Puntate alte a quote basse sull'Exchange: si rischia la limitazione del conto?

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Ho ricevuto questa domanda da Mattia:

"Buona sera. Uso exchange con puntate "alte" e quote minime (da 1.08 a 1.20). Giocando così, la mia domanda è: rischio limitazioni o altro? Su Betflag o Betfair? Premessa che sto usando questo metodo da pochi mesi. Grazie in anticipo per eventuali risposte."

La domanda è interessante perché contiene due temi diversi: uno riguarda il conto, l'altro il modo di giocare. Partiamo dal primo.

Con l'Exchange il conto non viene limitato

Con l'Exchange si possono giocare anche cifre importanti, sempre nei limiti previsti dalla legge e dai limiti di gioco che ogni utente imposta a propria tutela.

Un bookmaker tradizionale, in casi particolari, può arrivare a limitare o congelare un conto: quando l'utente vince, è il bookmaker a pagare. Con le piattaforme exchange questo di fatto non succede, perché l'exchange non gioca contro l'utente. Mette in contatto chi punta e chi banca, e guadagna una piccola commissione sulle vincite. Più si gioca, più la piattaforma lavora: non ha alcun motivo di fermare chi vince.

Quindi Mattia, sul fronte del conto puoi stare tranquillo. Ma il punto più importante della tua domanda, secondo me, è un altro.

Quote basse e importi alti: il rischio sta qui

Giocare importi alti a quote molto basse, o chiudere le operazioni dopo pochissimi tick di movimento, è in genere una tecnica che si chiama scalping. Personalmente non mi piace, e provo a spiegare perché con due conti.

Prendiamo 1.000 € giocati a quota 1.10. Se va bene si guadagnano circa 100 €. Se va male se ne perdono 1.000, cioè quanto si guadagna con dieci operazioni andate bene. A quota 1.08 è ancora peggio: il guadagno è di circa 80 € e una sola partita sbagliata cancella più di dodici risultati positivi. E questo senza contare la commissione, che riduce ulteriormente il guadagno di ogni operazione vincente.

Il problema è che le quote basse sembrano sicure, ma non lo sono. Una quota di 1.15 vuol dire che il mercato dà a quell'esito circa l'87% di probabilità: in poche parole, più o meno una volta su sette o otto quell'esito non si verifica. Ogni stagione vediamo squadre superfavorite, quotate 1.15 o meno, che non riescono a vincere. Chi gioca importi alti su quelle quote, quella partita prima o poi la incontra. E quando arriva, non si perde solo l'importo della giocata: spesso si va subito in rosso rispetto a tutto quello che si era guadagnato nei mesi precedenti.

Per questo una quota bassa, nella maggior parte dei casi, non è un'opportunità ma un rischio.

Lo scalping e il trading veloce

Lo scalping consiste nel chiudere un'operazione dopo pochi tick, per esempio entrando a 1.80 e uscendo a 1.75. Il guadagno è minimo rispetto all'importo giocato, e per renderlo interessante bisogna alzare molto le cifre. Ma alzando le cifre, basta un errore per farsi male.

Io preferisco quello che ho battezzato trading veloce: chiudere l'operazione quando la quota si è mossa in modo più ampio, per esempio entrando a 1.80 e uscendo a 1.40. Così c'è un rapporto più equilibrato tra quanto si gioca e quanto si può guadagnare. Con importi più moderati si ottiene un ritorno più interessante, e un'operazione andata male si assorbe molto più facilmente.

Le differenze tra i due approcci le ho spiegate nel dettaglio in Betting Exchange: differenza tra scalping e trading veloce.

Partire con una cassa piccola

Un'ultima osservazione, che vale soprattutto per chi sta imparando, come Mattia che usa questo metodo da pochi mesi. Meglio non partire con una cassa elevata. È molto meglio iniziare con 50, 100 o 200 € e cercare di farli crescere solo con le vincite, senza aggiungere altri soldi di tasca propria. Si impara lo stesso, gli errori costano poco, e si capisce davvero se il proprio metodo funziona.

In sintesi: con l'Exchange il conto non viene limitato, ma il rischio vero, giocando importi alti a quote minime, non arriva dalla piattaforma. Arriva da quella partita che prima o poi va nel verso sbagliato.