Champions League

Partecipazione, vittorie e bonus: quanto vale partecipare alla Champions League 2026/27?

  • Steven Alvieri
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  • Aggiornato il
Quanto vale partecipare alla Champions League e quanto si guadagna con le vittorie e passaggi del turno

La UEFA Champions League 2026/27 rappresenta non solo l'evento sportivo più prestigioso e atteso del calcio europeo, ma anche un'enorme opportunità economica per le società partecipanti. 

    Con il consolidamento del formato a girone unico introdotto nella stagione 2024/25, il torneo prevede un incremento delle partite (otto gare garantite nella prima fase per ogni club rispetto alle sei del vecchio formato) e, di conseguenza, una crescita significativa delle risorse economiche distribuite ai club

    Per questa edizione, la stima del montepremi complessivo distribuito dalla UEFA varia tra i 2,437 miliardi di euro e i 2,47 miliardi di euro, a cui si aggiungono 30 milioni di euro di budget da ripartire tra i club eliminati nei playoff.

    Come viene suddiviso il montepremi UEFA?

    I fondi della UEFA per la fase campionato vengono distribuiti seguendo una precisa ripartizione percentuale divisa in 3 grandi macro-aree:

    • Quote di partenza (27,5%): Un totale di 670 milioni di euro destinato ai premi di partecipazione per tutte le partecipanti.
    • Bonus legati ai risultati e passaggi del turno (37,5%): Pari a 914 milioni di euro, che premiano le performance sportive sul campo.
    • Value Pillar (35%): Pari a 853 milioni di euro, il segmento che unisce e sostituisce i vecchi concetti di market pool e ranking storico/decennale dei club.

    Premi di partecipazione e risultati sul campo

    La sola qualificazione alla fase campionato garantisce a ciascuno dei 36 club partecipanti un bonus di partenza di 18,62 milioni di euro

    Questa cifra (sensibilmente cresciuta rispetto ai 15,64 milioni di euro del ciclo 2021-24) viene corrisposta in due tranches: un acconto iniziale di 17,87 milioni di euro e un saldo successivo di 750.000 euro.

    Vittorie e pareggi nella fase campionato

    Durante la fase campionato, ciascuna squadra affronta otto avversari diversi. Ogni partita mette in palio premi economici diretti, sebbene con cifre leggermente ritoccate al ribasso rispetto al ciclo precedente per favorire altri bonus di classifica:

    Vittoria: 2,1 milioni di euro (contro i 2,8 milioni del ciclo precedente)

    Pareggio: 700.000 euro (contro i 930.000 euro del ciclo precedente)

    Un elemento di grande interesse riguarda i cosiddetti importi non distribuiti: i risparmi derivanti dai pareggi (ossia la quota rimanente quando una partita non viene vinta da nessuna delle due squadre) vengono raggruppati in un fondo comune e poi redistribuiti tra i club in modo proporzionale alla loro posizione nella classifica finale della fase campionato.

    I Bonus classifica e la scalata ai Playoff

    Al termine delle otto partite della prima fase, le 36 squadre vengono ordinate in un'unica classifica generale, la quale assegna premi basati su un sistema di quote. Il montepremi totale riservato a questa voce è suddiviso in 666 quote uguali, ciascuna con un valore iniziale stimato di 275.000 euro.

    La ripartizione avviene con un meccanismo a salire:

    • La 36ª classificata (ultimo posto) riceve una sola quota, pari a 275.000 euro.
    • A ogni posizione superiore viene aggiunta una quota aggiuntiva, fino ad arrivare alla 1ª classificata, che riceve 36 quote per un totale di 9,9 milioni di euro.

    Il valore reale delle singole quote è destinato a crescere proporzionalmente grazie alla redistribuzione delle quote risparmiate con i pareggi, come già verificatosi nelle passate edizioni del formato.

    Oltre alle quote, la classifica assegna ulteriori bonus speciali di posizionamento:

    • Le prime 8 classificate incassano un premio extra di 2 milioni di euro e si qualificano direttamente agli ottavi.
    • Le squadre dal 9° al 16° posto ricevono un bonus di 1 milione di euro ed accedono agli spareggi.
    • Le squadre dal 17° al 24° posto (anch'esse qualificate agli spareggi) o in generale la qualificazione formale agli spareggi garantiscono un premio di 1 milione di euro.

    I Premi per la Fase a Eliminazione Diretta

    Superare i turni a eliminazione diretta non rappresenta solo un traguardo sportivo storico, ma accelera drasticamente i ricavi, che si sommano cumulativamente a quelli già ottenuti nelle fasi precedenti:

    TURNO RAGGIUNTO

    PREMIO PER IL PASSAGGIO DEL TURNO

    Qualificazione Playoff

    1,00 milioni di euro

    Ottavi Di Finale

    11,00 milioni di euro

    Quarti Di Finale

    12,50 milioni di euro

    Semifinali

    15,00 milioni di euro

    Finale

    18,50 milioni di euro

    Vittoria del Trofeo

    6,50 milioni di euro

    Un club che riesce a raggiungere gli ottavi di finale può contare su un ricavo minimo complessivo stimato intorno ai 50 milioni di euro, mentre l'ultimo atto della finale (tra la qualificazione da 18,5 milioni e il bonus per la vittoria di 6,5 milioni) vale da solo 25 milioni di euro per il club campione d'Europa.

    Il Value Pillar: il nuovo cuore finanziario della UEFA

    Il Value Pillar distribuisce complessivamente 853 milioni di euro (pari al 35% dell'intero montepremi). Questo pilastro unifica i vecchi concetti di market pool e ranking storico, ed è suddiviso dalla UEFA in due parti distinte:

    • La Quota Europea (73% del Value Pillar, circa 623 milioni €): Viene assegnata sulla base di un ranking determinato a partire dalla media tra l'importanza del mercato televisivo nazionale di ciascun paese (market pool) e il ranking UEFA a cinque anni del club. 

    Nelle stime, il mercato dei diritti TV italiano per la Champions League è posizionato al quinto posto per valore assoluto, dietro a Francia, Inghilterra, Germania e Spagna.

    • La Quota Non Europea (27% del Value Pillar, circa 230 milioni €): È legata al ranking storico-decennale dei club, escludendo però dal conteggio i punti accumulati per i titoli conquistati nella storia del club.

    Il focus sulle italiane: quanto incassano Inter, Roma, Napoli e Como?

    Ai nastri di partenza della Champions League 2026/27 si presentano quattro squadre italiane: Inter, Roma, Napoli e Como

    Grazie alle stime dettagliate sui proventi minimi garantiti (che ipotizzano lo scenario peggiore di ultimo posto in classifica ed otto sconfitte, escludendo quindi i premi per i risultati sul campo), le quattro formazioni italiane hanno già garantito un tesoretto complessivo di quasi 177 milioni di euro.

    Di seguito la tabella riepilogativa dei ricavi minimi di partenza (espressi in milioni di euro):

    INTER

    ROMA

    NAPOLI

    COMO

    BONUS DI PARTECIPAZIONE

    18,62

    18,62

    18,62

    18,62

    POSIZIONE IN CLASSIFICA MINIMO

    0,275

    0,275

    0,275

    0,275

    QUOTA EUROPEA (VALUE PILLAR)

    23,37

    21,50

    17,76

    11,22

    QUOTA NON EUROPEA (VALUE PILLAR)

    8,65

    8,99

    7,95

    1,73

    TOTALE MINIMO GARANTITO

    50,92

    49,39

    44,61

    31,85

    Le differenze tra i club italiani

    Inter: È la società italiana che incassa di più, superando i 50,92 milioni di euro minimi. Questo primato è favorito dagli eccellenti risultati sportivi ottenuti nelle ultime stagioni europee, che ne trainano la quota del Value Pillar.

    Roma: Segue a ruota con 49,39 milioni di euro. I giallorossi beneficiano di un'ottima continuità di partecipazione alle competizioni UEFA negli ultimi anni, che compensa la mancata presenza recente in Champions League.

    Napoli: Garantisce una cifra iniziale pari a 44,61 milioni di euro, con un calo dovuto alle prestazioni anche nelle altre coppe europee in questi anni, che ha ridotto il valore degli azzurri nel ranking. 

    Como: Pur partendo dalla quota minima del Value Pillar a causa della mancanza di uno storico europeo recente, la matricola lombarda porta a casa la cifra record per il club di 31,85 milioni di euro.

    L'effetto stadio: i ricavi da botteghino

    A queste cifre minime corrisposte dalla UEFA, si devono aggiungere i ricavi generati dalle quattro partite casalinghe garantite nella fase campionato. 

    A seconda della capienza degli stadi ospitanti e dei prezzi dei biglietti, le sfide casalinghe possono portare nelle casse di ciascun club introiti aggiuntivi compresi tra i 15 e i 20 milioni di euro complessivi.