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Le calciatrici italiane più forti e famose di sempre

  • Tobia Brunello
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calciatrici italiane famose

Il calcio femminile è arrivato a conquistarsi considerazione e visibilità negli ultimi anni, al punto di arrivare finalmente al professionismo nel 2022.

Uno status che sembrava un miraggio nei decenni passati, quando alcune delle calciatrici italiane più forti erano considerate atlete di serie B.

Nonostante il livello del calcio femminile non sia mai stato pari a quello maschile, ci sono state numerose giocatrici che sono comunque riuscite a farsi conoscere per il proprio valore sul campo da gioco: andiamo a scoprire quali sono state le più forti calciatrici italiane che hanno calcato i campi della Serie A femminile.

Betty Vignotto

La storia del calcio femminile italiano vede sicuramente in Elisabetta Vignotto (nata a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, il 13 gennaio 1954), una delle sue figure più importanti in assoluto.

Notata da Gianfranco Bedin mentre giocava con gli amici maschi per strada a 16 anni, fu segnalata dall'ex giocatore dell'Inter al Gomma Gomma, squadra di Milano che disputava il neonato campionato dilettantistico femminile della FIGC.

Il suo esordio nel calcio coincise con il suo primo titolo di campionessa d'Italia, traguardo ripetuto anche l'anno successivo con la Real Juventus. Spinta anche dalla necessità di giocare vicino casa, anche per poter dare una mano in famiglia, passa a giocare nel Gamma 3 Padova, con cui vince due campionati e una coppa Italia (conquistando il titolo di capocannoniere per 3 volte, nel '72 con il record di 56 gol).

Ha segnato 107 gol in 109 incontri con la maglia della nazionale italiana, record per le rappresentative nazionali superato solo nel 1999 dalla statunitense Mia Hamm.

Nel 1990, dopo aver vestito tante altre maglie lungo tutta l'Italia, chiude la carriera nella Reggiana, arrivando poco dopo alla presidenza della società, carica che ricopre ancora oggi dopo il cambio di denominazione in Sassuolo Femminile, oltre ad essere membro del consiglio direttivo della Divisione calcio femminile della FIGC.

Carolina Morace

Ancora oggi per la gran parte degli italiani il volto del calcio femminile è Carolina Morace, prima calciatrice diventata anche volto televisivo, nata a Venezia il 5 febbraio 1964.

Inizia a giocare a calcio nelle squadre della provinica veneziane Ca' Bianca e Spinea, per poi arrivare in Serie A con il Belluno nel 1978.

Nello stesso anno esordisce in nazionale, subentrando a Betty Vignotto il 1° novembre 1978 in un match contro la Jugoslavia nella prima delle sue 153 presenze totali in maglia azzurra. Nella sua carriera in nazionale arriverà a segnare 105 gol, vincendo anche il premio come Golden Player agli Europei di Norvegia e Svezia del 1997, torneo in cui si laureò capocannoniere con 4 reti che trascinarono l'Italia alla finale persa contro la Germania. Quattro anni prima, un altra finale europea persa contro la Norvegia, nell'Europeo disputato proprio in Italia nel 1993.

A livello di Carolina ha vinto ben 12 scudetti e 12 titoli di capocannoniere della Serie A, vestendo nell'arco di 20 anni le maglie di Lazio, Trani, Reggiana, Milan, Torres, Agliana, Verona e Modena.

Chiusa la carriera sul campo nel 1998, si siede immediatamente sulla panchina della Lazio femminile in qualità di allenatrice. L'anno successivo è la prima donna a guidare una squadra professionistica maschile, guidando la Viterbese in Serie C1, anche se l'esperienza dura soltanto due giornate.

Si è seduta anche sulla panchina delle nazionali italiana, canadese (vincendo la Coppa Concacaf femminile) e trinidadense.

Nel 2018 torna ad allenare in Italia, prima con il Milan e quindi con la Lazio, con cui ha guadagnato una promozione in Serie A nel 2021 per poi essere esonerata nella stagione successiva dopo 5 sconfitte nelle prime 5 giornate.

Dopo aver allenato Milan e nuovamente la Lazio, ha intrapreso a tempo pieno il ruolo di commentatrice e opinionista televisiva.

Patrizia Panico

Nessuna calciatrice ha segnato quanto Patrizia Panico nella storia del calcio italiano: 110 gol in 204 presenze nella nazionale italiana e 14 volte capocannoniere nella Serie A femminile.

Nata a Roma l'8 febbraio 1975, inizia a giocare con le squadre del Borussia e del Valmontone per poi vestire la maglia della Lazio in Serie a 19 anni. Il seguito passa al Torino e soprattutto al Modena dove nel 1997 vince il suo primo scudetto, facendo coppia con Carolina Morace.

Negli anni successivi gioca con la maglia di Lazio, Verona, Torres e anche negli Stati Uniti, con le Sky Blue in New Jersey. Nel 2016 si ritira dopo aver conquistato in totale 10 scudetti, 5 Coppe Italia e 8 Supercoppe Italiane.

Inizia la carriera di allenatrice nelle nazionali giovanili maschili, come vice di Daniele Zoratto all'Under 15, e nel 2018 diventa la prima donna a ricoprire il ruolo di commissario tecnico di una nazionale maschile, sedendosi sulla panchina dell'Under 15, per poi passare ad allenare la Fiorentina femminile, squadra in cui aveva chiuso la carriera sul campo.

Ilaria Mauro

La carriera di Ilaria Mauro, nata a Gemona del Friuli il 22 maggio 1988, ha rischiato di non concretizzarsi dato che negli anni della sua infanzia, passata a Reana del Rojale (Udine) i genitori l'hanno spinta a giocare a pallavolo non reputando il calcio uno sport adatto ad una bambina, nonostante Ilaria amasse giocarci insieme al fratello Nicholas (futuro arbitro).

Ma proprio il presidente della sua squadra di pallavolo, la Rojalese, riesce convincere i genitori a lasciarla provare a giocare a calcio nella formazione locale della Reanese, nelle formazioni giovanili miste fino ai 13 anni. Raggiunto il limite in cui sono permesse le formazioni miste, si trasferisce nella squadra femminile del Tavagnacco, con cui esordisce in Serie A nel 2003. Nei 10 anni in cui militerà nella formazione friulana conquisterà una storica Coppa Italia e parteciperà alla Champions League.

Nel 2007 viene convocata nella nazionale Under 19, per poi passare alla nazionale maggiore l'anno successivo. Partecipa agli Europei di Svezia nel 2003, durante i quali viene notata dagli osservatori del Sand, squadra tedesca che disputava la 2. Bundesliga Süd. Ilaria si trasferisce in Germania e conquista la promozione in Frauen-Bundesliga con il Sand, per poi vestire anche la maglia del Turbine Potsdam.

Tornata in Italia nel 2016 veste la maglia della Fiorentina Women's, vincendo uno scudetto e una Coppa Italia nell'arco di 4 stagioni, per poi chiudere la carriera con la maglia dell'Inter nel 2020-2021.

Sara Gama

La popolarità e l'importanza di Sara Gama per il calcio femminile sono ben esplicitiate dal fatto che è l'unica italiana ad essere stata omaggiata da Mattel con una bambola Barbie speciale con le sue fattezze nel 2018, insieme ad altre 16 personalità femminili internazionali "che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro".

Nata a Trieste il 27 marzo 1989, ha esordito in Serie A con il Tavagnacco, dopo i primi calci con lo Zaule e la Polisportiva San Marco di Duino, per poi trasferirsi al Chiasiellis (sempre in provincia di Udine).

Nel 2008 è protagonista della prima storica vittoria del calcio femminile italiano, ovvero l'Europeo Under-19 in Francia, in cui viene nominata anche UEFA Golden Player.

Nell'estate 2010 si trasferisce per un breve prestito negli Stati Uniti, Pali Blues di Los Angeles, mentre nel 2012 vince il campionato con la maglia del Brescia.

Nel 2013 una nuova esperienza all'estero, questa volta nella Division 1 Féminine con la maglia del Paris Saint-Germain, esperienza che però è segnata da un grave infortunio che la costringe a tornare a Brescia nel 2015.

Nel 2017 viene ingaggiata dalla neonata Juventus Women, squadra con cui conquista cinque scudetti consecutivi (il primo proprio da ex nello spareggio contro il Brescia), tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane consecutive (dal 2019 al 2021) indossando la fascia di capitano.

A causa delle origini congolesi del padre ha vissuto anche pesanti episodi di razzismo, soprattutto nel momento in cui è stata nominata capitano della nazionale italiana. È nel consiglio della FIGC in rappresentanza dell'AIC, di cui è la prima donna nella storia a ricoprire il ruolo di vicepresidente, oltre ad essere anche membro della Commissione Nazionale Atleti del CONI.

Barbara Bonansea

Prima italiana ad essere inserita, nel 2020 e nel 2021, nella formazione delle migliori calciatrici dell'anno dalla FIFPro, Barbara Bonansea è nata a Pinerolo nel 1991

Cresciuta nel Torino, si è fatta notare già da giovanissimo vincendo due scudetti Primavera nel 2006 e nel 2007, mentre faceva già qualche apparizione in prima squadra giocando in Coppa Italia.

Nel 2012 passa al Brescia, squadra con cui vince due scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe, mentre nel 2017 si trasferisce alla neonata Juventus Women insieme alla compagna Sara Gama, rifiutando al contempo un'offerta del Lione.

Con la Juventus, squadra per cui ha sempre tifato, segna il primo storico gol femminile in Serie A, il 30 settembre 2017. Nei cinque anni successivi Barbara vince cinque scudetti, tre Coppa Italia e tre Supercoppe.

In nazionale trascina le azzurre alla qualificazione per i Mondiali di Francia del 2019, dove segna la doppietta che vale la vittoria delle azzurre all'esordio contro l'Australia.