.
Il tentativo di farlo riscattare dopo alcuni prestiti ha portato a esiti ancora più deludenti. Al Parma, ad esempio, Fideleff è riuscito a giocare solo una partita prima di dover vagare per il mondo alla ricerca di qualche misero spazio.
Armero
Se da ala sinistra a Udine aveva mostrato prestazioni di spicco, con 69 presenze e persino 3 gol all'attivo, il passaggio di Armero al Napoli non ha sicuramente seguito la stessa strada di successo. Pur avendo disputato la maggior parte delle partite durante la stagione, il suo contributo non è stato mai particolarmente luminoso.
Armero è riuscito a mettere piede in campo in quasi tutte le partite, ma senza mai brillare al punto di lasciare un segno indelebile. Questo ha portato alla sua partenza dal Napoli con un prestito negli anni successivi, ma purtroppo anche in queste occasioni i risultati sono stati modesti.
Le sue sporadiche apparizioni durante i prestiti al West Ham, al Milan e al Flamengo non hanno portato i risultati sperati, confermando la sua difficoltà nell'adattarsi ai nuovi contesti e nel lasciare un'impronta duratura.
De Guzman
Jonathan De Guzman è stato certamente considerato un potenziale campione nei suoi primi anni al Feyenoord, dove ha mostrato lampi di brillantezza e talento. Anche i primi scampoli della sua esperienza a Napoli sembravano promettenti, soprattutto dopo aver superato qualche infortunio significativo.
Tuttavia, la sua carriera al Napoli ha preso una piega inaspettata e deludente. Nonostante abbia collezionato 23 presenze e segnato sette gol, il suo impatto in campo è stato meno incisivo di quanto ci si potesse aspettare. La sua presenza nelle gerarchie di Sarri è andata gradualmente diminuendo, con il centrocampista olandese che si è trovato sempre più spesso escluso dalle rotazioni.
Questo calo nella considerazione dell'allenatore ha influenzato negativamente la sua permanenza al club, portando alla fine a un sentimento di rimpianto più che a un etichettamento come "bidone". De Guzman sembrava promettere molto di più di quanto abbia effettivamente conseguito, e il suo potenziale non pienamente realizzato è motivo di rammarico per i tifosi napoletani che avrebbero voluto vederlo esprimere tutto il suo talento.
Demme
Il 11 gennaio 2020, Diego Demme viene acquistato ufficialmente dal Napoli per 12 milioni di euro. Solo tre giorni dopo, fa il suo debutto con la squadra partenopea durante una partita di Coppa Italia contro il Perugia, subentrando nel secondo tempo e contribuendo alla vittoria per 2-0. Il suo esordio in Serie A avviene il 18 gennaio seguente, nella sconfitta per 0-2 contro la Fiorentina. Tuttavia, il 3 febbraio segna il suo primo gol con la maglia azzurra durante una partita contro la Sampdoria, contribuendo alla vittoria per 4-2. Demme si afferma rapidamente come titolare nel centrocampo del Napoli, contribuendo alla conquista della Coppa Italia il 17 giugno seguente.
Nella stagione successiva, nonostante sia stato inizialmente riserva, Demme ritorna presto a essere un punto fermo nel centrocampo, segnando due gol in campionato e uno in Europa League. Nonostante lo scudetto vinto, complice l'esplosione di Lobotka con Spalletti, non riesce più a imporsi.
Radosevic
Arrivato giovanissimo al Napoli, tanto da essere inizialmente aggregato alla squadra Primavera, il nome di Josip Radosevic era praticamente sconosciuto a molti. Purtroppo, questa situazione non cambiò significativamente nel corso degli anni successivi. Radosevic riuscì a collezionare solo nove presenze con la maglia del Napoli prima di essere ceduto in prestito tra Croazia e Spagna.
Durante i suoi prestiti, Radosevic non riuscì a farsi notare in modo significativo, e alla fine il suo contratto con il Napoli fu risolto. Il suo passaggio al club partenopeo può essere considerato un capitolo breve e poco memorabile della sua carriera calcistica.
Datolo
Le opinioni su Datolo sono effettivamente discordanti. È innegabile che il giocatore abbia avuto alcuni momenti di brillantezza con il Napoli, tra cui quella memorabile partita contro la Juventus a Torino, durante la quale è stato protagonista segnando un gol e fornendo un assist determinante per la vittoria della squadra.
Tuttavia, nonostante questi sprazzi di talento, il rendimento di Datolo è poi sceso, forse a causa di alcune diatribe con il presidente De Laurentiis, che sembravano avere un impatto negativo sul suo coinvolgimento con la squadra. Ci sono stati anche episodi, come la pubblicazione di foto "Osè" per una rivista gay argentina, che hanno creato tensioni e problemi di immagine per il giocatore e per il club.
Di conseguenza, Datolo è stato presto ceduto in prestito e successivamente venduto all'Espanyol, concludendo così la sua esperienza al Napoli. La sua storia con il club partenopeo è stata caratterizzata da alti e bassi, ma alla fine è stata una parentesi che si è conclusa con un trasferimento definitivo altrove.
Vargas
I circa dieci milioni di euro spesi per acquistare Vargas sono stati considerati un investimento sbagliato, con il giocatore che non è mai riuscito a dimostrare il suo valore sul campo con la maglia del Napoli. I tentativi di recuperare almeno parte del denaro investito tramite prestiti con diritto di acquisto sono stati vani, poiché nessuno è stato disposto ad accettare di prendere il giocatore in modo permanente.
Il trasferimento di Vargas al Napoli è stato un vero fallimento sia dal punto di vista tecnico che finanziario, con il club che ha dovuto rinunciare a una somma significativa senza ottenere alcun ritorno tangibile sul campo. In definitiva, il passaggio di Vargas al Napoli è stato un capitolo amaro e costoso nella storia del club.
Michu
Il 17 luglio 2014, Michu viene acquistato dal Napoli con la formula del prestito con diritto di riscatto. Il 19 agosto dello stesso anno, fa il suo debutto ufficiale con la maglia azzurra durante un match valido per i preliminari di Champions League contro l'Athletic Bilbao, subentrando al 78º minuto al posto di Marek Hamsik. Tuttavia, a causa del ripresentarsi dei suoi problemi al ginocchio, Michu colleziona la sua ultima presenza in campo il 23 ottobre contro lo Young Boys, in Europa League, e salta il resto della stagione.
Chiude la sua prima ed unica annata al Napoli con sei presenze all'attivo tra campionato e coppe, senza mai riuscire a segnare alcuna rete. Alla fine della stagione, fa ritorno allo Swansea City, ma il 9 novembre 2015 rescinde consensualmente il suo contratto con il club gallese.
In panchina
- Hoffer
- Donadel
- Regini
- Bereszynski
- Petagna