Campioni sulla neve: i migliori sciatori italiani di sempre
Paese che vanta alcuni dei comprensori sciistici più rinomati al mondo, l'italia ha da sempre vantato alcuni dei migliori sciatori sulla scena mondiale.
Partendo dal grande Zeno Colò, passando per gli anni '70 della Valanga Azzurra fino ai record macinati da Sofia Goggia e Federica Brignone, ripercorriamo i nomi che hanno dato lustro all'Italia sulle piste da sci.
Zeno Colò
Uno dei più grandi sciatori italiani di tutti i tempi, Zeno Colò è stato capace di fissare il record mondiale sul chilometro lanciato e ha conquistato l'oro nella discesa libera a alle Olimpiadi di Oslo nel 1952.
Passato anche attraverso la prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale, iniziò la carriera a livello internazionale solo a 27 anni. Nel 1954, a causa della sua attività come testimonial per attrezzatura da sci, venne considerato un atleta professionista e squalificato, tanto che alle Olimpiadi di Cortina del 1956 partecipò solo in vesti di tedoforo. La squalifica gli fu revocata solo nel 1989, 4 anni prima della sua scomparsa.
Gustav Thoeni
Tra il 1971 e il 1975 Gustav Thoeni è stato il dominatore delle piste da sci, conquistando la Coppa del Mondo 4 volte nell'arco di 5 anni, e arrivando secondo alle spalle di Pierino Gros nell'unico anno in cui non l'ha vinta, il 1974.
Primo italiano a vincere una gara di Coppa del Mondo vanta anche tre medaglie olimpiche, l'oro nel gigante e l'argento nello slalom speciale a Sapporo 1972 e l'argento nello speciale di Innsbruck 1976.
Una volta ritiratosi nel 1980, divenne allenatore e nel 1989 prese a seguire personalmente uno sciatore che avrebbe fatto parlare di sé: Alberto Tomba.
Diventato in seguito direttore tecnico della nazionale maschile e direttore generale di tutte le selezioni nazionali, in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006 ha portato la bandiera olimpica nella cerimonia di chiusura.
Piero Gros
Pierino Gros è stato il secondo italiano a riuscire nell'impresa di vincere la Coppa del Mondo nel 1974, dopo i tre successi consecutivi di Gustav Thoeni. È proprio con i successi di Gros che viene coniato il termine Valanga Azzurra: nello slalom gigante di Berchtesgaden vince una gara in cui tutte e cinque le prime posizioni sono occupate da sciatori italiani: alle spalle di Gros infatti si piazzano Thoeni, Stricker, Schmalzi e Pietrogiovanni.
Dopo aver vinto l'oro nelle Olimpiadi di Innsbruck 1976, arrivando davanti a Thoeni nello slalom speciale, si è ritirato a nemmeno 28 anni nel 1982.
Claudia Giordani
Alla Valanga Azzurra di Gros, Thoeni e compagni fece seguito la Valanga Rosa: a metà degli anni '70 si impose infatti una generazione di sciatrici come Maria Rosa Quario (madre di Federica Brignone), Daniela Zini, Paoletta Magoni e soprattutto Claudia Giordani, seconda sciatrice italiana capace di vincere una gara in Coppa del Mondo, dopo l'exploit nella discesa libera del Sestriere di Giustina Demetz nel 1967.
Figlia del celebre giornalista Aldo Giordani e della cestista Francesca Cipriani, Claudia si impone a 19 anni vincendo lo slalom gigante di Les Gets del 1974, per poi conquistare la medaglia d'argento nello slalom speciale alle Olimpiadi di Innsbruck 1976.
Nel 1981, a soli 25 anni, si ritira tornando al mondo degli sci solo occasionalmente come commentatrice televisiva e come presidente del Comitato Alpi Centrali della FISI.
Alberto Tomba
Una delle superstar dello sport italiano tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, al punto che la RAI arrivò ad interrompere la diretta del Festival di Sanremo per trasmettere la sua vittoria nello slalom gigante di Calgary 1988, Alberto Tomba univa al suo straordinario talento sciistico una personalità estroversa ed esuberante, che lo hanno reso un vero e proprio fenomeno di costume.
Capace di incredibili rimonte nelle seconde manche che esaltavano il pubblico televisivo, Tomba ha il record per uno di successi in Coppa del Mondo per uno sciatore italiano, ben 50.
Primo atleta a conquistare una medaglia d'oro nello sci alpino per due edizioni consecutive delle Olimpiadi (lo slalom gigante a Calgary 1988 e Albertville 1992), vanta anche l'oro nello slalom speciale conquistato sempre alle Olimpiadi di Calgary nel 1988.
Deborah Compagnoni
Il perfetto contraltare alla personalità esuberante di Tomba, la gentile e riservata Deborah Compagnoni divise le scene con lo sciatore bolognese in qualità di vera superstar dello sci degli anni '90: fu infatti la la prima sciatrici a riuscire a vincere 3 medaglie d'oro in 3 edizioni diverse delle Olimpiadi (supergigante a Albertville 1992 e gigante a Lillehammer 1994 e Nagano 1998, dove vinse anche l'argento nello speciale),
Purtroppi i numerosi gravi infortuni subiti in carriera gli hanno precluso la conquista della Coppa del Mondo.
Kristian Ghedina
Punta di diamante dell'Italjet, la squadra italiana che mieteva successi nella discesa libera negli anni '90, Kristian Ghedina si era già imposto sulle scene a fine anni '80, ma nel 1991 è vittima di un gravissimo incidente stradale lo costringe ad una lunga riabilitazione.
Solo nel 1995 riesce a tornare ai vertici delle classifiche di discesa libera, non riuscendo mai a conquistare un oro alle Olimpiadi o ai Mondiali. I tifosi però lo ricordano per lo spettacolo offerto durante le sue gare, talvolta completamente fuori dagli schemi: nel 2004, all'arrivo della Streif a Kitzbuhel, si esibì in una spettacolare spaccata in volo, e nel dicembre dello stesso anno, sulla Saslong in Val Gardena riuscì ad evitare all'ultimo istante un capriolo intrufolatosi in pista.
Isolde Kostner
Membro di una sterminata famiglia di sportivi (la cugina Carolina è stata una pattinatrice artistica di fama mondiale, il cugino Simon giocatore di hockey così come lo zio Erwin, mentre l'altro zio Ulrico fu un grande fondista, specialità intrapresa dal cugino Florian), Isolde Kostner ha legato il ricordo della sua prima vittoria ad un'evento tragico.
Il suo primo successo è infatti arrivato nel 1994, nella discesa libera sulla Kandahar di Garmisch-Partenkirchen, la stessa gara in cui perse la vita l'austriaca Ulli Maier
Pochi giorni dopo vinse due bronzi alle Olimpiadi di Lillehammer, nella discesa libera e nel supergigante, specialità in cui si laureò campionessa anche ai mondiali del 1996 e del 1997.
Nella discesa libera conquistò la Coppa del Mondo nel 2001 e l'argento alle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, dove fu anche portabandiera dell'Italia nella cerimonia d'apertura.
Sofia Goggia
Famosa per la sua capacità di recuperare a tempo di record da vari infortuni, Sofia Goggia detiene il record di podi conquistati in una singola stagione, insieme a Deborah Compagnoni: nel 2017 si è piazzata tra i primi 3 in 13 occasioni, diventando la prima italiana capace di farlo in quattro specialità differenti (discesa libera, supergigante, slalom gigante e combinata).
Vincitrice di tre Coppe del Mondo di discesa libera (2018, 2021 e 2022), ha conquistato anche l'oro olimpico nella specialità all'Olimpiade di Pyeongchang del 2018 e l'argento in quella di Pechino del 2022.
Federica Brignone
Figlia di Maria Rosa Quario (ex membro della Valanga Rosa, Federica Brignone è, insieme a Sofia Goggia, la sciatrice italiana che vanta il maggior numero di vittorie in Coppa del Mondo, ben 20.
Vicecampione del mondo di slalom gigante nel 2011, ha vinto il bronzo nella stessa specialità alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 e l'argento a quelle di Pechino 2022, dove ha conquistato anche il bronzo nella combinata.
È stata la prima donna italiana, nel 2020, a conquistare la Coppa del Mondo generale, (superando, con 1378 punti, il record di Sofia Goggia) piazzandosi prima in quella di combinata, seconda in supergigante e terza in discesa libera.